L'addio alle corse di Damiano Caruso e Jacopo Mosca al Gran Piemonte 2026 © Gran Piemonte
L'addio alle corse di Damiano Caruso e Jacopo Mosca al Gran Piemonte 2026 © Gran Piemonte

Come ogni autunno, in attesa di concentrarsi con ansia e trepidazione all'anno che verrà, arriva il tempo di fermarsi e dedicare uno spazio a chi nella prossima stagione non vedremo più con un dorsale sulle spalle. La stagione 2026 ha visto l'addio al ciclismo di un folto gruppo di corridori che hanno segnato per oltre un decennio (alcuni per quasi due) le corse più importanti al mondo.

Di seguito i nomi di tutti i ritirati alla fine dell'annata da poco conclusa.

I ritirati nel World-Tour

Partendo da coloro che nell'ultimo di carriera hanno militato in squadre del massimo livello, sono 18 i professionisti che hanno appeso la “bici al chiodo”. A inizio gennaio, prima che la stagione cominciasse, il colpo di scena l'ha firmato Simon Yates: il campione in carica del Giro in maglia Visma, a 33 anni e dopo tredici stagioni tra i grandi, ha scelto di abdicare a sorpresa. Per lui una carriera ricca di altri successi di prestigio: il trionfo alla Vuelta nel 2018, le undici tappe nei tre Grandi Giri, per un totale di 36 vittorie complessive.

Era invece previsto a fine gennaio l'addio di un altro Simon, l'australiano Clarke, che ha deciso di disputare gli ultimi giorni di gara a casa sua in Australia. Nei suoi 18 anni di carriera, spiccano il successo di tappa al Tour nel 2022 in fuga nella tappa della mini-Roubaix e i due successi alla Vuelta, con tanto di maglia di miglior scalatore nel 2012. Senza dimenticare il 2° posto dietro Mathieu van der Poel nell'edizione 2019 della Amstel Gold Race, quella dell'epocale rimonta negli ultimi 1500 metri del fenomeno neerlandese.

Tra le fila della Bahrain-Victorious hanno detto basta due colonne portanti del team. Da un lato il siciliano Damiano Caruso, esemplare gregario per i propri capitani e all'occorrenza capace di cogliere significativi risultati personali, come le vittorie di tappa al Giro e alla Vuelta nel 2021 e il secondo posto finale alla Corsa Rosa sempre in quella stagione, tuttora l'ultimo podio di un corridore italiano in un Grande Giro. Dall'altro il 36enne basco Pello Bilbao, che ha concluso i suoi sedici anni carriera - 17 vittorie di cui tre tappe arrivate nei Grandi Giri - con uno splendido 7° posto al Giro di Lombardia.

Addio illustre per il movimento scandinavo quello del campione danese Magnus Cort dopo tredici stagioni e la bellezza di 36 vittorie. Da ricordare come uno dei cacciatori di tappe nei Grandi Giri migliori della sua epoca (nove successi e trilogia completata, la maggior parte arrivate in fuga). Nella storia della Uno-X, è stato autore della prima vittoria in una corsa World-Tour.

Magnus Cort vince la seconda tappa del Delfinato 2024 sul Col de la Loge © SprintCycling
Magnus Cort vince la seconda tappa del Delfinato 2024 sul Col de la Loge © SprintCycling

Due atleti molto rappresentativi che hanno lasciato rispettivamente dopo diciannove e quindici anni di carriera sono inoltre il neerlandese Bauke Mollema e il colombiano Nairo Quintana. Per il primo 18 vittorie totali di cui due tappe al Tour e una alla Vuelta, corsa dove nel 2011 concluse al terzo posto finale e vinse a sorpresa la classifica a punti. Nella seconda parte di carriera ha saputo ritagliarsi grandi soddisfazioni anche nelle corse di un giorno con il trionfo su tutti al Lombardia 2019. Il secondo è stato probabilmente il corridore sudamericano migliore di sempre, vincitore di oltre venti corse a tappe in carriera fra le quali il Giro 2014 e la Vuelta 2016, oltre a essere stato il più grande rivale di Chris Froome al Tour de France. Nel fiore della carriera ‘Nairoman’ è stato il più forte scalatore puro della sua generazione; nel decennio corrente ha perso lo smalto che lo aveva contraddistinto.

Nairo Quintana in maglia Movistar nel 2019 © Movistar Team
Nairo Quintana in maglia Movistar nel 2019 © Movistar Team

Fine corsa a 34 anni dopo quattordici stagioni per due atleti classe 1992: il primo è il kazako Alexey Lutsenko, il corridore asiatico di maggior caratura della sua generazione: per lui una tappa al Tour e una alla Vuelta, otto brevi corse a tappe vinte e un totale di 43 successi, fra i quali svariati titoli nazionali e continentali. L'altro è il lussemburghese Bob Jungels, vincitore in carriera della Liegi 2018 oltre che di una tappa a Giro (2017) e Tour (2022). Gli anni in Quick-Step i migliori della sua carriera per continuità. Atleta che per certi versi avrebbe forse ottenere di più di quanto raccolto (comunque non poco).

