Tom Pidcock, combattivo di giornata ©Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team
Professionisti

Pidcock va in fuga e sorpassa Ayuso. Skjelmose: "Dovevamo iniziare a tirare prima"

Il britannico sale al quarto posto nella generale del Tour de France, davanti ai due Lidl-Trek. Il vincitore Schmid: "Ho pensato più volte alla volata persa l'anno scorso"

Le dichiarazioni dei protagonisti dopo la tredicesima tappa del Tour de France, vinta da Mauro Schmid. Lo svizzero della Jayco AlUla si è imposto in una fuga molto numerosa battendo in volata a due Harold Tejada, diversamente da quanto gli era successo lo scorso anno a Toulouse contro Jonas Abrahamsen. L'altro grande protagonista di giornata è stato Tom Pidcock, che ha chiuso al terzo posto e ha guadagnato 7'34" sul gruppo maglia gialla e sei posizioni in classifica. 

Il britannico della Pinarello Q36.5 sale al quarto posto, superando sia Juan Ayuso che Mattias Skjelmose, i due capitani della Lidl-Trek. Il danese ha discusso le scelte tattiche della squadre, arrivata davanti a tirare solo nel finale dopo un inizio molto dispendioso per permettere a Mads Pedersen di unirsi alla fuga e fare punti per la maglia verde.

Mauro Schmid: “Temevo che la salita fosse troppo dura”

“Non posso ancora crederci, è stata una giornata incredibilmente dura fin dall'inizio. Volevamo essere lì con tutta la squadra per vincere dalla fuga, ci abbiamo provato più volte negli ultimi giorni ma finora non era andata secondo i piani. Mi sento sentito bene dall'inizio, ma siamo andati sempre a tutta dal primo minuto. Quando sono arrivati i miei compagni da dietro ho potuto rimanere un po' a ruota, è andato tutto perfettamente. Ho pensato più volte alla volata persa l'anno scorso con Abrahamsen, non ho idea di quanto siamo arrivati vicini allo sprint. Negli ultimi 4 chilometri ho iniziato ad avere i crampi, ero un po' preoccupato. Sono rimasto a ruota dai -2 e ho sperato che rimanesse davanti, ma a un certo mi ha forzato ad andare in testa. Penso di essere partito un po' tardi, e nei primi 50 metri ho pensato che forse sarebbe andata come l'anno scorso, ma quando ho visto il traguardo ho ritrovato le gambe e sono andato a prendermela. 

Mauro Schmid ©Greenedge Cycling (Foto SprintCycling)
Mauro Schmid ©Greenedge Cycling (Foto SprintCycling)

Oggi è stato un grande lavoro di squadra, sono stato fortunato a essere io a vincere, ma tutti hanno lavorato duro per questo, la vittoria è per la squadra e non per me. Avere Plapp con me nel finale a seguire gli attacchi è stato decisivo, e anche avere lì Ben (O'Connor) in salita. Temevo che la salita fosse troppo dura per me, sul suo ritmo non ero sicuro di poter reggere fino in cima, ma per me è stato un bene che siamo andati a strappi. Eravamo in una buona situazione, sapevo che avevamo sempre Bling (Michael Matthews) dietro, per cui nella prima parte della discesa ho pensato a non staccarmi, poi ci ho provato una volta e sono riuscito ad andare via. Ho lavorato molto per questa vittoria, l'anno scorso ci sono andato vicinissimo e ora che ci sono riuscito mi ci vorrà qualche ora per realizzare.”

Tadej Pogačar: “Per noi è stato meglio che ci fosse Pidcock”

"La tappa è stata dura e molto veloce, sono contento che sia finita. Non è facile controllare queste fughe numerose, bisogna pensare velocemente ma credo che abbiamo gestito bene, ci siamo parlati e abbiamo tenuto tutto sotto controllo, sapevamo che sarebbe stato difficile ma alla fine è andata meglio del previsto. Per noi è stato anche meglio che ci fosse Pidcock davanti, perché altre squadre hanno dovuto tirare nel finale e siamo potuti restare a ruota negli ultimi 30 chilometri. Le Markstein mi piace, non vedo l'ora di tornarci domani e godermi la giornata e il pubblico. 

Mattias Skjelmose: “Forse avremmo dovuto iniziare a tirare prima”

“Abbiamo provato a spingere un po' in salita perché Pidcock stava mettendo in pericolo il quarto posto di Juan (Ayuso), abbiamo cercato di fare il ritmo più forte possibile tenendo Quinn Simmons per il fondovalle. Non è stata una mia scelta, i direttori sportivi ci hanno detto che era meglio iniziare a tirare in quel momento. Ho pensato che forse avremmo dovuto farlo prima, ma non è stata una mia decisione, dovete chiederlo a loro. Ho fatto un po' di fatica in partenza, a volte succede nei Grand Tour, ma sul Ballon d'Alsace mi sono sentito bene. Ho fiducia per la tappa di domani.”

Mattias Skjelmose ©Lidl-Trek
Mattias Skjelmose ©Lidl-Trek

Mads Pedersen: “Abbiamo fatto un grosso errore”

“Onestamente eravamo in un bel guaio all'inizio, non possiamo lasciare andare una fuga di trenta senza essere dentro, abbiamo fatto un grosso errore. Abbiamo dovuto spendere molto per rientrare, alla fine ho perso qualche punto da Philipsen ma ho guadagnato qualcosa su Girmay, non così male. Per fortuna ne avevo ancora per sprintare, ma vedendo il percorso sarebbe stato meglio essere subito davanti per provare a tenere in salita e piazzarsi all'arrivo, ma non ne avevo più. Chiudere con la squadra sarebbe stato meglio, ma ci siamo bruciati per provarci. Quando ci siamo fermati Girmay è ripartito in un gruppetto, e a quel punto è stata veramente dura.”

Biniam Girmay: “Non sapevamo ci fosse Philipsen in fuga”

“Oggi è stata veramente dura per me e penso anche per Pedersen, si è fatto del male per rientrare. Onestamente non sapevamo che ci fosse Philipsen in fuga e penso nemmeno la Trek, pensavamo che tutti gli sprinter fossero con noi. Non toccava a noi tirare, la maglia verde ce l'ha la Trek e noi avevamo George Bennett per la fuga per la tappa, per cui non siamo andati nel panico. Hanno fatto un bel lavoro per tenerli vicini, ma dopo un po' erano spacciati e ho pensato che fosse il momento di provarci. Era tutto perfetto, ma mi sono trovato Pedersen ancora lì. Complimenti a lui, aveva già tirato molto ma è riuscito comunque a seguire e aiutarci. Quando li abbiamo presi eravamo già al limite, ma fare un po' di punti è stata una cosa positiva. Penso sia stato divertente guardare questa lotta a tre, noi ci crediamo ancora fino a Parigi. Non è ancora chiusa, continuo a credere in me stesso e a provarci fino a Parigi, ma Pedersen è davvero in gran forma.”

Tour de France 2026, 14a tappa: centrifuga in mezzo ai Vosgi