Ciclovia Bar to Bar, 100 km in una terra patrimonio Unesco
Un saliscendi piemontese con epicentro Alba, alla scoperta di Barbaresco e Barolo

Dall’agonismo al cicloturismo, un territorio che si è aperto a tutti anche grazie alle e-bike

Partenza dalla città di Fenoglio per la ciclovia Bar to Bar
Anello in un territorio che ha visto il passaggio anche del Giro d’Italia, la ciclovia Bar to Bar si snoda per poco più di 100 km su strade asfaltate o bianche e tra i boschi. Percorso collinare, con pendenze basse ma frequenti. Ricca di storia Alba, punto di partenza, con tracce romane, medievali e rinascimentali. Ma nota soprattutto per il pregiato tartufo bianco, uno dei prodotti che le hanno valso il riconoscimento di città creativa Unesco per la gastronomia. Tartufo che è al centro dell’annuale Fiera internazionale, giunta quest’anno alla sua 96° edizione. Un buon inizio per una ciclovia dedita proprio alla scoperta dell’enogastronomia locale. Alba è anche la città natale di Beppe Fenoglio, il cui romanzo “Il partigiano Johnny”, che deriva dall’esperienza dell’autore, è ambientato proprio in questa zona.
Le tappe successive
Attraverso boschi e vigneti, su e giù per la zona delle Langhe e del Monferrato, l’anello della ciclovia Bar to Bar tocca Nieve, zona abitata sin dal periodo neolitico ed in seguito possedimento dei Romani da cui prese il nome dalla famiglia della “gens Naevia”. Da vedere il centro storico, ricco di palazzi e chiese; da segnalare il palazzo dei Conti di Castelborgo, le cui cantine, ancora oggi sede di rinomate produzioni vinicole, videro i primi tentativi di vinificazione per quello che sarebbe diventato poi il Barbaresco. Fra Treiso e San Bovo di Cassino si passa a zona collinare, con il relativo passaggio dai vigneti a boschi e noccioleti, con la celebre nocciola Piemonte IGP. Assai frequenti cantine, agriturismi ed aziende agricole, che offrono possibilità di assaggi enogastronomici per intenditori ed amanti del vino in generale, con veri e propri tour dedicati ai singoli prodotti.
Barolo alla ciclovia Bar to Bar
Pensata anche per itinerari di trekking, la ciclovia Bar to Bar tocca infine la zona del Barolo, che oltre ad essere il celebre vino è anche un comune, i cui primi insediamenti abitativi paiono risalire ad epoca preistorica. Popolazioni celto-liguri e romane abitarono la zona in tempi successivi. L’omonimo vino ne fa un paese del vino per antonomasia, una sorta di “luogo sacro” in cui recentemente anche i giovani scelgono la viticoltura come professione, grazie anche alla vicina Scuola Enologica. Ed è singolare che la ciclovia Bar to bar abbia scelto un nome “english sound” per promuovere alcune eccellenze italiane.