Marco Brenner vince la quattordicesima tappa della Vuelta a España 2026 © L'Équipe
Marco Brenner vince la quattordicesima tappa della Vuelta a España 2026 © L'Équipe

Che la Vuelta a España sia una corsa che riserva spesso sorprese non è certo una novità, ma che il vincitore del Tour de Pologne 2026 potesse andare a vincere su Sierra de La Pandera ce lo aspettavamo un po' meno. Corridore ancora tutto da scoprire, Marco Brenner (Tudor) firma così la sua prima vittoria in un Grand Tour, battendo Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious) e aggiudicandosi una delle ascese iconiche della corsa spagnola. In fuga dal mattino, il ventiquattrenne tedesco ha resistito al ritmo indiavolato del colombiano e si è imposto in uno sprint in salita scattando negli ultimi 300m. Terza piazza di giornata per Cristián Rodríguez (XDS Astana), che continua dalla fuga la propria operazione-classifica. Tre gli italiani in top15: ottavo Filippo Zana (Soudal Quick-Step), nono Walter Calzoni (Pinarello Q36.5) e tredicesimo Lorenzo Fortunato (XDS Astana). Cambia qualcosa anche nei piani alti della classifica: Primož Roglič (Red Bull-BORA-hansgrohe) cede la seconda posizione e 25" a Enric Mas (Movistar) e Felix Gall (Decathlon CMA CGM) dopo aver perso le ruote negli ultimi 1500m di corsa.

Vuelta a España, la cronaca della quattordicesima tappa

Frazione di 154.5km da Jaén a Sierra de la Pandera senza un metro di pianura: i primi 80km di tappa sono un susseguirsi di salite non categorizzate, delle quali le più dure sono l'Alto del Postre (2.8km al 6.2%, max 11%), La Guardia de Jaén (1.7km al 6.4%, max 10%) e l'Alto del Mirador de los Villares (10.2km al 3.6%, max 9%). La prima ascesa ufficiale, il Puerto de Los Villares (10.5km al 5.4%, max 9%), arriva quindi oltre la metà tappa: dopo la discesa si percorrono 25km mossi fino a Castillo de Locubin, dove inizia il Puerto de Locubín (8.8km al 5.1%, con lunghi tratti al 7%), di fatto il primo gradone dell'ascesa finale. Segue l'attraversamento del centro di Valdepeñas de Jaén, affrontando un muro di 500m con punte che sfiorano il 20% che precede di pochissimo l'imbocco dell'ultima salita, la Sierra de La Pandera. In tutto sono 12.5km al 7.3%, con il primo tratto di 3.6km al 7.3% (max 10%) che consente di valicare il Puerto Ranera: poi la strada scende per 500m e inizia la vera salita di 7.3km al 9% con numerosi tratti al 15%, che termina a poco meno di 1km dal traguardo. Dopo la flamme rouge, una breve e ripida discesa guida verso le ultime centinaia di metri ancora in salita.

Subito bagarre lungo le prime pendenze verso Mancha Real, dove si susseguono gli attacchi da parte di diversi corridori. Un primo drappello riesce ad avvantaggiarsi a circa 130km dal traguardo, salvo venir poi ripreso dal gruppo che si spacca in due: ritroviamo quindi davanti una nuova fuga record da 45 corridori, che prende velocemente un vantaggio di circa 3'30" sul peloton. In quella che è praticamente la prima parte del gruppo troviamo qualche nome già in fuga nella tappa di ieri, come Valentin Paret-Peintre e Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Pello Bilbao e Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), Kevin Vermaerke (UAE Team Emirates), in compagnia oggi di João Almeida (UAE Team Emirates). I meglio piazzati in classifica sono Cristian Rodriguez (XDS Astana) e Clément Berthet (Groupama-FDJ), mentre per i giochi della generale si segnala la presenza delle teste di ponte della Movistar, Raul Garcia Pierna e Pablo Castrillo. Tudor, Pinarello e Burgos schierano in fuga quattro uomini (Marco Brenner, Walter Calzoni e Mario Aparicio i nomi più interessanti, rispettivamente); Steven Kruijswijk è presente in appoggio di Jørgen Nordhagen (Visma | Lease a Bike). Altri uomini interessanti sono Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), Guillaume Martin (Groupama-FDJ) e Ivan Ramiro Sosa (Kern Pharma). 

