
Van der Poel: "Philipsen era quasi in preda al panico, ma l'ho calmato"
Le dichiarazioni dei protagonisti della 17a tappa del Tour de France 2026: Van der Poel racconta la strategia di squadra, e il lavoro collettivo che ha portato alla vittoria. Philipsen: "A tavola ero un angry bird"
Sul traguardo di Voiron Jasper Philipsen conquista la sua prima vittoria in questo Tour de France 2026, l'undicesima in carriera, grazie a un perfetto lavoro di Mathieu van der Poel che lo pilota alla perfezione nell'ultima volata e gli consegna lo spunto vincente al termine della diciassettesima frazione. La Alpecin-Premier Tech ribalta così una situazione che sembrava compromessa: Philipsen era rimasto attardato durante i continui attacchi di Mads Pedersen, ma è rientrato in corsa a metà tappa e ha saputo aspettare il momento decisivo. Sul podio, alle spalle del belga, si classificano Mauro Schmid (Jayco AlUla) e Olav Kooij (Visma Lease a Bike), mentre Pedersen — protagonista per tutta la giornata — è arrivato solo ottavo, battuto anche da Lewis Askey, Rick Pluimers, Clément Russo e Huub Artz.
La tappa era partita da Chambery con quattro GPM nei primi 60 chilometri e una successione frenetica di fughe e rientri. Pedersen ha conquistato i 25 punti dello sprint intermedio di Colombe, ma il successo di Philipsen vale 50 punti: il danese conserva la maglia verde a quota 452, ma il belga risale a 445, a soli 7 punti di distanza. Notevole anche la prestazione di Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), che ha animato il finale con un'azione di 26 chilometri prima di essere ripreso a cinque chilometri dall'arrivo. Giornata difficile per Adam Yates, colpito da problemi di stomaco e arrivato a 26'36" insieme a Tim Wellens, mentre il gruppo della maglia gialla di Tadej Pogačar ha tagliato il traguardo con 8'46" di ritardo.

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della diciassettesima tappa del Tour de France 2026
Jasper Philipsen: "i miei compagni hanno continuato a credere in me, questa vittoria è per loro"
“È stato un ottovolante di emozioni. Ho dovuto aspettare fino alla diciassettesima tappa. Mi sono preparato bene e sono nella forma della mia vita, ma i primi dodici giorni sono stati terribili. Non riuscivo a trovare me stesso né la sensazione che speravo. Vincere dopo diciassette tappe… ho vinto davvero per la squadra. Loro hanno continuato a credere in me* -ha detto Philipsen nel flash interview al termine della tappa-. *Devo ringraziare tutti. Ero come un angry bird a tavola. Ero deluso di non riuscire a vincere una tappa. La squadra ha dovuto gestire questo. Questa vittoria è per loro. Abbiamo continuato a combattere fino a questa tappa. Questa vittoria mi è costata qualche anno di vita. Stavo lottando tra i gruppi. Pensavo che la tappa fosse perduta, ma la squadra continuava a crederci. Abbiamo cercato di costruire un piano. Alla fine sono stati fortissimi e mi hanno portato benissimo verso il traguardo. Certo che ho dubitato di me stesso. Ho fatto tutto quello che potevo. Ho avuto una buona preparazione con la squadra. Forse non ero me stesso a causa del caldo, o forse era qualcos'altro. Ma il fatto era che non ero al livello che speravo. Mentalmente è stato un ottovolante. Le cose che ti arrivano addosso su Instagram. Cercavo di restare nella nostra bolla con i miei compagni di squadra e di lavorare verso i nostri obiettivi. Pedersen ha preso molti punti anche agli sprint intermedi. Le prossime tappe saranno difficili, ma combatteremo fino a Parigi.”
Mathieu van der Poel: "Come squadra abbiamo fatto una gara molto forte"
“Ho cercato tutto il giorno di reagire a ogni attacco e di stare nel gruppo giusto. Penso che come squadra abbiamo fatto una gara molto forte. Io personalmente sono rimasto tranquillo per tutta la giornata. Olav Kooij era ancora nel nostro gruppo, quindi sapevo che si sarebbe corso fino in fondo.Abbastanza presto ho detto a Jasper che doveva stare calmo e concentrarsi completamente sul finale -ha dichiarato van der Poel ai microfoni di Sporza- Come dicevo già ieri: avevamo davvero puntato su questa tappa. E le cose si sono messe bene. Quando il plotone si è completamente spaccato, avevamo qualcuno in ogni gruppo. Questo è stato un fattore della vittoria. Penso che oggi alla fine siano stati distribuiti cinquanta punti, quindi Jasper ha recuperato qualcosa. Era quasi in preda al panico allo sprint intermedio, ma sono riuscito abbastanza in fretta a calmarlo e a farlo concentrare sulla vittoria di tappa. I punti vengono da soli. Sta facendo una cosa bellissima.”
Rick Pluimers: "Ho pensato un paio di volte che fosse finita, ora sono felice"
“È stata una tappa durissima, come previsto. Ero nel gruppo in cima all'ultima salita e avevo le gambe buone, altrimenti non ci saresti. Intorno a me vedevo la maglia gialla, altri uomini di classifica e quelli che poi si sono ritrovati davanti. Quando siamo partiti in quindici ho pensato: sarà questa la mossa decisiva. Ma loro hanno continuato a spingere -ha raccontato Pluimers ai microfoni di Wielerflits-. La situazione era poi di nuovo completamente diversa. Sei corridori sono andati avanti. Ho pensato di nuovo che fosse finita, ma quando le squadre si sono rimesse in moto, ho capito che saremmo rientrati. Sapevo che avremmo corso per la vittoria. Ho cercato di posizionarmi bene nelle curve, sapevo che sarebbe stato necessario. Sono uscito bene dall'ultima curva, ma mi è mancato lo scatto. A 200 metri dal traguardo sono andato a tutta e sono riuscito a tenerla. Con una top 5 sono davvero contento. Mi sento molto bene. I due giorni di riposo mi hanno fatto bene. Domenica non ero al meglio, ma oggi ho potuto di nuovo attaccare con forza. È sempre difficile dire se ci fosse qualcosa di più. Se esci prima dalla curva, c'è più possibilità. Sono contento del quinto posto quando guardi chi c'era in quel gruppo. Così un quinto posto vale davvero tanto. Penso che sarà una bella tappa. Le salitelle mi si addicono ancora di più. Non vedo l'ora.”
Jasper Stuyven: "Ci ho creduto fino alla fine amara"
“Ovviamente sono deluso. Non mi sono perso nemmeno una mossa oggi, mi sono sempre inserito nei momenti giusti. -ha dichiarato ai microfoni di VRT- In precedenza avevo già fatto parte del mio lavoro nel gruppetto con Pedersen. Sarebbe stato più che meritato se avessi vinto. C'era pressione costante da dietro, non dovevo aspettare che quel gruppo rientrasse per sprintare. Ho fatto quello che dovevo fare. Forse sarebbe stato meglio se Kwiatkowski fosse rimasto ancora con me. Saremmo stati in due. Ma ho dato tutto, ho gestito bene le energie e non mi sono mai fermato davvero. Però quel gruppo è arrivato con molta più velocità e gambe più fresche. Ai piedi del falsopiano avevo ancora 25 secondi. Non avevo capito del tutto che il gruppo fosse diventato così numeroso. Pensavo che un vantaggio di 15 secondi in cima sarebbe stato sufficiente. Purtroppo non era così.”
