
Anello del Gargano: scoprire che una volta era un’isola
L’itinerario che ha valso il secondo premio alla regione Puglia per il 2026
Centinaia di chilometri attraverso il parco naturale, con itinerari sfidanti o facilissimi

L’Anello del Gargano: vie impervie alla scoperta della storia
Fra tratturi, sentieri, strade bianche e asfalto, gli oltre 200 km dell’Anello del Gargano si snodano tra costa, entroterra e Foresta Umbra. Nota come “porta del Gargano”, Manfredonia è un buon punto di partenza, dopo aver visitato il Castello svevo-angioino e le basiliche di Siponto. Molto note Vieste e Peschici, vale invece la pena fermarsi a Monte Sant’Angelo. Inserito dall’UNESCO nel sito seriale della civiltà longobarda, presenta l’omonimo santuario le cui origini risalgono al 400 d.C. e costruito ove, secondo tradizione, si succedettero alcune apparizioni dell’Angelo Michele. Interessante Mattinata, con le testimonianze dell’antica civiltà dei Dauni, in primis le necropoli con le cosiddette “tombe ad utero” ove i defunti venivano sepolti in posizione fetale. Di valenza storica e religiosa gli Eremi di Pulsano, alloggi di una comunità monastica costruiti su rocce e speroni poco accessibili, collegati fra loro da una rete di vie impervie e canali irrigui. Tornando verso la costa, infine, da vedere il funzionamento dei trabucchi, struttura da pesca un tempo costruita in legno, tipica del Gargano e delle coste abruzzesi.
Sport e natura fra parco e foresta
Noto quale luogo di villeggiatura, nonché per l’opera di Padre Pio, il Gargano conserva testimonianza della propria antichissima origine di isola poi saldata al continente in millenarie vicende geologiche. Habitat ricco e vario, consente altresì di conoscere specialità enogastronomiche locali. Ricca la rete di itinerari ciclabili del parco, così come la possibilità di escursioni a piedi o a cavallo. Sito UNESCO, la Foresta Umbra deve il proprio nome all’ “ombra” offerta dalle faggete e quercete che la compongono. Con i suoi circa 15000 ettari, è uno scrigno di biodiversità per flora e fauna. Tipica la presenza di caprioli, ghiri, tassi e numerosa avifauna.
Le motivazioni del premio all’Anello del Gargano
Nella motivazione addotta per il riconoscimento, si legge che si tratta di “un'iniziativa nata dal basso che offre la possibilità di scoprire un territorio ancora poco conosciuto, un percorso ben organizzato nella natura e attraverso borghi e paesi che regala emozioni, energia e gusto, fruibile in varie modalità, in grado di appagare anche i cicloturisti più sportivi”. L’Anello del Gargano vince dunque con la capacità di mettere in rete percorsi, istituzioni e territori, nonché con la creazione di itinerari differenziati in base ad esperienza e allenamento dei cicloturisti.