I corridori in fuga durante la quattordicesima tappa della Vuelta a España 2026 © La Vuelta / cxcling via X
I corridori in fuga durante la quattordicesima tappa della Vuelta a España 2026 © La Vuelta / cxcling via X

La maxi fuga imbocca il Puerto de Los Villares, la prima salita classificata di giornata, con 4'45" di vantaggio sul gruppo, alla testa del quale la Movistar ha deciso di impostare un ritmo conservativo. Buitrago vince il GPM senza troppi problemi, con Lorenzo Fortunato (XDS Astana) in seconda posizione e Vermaerke in terza. È proprio l'americano a muoversi poco dopo, scattando in contropiede in discesa e aprendo un gap rispetto gli altri fuggitivi. Mentre il gruppo sembra aver definitivamente lasciato andare la fuga, facendo lievitare il ritardo fino agli 8', Vermaerke prende il largo e passa con 1'35" al traguardo volante del Castillo de Locubín. Dal gruppetto inseguitore sprinta anche Alessandro Romele (XDS Astana), terzo nella classifica della maglia verde. Vermaerke scollina il Puerto de Locubín mantenendo una cinquantina di secondi di vantaggio sul gruppo inseguitore tirato dalla XDS Astana: Rodriguez scatta per aggiudicarsi la seconda posizione al GPM, sfruttando lo slancio dello sprint per allungare in discesa

Sulla ruota dello spagnolo ci sono Berthet, Paret-Peintre e Steinhauser, il quale scatta a sua volta prendendo margine e riportandosi su Vermaerke sulle brutali pendenze del Muro di Valdepeñas de Jaén, staccandolo poco dopo. 

Si decide tutto su Sierra de La Pandera

Steinhauser imbocca la Sierra de La Pandera in testa ma senza troppo distacco: su di lui ricuce Martin a 9.2km al traguardo, ma anche il gruppo inseguitore, che sta progressivamente perdendo pezzi, non è lontano. Dopo un parziale ricongiungimento con i primissimi inseguitori, scatta secco Aparicio, che sembra poter lasciare tutti sulle ruote e involarsi in solitaria a circa 5km dal traguardo. Intanto dal gruppo maglia rossa, ridotto a circa venti corridori, attacca Harold Tejada (XDS Astana), ripreso prontamente dalla trenata di Jack Haig in favore di Oscar Onley (Netcompany INEOS). La fuga solitaria di Aparicio viene annullata a 3.5km da Buitrago, che si porta a ruota Brenner prima di staccarlo di puro ritmo. 

Ripreso Castrillo staccato dalla fuga, l'uomo della Movistar si spende per Enric Mas, che dà una prima, innocua, fiammata: parte in contropiede Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), ma Felix Gall si piazza subito davanti per chiudere con Mas e Primož Roglič a ruota. Intanto Brenner è riuscito a rientrare su Buitrago, ma anche Sosa e Rodriguez non sono così lontani e riescono a ricucire lo svantaggio a 1.5km dal traguardo: Sosa va subito in testa provando a forzare, ma senza riuscire a staccare gli altri tre. Siamo ormai in vista dello striscione dell'ultimo km: in coda al drappello Buitrago perde qualche metro per carica l'attacco e scatta passando sotto la flamme rouge

Marco Brenner è l'unico a reagire, piombando come un falco sulla ruota del colombiano lungo la discesa prima della rampetta finale: il tedesco lo passa e prende in testa gli ultimi 500m, lanciando lo sprint in salita e guadagnando subito un paio di metri di vantaggio, che Santiago Buitrago non riuscirà a chiudere. Chiude terzo a 11" Cristian Rodriguez, mentre tra gli uomini di classifica, un paio di km più giù, ricomincia la bagarre: Mas recupera Garcia Pierna, che impone un ritmo molto elevato riuscendo a staccare sia Roglič che Carapaz. L'ecuadoriano non collabora all'inseguimento e finisce per staccarsi, mentre lo sloveno prova a chiudere su Gall e Mas, che lavorano insieme per distanziarlo il più possibile: saranno 25" di ritardo per Roglič al traguardo, che perde la seconda posizione provvisoria in generale a favore dell'austriaco.

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