Altri due veterani fedelissimi alle proprie squadre ad aver detto basta sono il britannico Ben Swift (Netcompany INEOS, 15 vittorie e il 2° posto alla Sanremo 2016) e il neerlandese Steven Kruijswijk (Visma), che molti si ricorderanno soprattutto per quella caduta sulla neve (fatale per la classifica) mentre vestiva la Maglia Rosa nell'ultima settimana del Giro 2016.

Hanno salutato il ciclismo anche i 33enni della Lidl-Trek Jacopo Mosca e Max Walscheid, il 37enne canadese Guillaume Boivin (NSN Cycling), il 37enne francese Rudy Molard (Groupama-FDJ, capace di vestire la Maglia Roja alla Vuelta sia nel 2018 che nel 2022), i norvegesi Jonas Hem Hvideberg e Sven Erik Bystrøm (Uno-X) e il 32enne belga Jasper De Buyst (Lotto-Intermarché).

Gli addii di spicco nelle Professional

C'è poi un corridore che ha deciso di smettere a metà stagione: parliamo del due volte campione del mondo Julian Alaphilippe, il quale ha optato per l'addio anticipato al termine del suo ottavo Tour de France. Quattordici stagioni contraddistinte da 45 vittorie fra le quali, oltre ai titoli iridati, ben sei tappe alla Grande Boucle, una Milano-Sanremo e tre Freccia-Vallone. Al di là dei successi, senza dubbio uno dei corridori simbolo della sua generazione, capace di infiammare le corse e scaldare i cuori di numerosi appassionati.

Alaphilippe nella tappa conclusiva del Tour de France 2026 ©Tom_André via X
Alaphilippe nella tappa conclusiva del Tour de France 2026 ©Tom_André via X

Un altro nativo dei Paesi Baschi che ha abdicato alla fine del 2026 è Ion Izagirre, capace in quest'ultima stagione di imporsi a marzo nel “suo” GP Indurain (terzo trionfo) e in autunno al Memorial Pantani. Per lui in totale 20 successi da prof, riuscendo ad andare a segno in tutti e tre i Grandi Giri.

Pello Bilbao e Ion Izagirre con la bandiera basca prima de Il Lombardia
Pello Bilbao e Ion Izagirre con la bandiera basca prima de Il Lombardia

Restando in casa Spagna, altri due addii di spessore sono quelli di David De La Cruz e Jesús Herrada. Per il primo 17 stagioni da professionista, con il picco toccato alla Vuelta 2016, dove conquistò la vittoria di tappa in fuga e indossò per un giorno la Maglia Roja di leader della corsa. Il secondo, fratello minore di José, è un assoluto specialista del Grande Giro di casa con tre successi di tappa tra il 2019 e il 2023. Nel suo curriculum anche due titoli nazionali in linea e una tappa al Delfinato, per complessivamente 21 vittorie in carriera.

Non ha trovato squadra per l'anno prossimo e ha deciso dunque di ritirarsi anche il 34enne belga Dylan Teuns, artefice nei suoi dodici anni di carriera di diversi prestigiosi successi: la Freccia Vallone 2022, le tappe al Tour nel 2019 e nel 2021 ma anche la classifica finale del Tour de Pologne 2019.

Hanno lasciato il ciclismo anche il norvegese Odd Christian Eiking (sette giorni in Maglia Roja alla Vuelta 2021), l'australiano Damien Howson, i francesi Geoffrey Bouchard (vincitore di tappa al TotA e della maglia di miglior scalatore sia al Giro che alla Vuelta), Fabien Grellier e Lorrenzo Manzin. 

Chi dirà addio il prossimo anno

Volgendo lo sguardo all'anno che verrà, qualche corridore ha già annunciato o fatto capire che il 2027 sarà la stagione finale del proprio percorso nel professionismo. Esattamente come Simon Clarke quest'anno, il connazionale Luke Durbridge lascerà il ciclismo al termine delle gare in Australia. Una carriera da affidabile gregario - sempre nella stessa squadra - per il classe 1991, che nella passata stagione si è tolto lo sfizio di laurearsi campione nazionale in linea a dodici anni di distanza dall'unico precedente titolo.

Sono invece due i corridori che hanno già anticipato di chiudere il capitolo alla fine della prossima annata: il neerlandese Wout Poels, che ha compiuto 39 anni lo scorso 1° ottobre - la sua Liegi nel 2015 è la prima vittoria in una Monumento nella storia del Team Sky - e ha scelto di proseguire un altro anno con la maglia della Unibet Tietema Rockets. L'altro è il toscano Diego Ulissi, pronto a disputare la 18esima stagione da professionista. La ciliegina sulla torta sarebbe riuscire a centrare il successo numero 50 della carriera.

 

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