Johansen fa il bis a crono alla Volta Portugal, Guerin si difende. Bene l'italiano Giaimi
Il danese Julius Johansen (UAE) si conferma un grande nome delle cronometro e vince nettamente davanti a Tiago Antunes. Nych recupera solo 14" al compagno Guerin.

In diciassette chilometri è difficile assistere a grandi sorprese e sconvolgimenti, ma per quanto possa essere breve, in una cronometro non ci si può nascondere e per confermarsi serve ugualmente la forza. Julius Johansen non manca all'appelllo, vince ad Agueda a oltre 49 km/h di media e si conferma, dopo il prologo, un nome importante per le prove contro il tempo, con i suoi ventisei anni che gli possono riservare ancora qualche margine di crescita. “Forse ho dato troppo nella prima parte e mi sono gestito male”, ha dichiarato Johansen. Non si fatica a credergli. Il danese è stato autore di un parziale, a dieci chilometri della partenza, che ha stroncato ogni velleità di successo per chiunque altro. Un solco importante tra lui e il secondo arrivato, il portoghese Tiago Antunes (Efapel) che aggiunge un tassello importante alla ricerca del podio finale della Volta a Portugal: quasi due secondi al chilometro di differenza tra i due, nonostante un percorso nel finale più tecnico, meno adatto a esprimere potenza, con tratti in discesa e l'ultimo chilometro di curve insidiose su ciottolato che ha fatto cadere non pochi atleti. Buona prova in generale di tutta la UAE-XRG, con anche l'italiano Luca Giaimi sugli scudi, quinto al traguardo davanti a tanti nomi importanti.
Per la classifica generale, Alexis Guerin (Anicolor-Campicarm) ha confermato il suo grande stato di forma a ventiquattro ore dal successo sull'arrivo in salita di Torre: ottavo miglior tempo e vantaggio conservato su tutti, a partire dal compagno Artem Nych che ha recuperato solo 14 secondi. Grande motivazione per il francese che, con una condotta aggressiva, ha rischiato una caduta nella seconda metà della cronometro entrando con troppa foga in curva e si è salvato percorrendo il marciapiede fortunatamente sgombro di tifosi. Tra i suoi rivali, sperava di usare la cronometro per recuperare terreno il basco Txomin Juaristi (Euskaltel), ostacolato da un problema alla bicicletta e un cambio del mezzo nei primi chilometri della prova.
Guerin partirà nella sesta tappa, dopo il giorno di riposo, con 1'12" su Nych e 1'52" su Antunes. Ma la Volta è tutt'altro che decisa. La classifica è corta, nove gli avversari entro i tre minuti, di cui Euskaltel ed Efapel con due uomini ben piazzati nel loro organico, con almeno altre tre tappe in cui si può decidere la classifica.
La cronaca della cronometro individuale - quinta tappa
Diciassette chilometri e mezzo da percorrere nella prova contro il tempo che segna la conclusione della prima metà di Volta, con partenza ad Anadia e arrivo ad Águeda, nella regione di Beira, sempre più vicini a Porto, dove si concluderà la corsa. Cronometro esigente nella prima parte, con intermedio posto poco dopo la metà della prova alla fine di uno strappo di 1 km al 7%, più tecnica nella seconda metà fino all'arrivo, con tratti in discesa, varie curve e un ultimo chilometro su selciato nel centro cittadino percorso ad alta velocità. Prova per specialisti della disciplina, ma in cui sembra difficile esprimere grandi differenze.
Centotredici gli atleti rimasti, a partire dal brasiliano Da Paixao (Localiza Meoo), chiamato a dare il via alla tappa di oggi con i suoi cinquantotto minuti di ritardo dal primo accumulati nelle cinque giornate precedenti. Nella prima parte di giornata, ben figura l'olandese Enzo Leijnse (Anicolor), che scende sotto i trenta minuti, ma quando parte Juluis Johansen (UAE), fin dall'intertempo, in cui passa con 40" circa di vantaggio, si capisce che il suo tempo sarà un riferimento per tutti gli altri. Sul traguardo il cronometro segna 29'13", a 49.2 km/h di media. Considerando una prima metà con tendenza a salire, una prova di tutto rispetto, per il danese già vincitore di prove contro il tempo quest'anno in Spagna, in Francia e in Romania - e arrivato con lo stesso tempo di Mads Pedersen alla prova del campionato nazionale a cronometro.
Poco dopo, parte Rafael Reis, scalzato dal primo posto nel prologo dopo cinque anni consecutivi. La prova però non lo favorisce e forse anche la condizione non è quella di altri anni: Reis termina a ben 47" da Johansen. Anche l'italiano Luca Giaime (UAE), compagno del danese e secondo al campionato italiano dietro Filippo Ganna, si mette alla prova e limita i danni, ma non riesce a impensierire Johansen, autore di una prima parte di crono straordinaria, e chiude a 43".

Tra i favoriti, la sensazione è che solo Artem Nych possa provare a contendere la vittoria parziale. Ci si aspetta una buona prova da Juaristi (Euskaltel), ma dopo pochi minuti il basco è costretto a fermarsi sul ciglio della strada per sostituire la bicicletta a causa di una foratura. Su una prova così breve, un colpo mortale sia per il cronometro che per il morale: Juaristi chiuderà solo 28° a 1'47", trovandosi ad accumulare ritardo invece di recuperare terreno per la classifica generale. Parte bene Fabio Antunes (Efapel), autore di una prova senza infamia e senza lode sulla salita di Torre. Secondo all'intertempo e secondo anche al traguardo, arrivando a 30" da un Johansen in giornata di grazia. Bene anche Adriá Pericas (UAE) che, nonostante un fisico più da scalatore, arriva a un minuto da Johansen e decimo finale.
Artem Nych, stando ai precedenti nelle cronometro, potrebbe guadagnare oltre mezzo minuto al suo compagno di squadra. L'intertempo però parla chiaro: solo 6" di differenza tra i due, più per merito di Guerin che per carenze del russo che, come a Torre, fa una prestazione buona come nelle previsioni, ma non eccellente. Nych arriva quarto, a 39" da Johansen. Guerin 8° a 53". Dopo Johansen e Antunes, completa il podio di tappa Axel Van der Tuuk (Euskaltel), a 35".
La tappa di mercoledì - sesta tappa
Dopo il meritato giorno di riposo, il gruppo partirà mercoledì da Santa Maria da Feira per una tappa particolarmente breve, di soli 132 chilometri, di difficoltà intermedia. Saranno pochissimi i tratti di vera pianura, in un percorso che offrirà una continua successione di salite di media difficoltà e discese. Due GPM nella prima metà di corsa, di cui uno di seconda categoria, di 7 km al 4,5%, ma numerose le salitelle non classificate. Difficile credere che i velocisti possano riuscire a tenere la corsa sotto controllo e, dunque, si può immaginare che l'arrivo di Paso da Régua possa vedere una fuga andare in porto - sarebbe la prima volta in questa edizione. D'altro canto, la lunghezza contenuta della tappa, di circa tre ore, può portare alcune squadre a cercare un arrivo in volata. Nel caso in cui ciò si verifichi, Linarez e Matias (Tavfer) così come Contte (Aviludo) e Campos (Tavira) potrebbero cercare il successo di tappa.