Sicurezza in gara, Brennan tuona: "Dopo la morte di Tarling nulla è cambiato. È vergognoso"
La giovane stella della Visma: "Sembra che il mondo sia andato avanti e che ci siano ancora eventi in cui le auto circolano sul tracciato. Le organizzazioni devono fare di più"

“Ho assistito al funerale di Fin (Finlay Tarling, nda) e a un amico ho detto: ‘È così triste aver perso una persona così speciale e che, nonostante tutto, non sia cambiato nulla’. Penso davvero che sia vergognoso”. È uno dei nuovi riferimenti del ciclismo mondiale, al secolo Matthew Brennan, a prendere posizione in maniera netta sul tema sicurezza nel proprio sport, sollecitando le organizzazioni competenti a fare molto di più in materia di prevenzione per la salute dei corridori durante la gara.
In un'intervista rilasciata alla BBC, il 21enne della Visma - vincitore di cinque tappe all'esordio nei Grandi Giri alla recente Vuelta España - ha affrontato la questione a seguito della drammatica tragedia occorsa al 19enne Finlay Tarling, investito da un'auto entrata in corsa e deceduto sul posto il 14 agosto scorso nell'ottava tappa della Volta Portugal.
Le oneste e dure parole di Brennan
“Invece di sentir dire da qualcuno all’interno di queste organizzazioni qualcosa del tipo: ‘Ok, questo non deve mai più succedere’, sembra invece che - evidenzia il corridore inglese - il mondo sia andato avanti, che nulla sia cambiato e che ci siano ancora eventi in cui le auto circolano sul percorso. Ritengo che queste grandi organizzazioni e l’Uci dovrebbero valutare cosa occorre fare per aumentare la sicurezza”.

Brennan sottolinea come un altro problema sia quello delle temperature estreme in estate che si contrappone alle necessità delle televisioni: “Prendiamo ad esempio le gare in Spagna: invece di anticiparle alle 9 del mattino, si corrono alle 15, nel pieno del caldo”. Lo stesso corridore britannico durante la Vuelta aveva fatto presente i rischi di correre delle tappe con dei picchi durante la giornata ben oltre i 40 gradi.
La proposta
“A mio parere personale - aggiunge il classe 2005 - dovrebbe esserci un’organizzazione indipendente che sottoponga le federazioni, l’Uci e tutti gli altri soggetti a regole molto rigide, in modo da garantire che la sicurezza dei corridori sia considerata una priorità”.
Il portacolori della Visma propone dunque l'idea di costituire una nuova organizzazione indipendente in grado di dire chiaramente alle squadre se una situazione è sicura o se qualcosa deve essere cambiato "Penso che sarebbe un vantaggio per lo sport - afferma - e, si spera, porrebbe fine a questi tristi e tragici eventi verificatisi ai Campionati del Mondo [il riferimento alla tragedia di Muriel Furrer nel 2024], a quanto accaduto a Fin e a tutti gli altri tristi episodi avvenuti in questo sport”.