cicloturismo a venezia
partenza dalla stazione ferroviaria©laura daveggia

Questo matrimonio non s'ha da fare: la bicicletta e Venezia non possono stare insieme, per decisione del Comune. Ma il fascino di una pedalata in riva al Canal Grande sembra essere irresistibile per i cicloturisti. Tanto vale allora vedere come funziona la cosa

cicloturismo a venezia
in fondamenta©laura Daveggia

Le caratteristiche del cicloturismo a Venezia

Ben raggiungibile con i mezzi pubblici e la combinazione bici+treno, Venezia offre motivazioni tipicamente trasversali per il cicloturismo. Il percorso si snoda ad anello, con partenza ed arrivo a Piazzale Roma/Tronchetto oppure stazione ferroviaria, in base al mezzo di trasporto prescelto. In senso orario, si attraversa Lista di Spagna e Strada Nova per giungere Rialto e San Marco, arrivare a S.Elena e da lì attraversare sino a Punta della Salute. Il lungo tratto delle Zattere conduce sino a Santa Margherita, da dove si può fare ritorno al punto di partenza. E’ fattibile anche il senso contrario ed in entrambi i casi sono possibili frequenti deviazioni per visitare musei e palazzi, assistere a concerti o manifestazioni culturali. Molto presenti punti di ristoro e strutture ricettive, ma assenti quelli bike-friendly. Fra settembre ed ottobre, la Biennale ancora in corso, la Mostra del Cinema, la Regata Storica ed il premio letterario Campiello costituiscono un richiamo irresistibile per appassionati delle due ruote nazionali ed internazionali. A differenza dei percorsi lungo le isole, tuttavia, prima di intraprendere il cicloturismo a Venezia nella città storica è indispensabile essere a conoscenza di alcune specifiche caratteristiche tecniche.

La caratteristiche tecniche del cicloturismo a Venezia

Pendenze scarsamente elevate ma frequenti e fondo stradale in masegni lo rendono particolarmente impegnativo. Grossi blocchi di trachite che costituiscono la pavimentazione dell’intera rete stradale, i masegni sono spesso sconnessi ed hanno un’elasticità quasi nulla: qualunque tipo di bici può andar bene purché adeguatamente ammortizzata. Indispensabile bagaglio ultraleggero, dato che qualunque bici deve essere trasportata a braccia sui circa 400 ponti (con gradini) che costituiscono le pendenze. Necessario quindi avere scarpe ben ammortizzate, evitare le e-bike ed i carrellini per bambini ed animali al seguito. Traffico veicolare assente, ma occorre fare attenzione a quello pedonale, altrettanto denso e caotico. Quanto alle tracce del percorso, è bene chiedere in loco senza fidarsi delle mappe cartacee od online. Risulterebbe difficile, infatti, trovare un “sotoportego dei vedei” che sulle mappe risulta segnalato come “strada dei vitelli”. Opportuno quindi apprendere preventivamente la particolare terminologia della toponomastica veneziana, familiarizzando con termini quali corte, salizada, rio terà, fondamenta, sotoportego.  La barrette energetiche vanno consumate in ambiente chiuso: per la strada attirano l’attenzione dei gabbiani che calano come falchi sui malcapitati. Infine, va tenuto presente che, come da regolamento comunale, nel centro storico di Venezia è proibito circolare in bicicletta.

 

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