ciclovia del fiume oglio
lungo il fiume©pixabay

 Una ciclovia in linea con le motivazioni “trasversali” rilevate in gran parte dei viaggiatori cicloturistici 

ciclovia dell'oglio
tra i boschi©pixabay

Il percorso della Ciclovia del fiume Oglio 

Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova: ecco le quattro province lungo la Ciclovia del fiume Oglio, un percorso che si snoda per quasi 300 km con asfalto, ghiaia e sterrato.  Noto come località turistica, il Passo del Tonale che ne segna la partenza è ricco anche di memorie storiche della prima guerra mondiale, come la Galleria Paradiso (che serviva ai soldati quale ricovero dal freddo) e l’Ossario. Darfo Boario, nota stazione termale, ed il lago d’Iseo sono tappe successive, così come Pontevico, con il caratteristico castello quadrangolare risalente all’anno 1000. L’itinerario giunge poi San Matteo delle Chiaviche, con il singolare impianto idrovoro risalente agli anni Venti ed il ponte di barche che lo collega a Torre d’Oglio.  Termine della Ciclovia del fiume Oglio, la provincia di Mantova, con il riferimento letterario alle opere di Virgilio che la cantò nei suoi poemi. Buona parte dei cicloturisti dichiara motivazioni trasversali per i propri viaggi, e la Ciclovia del fiume Oglio risponde adeguatamente: è infatti sfaccettata come un diamante, dal punto di vista paesaggistico, storico, enogastronomico. 

Le mille declinazioni della ciclovia del fiume Oglio

Come poche, la Ciclovia del fiume Oglio offre in un unico percorso un ampio ventaglio naturalistico. Ricco di foreste, flora e fauna, il Parco regionale sull’Adamello si estende con oltre 500 km quadrati al confine con quelli dello Stelvio e dell’Adamello-Brenta. Dal paesaggio alpino si passa al fondovalle della Val Camonica ed a quello lacustre sull’Iseo. Tra Brescia ed il lago d’Iseo, il percorso scorre tra le colline della Franciacorta, per arrivare infine alla piatta pianura Padana. Dal punto di vista storico, la Ciclovia del fiume Oglio è una sorta di piccolo “bignami”, dalla preistoria al giorno d’oggi.  Nota per le incisioni rupestri, risalenti al Mesolitico e Neolitico sino all’età del ferro, la Val Camonica è il primo luogo italiano ad essere stato riconosciuto quale patrimonio Unesco. Castelli e rocche lungo il percorso raccontano vicende passate, sino ad arrivare alle già citate testimonianze della prima guerra mondiale. E per gli amanti della gastronomia, si passa dai sapori alpini dei primi tratti con cacciagione e formaggi d’alpeggio alle specialità di pesce sulle sponde del lago, dai vini rossi forti allo spumante della Franciacorta. Tradizionale la polenta con il granturco quarantino, di antiche origini ed oggi coltivato in Lombardia e nelle Marche. E tra ristoranti ed agriturismi, c’è anche la formula del bike-bar che completa ‘offerta della Ciclovia del fiume Oglio.

 

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