
-7: Philipsen vince a Voiron e riapre la corsa alla maglia verde
Prima vittoria in questo Tour de France per il belga della Alpecin nella diciassettesima tappa. Pedersen attacca più volte e prende l'intermedio, ma al traguardo è solo ottavo
Non è ancora finita. La diciassettesima del Tour de France poteva essere quella decisiva per assegnare la maglia verde e la vittoria della classifica a punti, ma Mads Pedersen non è riuscito a raccogliere tutto quello che aveva seminato lungo il percorso di una giornata completamente pazza. Sul traguardo di Voiron vince Jasper Philipsen, rientrato in corsa a metà tappa proprio dopo un attacco del suo rivale, che a sua volta aveva approfittato del lavoro dei compagni di Olav Kooij, dopo aver mancato la fuga in cui aveva provato a entrare a più riprese.
Dopo il bel tentativo solitario di Jasper Stuyven, alla fine è stata volata tra le ruote veloci in grado di digerire una tappa frenetica, con un sontuoso Mathieu van der Poel a servire l'assist al compagno di squadra per ribaltare la situazione in favore della Alpecin-Premier Tech, dopo che la Lidl-Trek era sembrata a lungo in posizione di vantaggio. La condotta molto aggressiva (probabilmente troppo) di Pedersen e compagni alla fine porta a 25 punti allo sprint intermedio e 10 al traguardo, mentre Philipsen ne raccoglie 50 per la vittoria e 59 totali. Il danese resta in maglia verde a quota 452, ma il belga si porta a 445, solamente a -7.
Guardando la disposizione degli intermedi nelle prossime tappe di montagna, sarà difficile per entrambi riuscire a fare punti, anche se Pedersen può avere qualche chance di sopravvivere alle prime salite domani. Lo scenario più probabile è che ci si giochi tutto domenica a Parigi, con Philipsen in netta crescita dopo dieci giorni terribili e motivato a dare tutto anche a Montmartre.
Tour de France 2026, la cronaca della diciassettesima tappa
Dopo la partenza da Chambery, il primo terzo di tappa è fondamentale per definirne l'andamento complessivo. Nei primi 60 dei 174 chilometri totali ci sono infatti quattro gpm e tanta salita, dopo non mancano i tentativi per portare via una fuga che possa giocarsi la vittoria. Ci prova più volte anche in prima persona Mads Pedersen (Lidl-Trek), che vuole tagliare fuori i velocisti per chudere i conti per la maglia verde.
Il danese però non è nel primo gruppo numeroso che si sgancia, in cui c'è il suo compagno Quinn Simmons con Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech) Matteo Jorgenson (Team Visma Lease a Bike), Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Harold Tejada (XDS Astana), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Egan Bernal con Josh Tarling (Netcompany-INEOS) e un'altra decina di corridori. Pedersen prova a rientrare sul Col des Pres (3.5 km al 6.5%), ma non riesce ad accodarsi e rimbalza indietro mentre la situazione si riapre. Il gruppo si spezza sul secondo tentativo di Matej Mohorič (Bahrain-Victorious), ancora insieme a Simmons, Van der Poel, Stuyven e i due Netcompany. Pedersen questa volta è dietro, ma con lui e altri velocisti c'è anche Isaac Del Toro.
Il gruppo con la maglia verde e la maglia bianca arriva a anche 50" dalla testa della corsa, dove c'è Tadej Pogačar a fare da pompiere nelle prime posizioni per accertarsi che vada via un'altra fuga e la situazioni si plachi, mentre la Decathlon di Paul Seixas non ha abbastanza forze per provare ad approfittarne. Ai -100 se ne vanno in sedici: davanti ci sono ancora Simmons, Van der Poel, Stuyven, Baudin, Mohorič, Bernal e Tarling, ma anche Per Strand Hagenes (Team Visma Lease a Bike), Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe), Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Pablo Castrillo con Einer Rubio (Movistar), Clément Braz Afonso e Guillaume Martin (Groupama-FDJ United), Rick Pluimers (Tudor Pro Cycling) e Tiesj Benoot (Decathlon CMA CGM).
Del Toro riesce a rientrare complice il rallentamento, e insieme a lui e Pedersen ci sono anche Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech), Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility) e Olav Kooij. Con la presenza del velocista in gruppo, la Decathlon si mette a tirare nonostante la presenza di Benoot davanti, riportando il distacco a 30". Dopo qualche chilometro però la squadra francese desiste, e dal gruppo ripartono Jorgenson, Ben Healy (EF Education-EasyPost) e Mathis Le Berre (TotalEnergies).
A quel punto la situazione sembra cristallizzata, con la fuga che può riprendere un vantaggio superiore al minuto, ma la Decathlon cambia ancora idea e riporta tutti a 20". Su un tratto di leggera salita ai -65 contrattacca Pedersen, che innesca la reazione di un altro gruppetto in cui c'è anche Kooij insieme a Tejada, Victor Campenaerts (Team Visma Lease a Bike), Michał Kwiatkowski (Netcompany INEOS), Michael Matthews (Team Jayco AlUla), Lewis Askey (NSN Cycling Team), Jordan Jegat e Joris Delbove (TotalEnergies), mentre per la Alpecin ci sono sia Emiel Verstrynge che Edward Planckaert, mentre Philipsen perde l'attimo e rimane in un gruppo inseguitore a un minuto.
Uno scatenato Pedersen insiste e porta via un altro gruppetto con Healy, Kwiatkowski, Stuyven, Engelhardt e Planckaert. Ai -43 i sei davanti hanno già un minuto di vantaggio, mentre Philipsen rientra sul gruppo di Van der Poel quando ormai ci sono poche speranze di chiudere. Allo sprint intermedio di Colombe ci sono ancora 50", e Mads può sprintare per i 25 punti e guadagnarne altri 16 sull'unico avversario rimasto per la maglia verde.
Si riapre tutto: Van der Poel consegna la vittoria a Philipsen
Subito dopo il traguardo, Stuyven coglie l'attimo e attacca, e nessuno degli altri cinque risponde. Il belga prova l'azione solitaria di 26 chilometri, mentre gli altri cinque vengono ripresi dal gruppo più numeroso. A quel punto Engelhardt e Planckaert si mettono a disposizione dei compagni per riaprire la corsa, e a cinque chilometri dal traguardo Stuyven ha solamente 15" di vantaggio. Con Pedersen ci sono ancora Simmons e Derek Gee-West, ma sullo strappo finale è Castrillo ad accelerare e a chiudere definitivamente.

Il tentativo di contropiede di Hagenes non va a buon fine, e dopo una giornata folle si arriva a una volata di gruppo tra una trentina di corridori sui quasi cinquanta che facevano parte del fugone. Tarling prova l'anticipo all'ultimo chilometro, ma finisce per tirare la volata a tutti fino alle ultime due curve. Van der Poel pilota Philipsen alla perfezione, risale al momento giusto e tira la volata al compagno, che questa volta ha lo spunto migliore di tutti. Il belga vince con ampio margine la sua prima tappa in questo Tour, l'undicesima in carriera.
Una vittoria che riapre tutto anche per la maglia verde: alle spalle di Philipsen infatti ci sono Mauro Schmid (Team Jayco AlUla) e Kooij, arrivato un po' scarico al finale, ma Pedersen è solo ottavo, battuto anche da Askey, Pluimers, Clément Russo (Groupama-FDJ United) e Huub Artz (Lotto Intermarché). Dopo aver speso così tante energie dall'inizio alla fine, il leader della classifica a punti ne ha solamente 7 di vantaggio sul vincitore di oggi (452-445). Per la prima volta in diversi anni, si deciderà tutto a Parigi.
Il gruppo maglia gialla arriva a 8'46", guidato da Florian Vermeersch con i compagni a ruota. Nel trenino UAE però non c'era Adam Yates: il britannico ha avuto problemi di stomaco nelle ultime ore e ha vissuto una giornata infernale, riuscendo comunque a portarla a termine entro il tempo massimo con l'aiuto di Tim Wellens. I due sono arrivati a 26'36" dal vincitore.
