
Philipsen sbaglia ancora, Merlier tre volate très chic
Successo indiscusso di Tim che batte nettamente Olav Kooij e Kasper Philipsen in una volata caratterizzata da una brutta caduta. Niente cambia in classifica
Ci saranno altre volate in questo Tour de France? Forse no, forse Voiron, forse Parigi, o forse volate parziali e non generali, in mezzo a tante montagne. Non importa a Tim Merlier, che il suo score l'ha già ampiamente pennellato col terzo successo nell'attuale Boucle centrato oggi davanti a Olav Kooij e Jasper Philipsen. Un podio che è un climax: primo, il dominatore della scena; secondo, un ottimo antagonista che una tappetta se l'è conquistata; terzo, lo sconfitto ufficiale degli sprint al Tour 2026.
Philipsen proprio non la imbrocca, nemmeno quando si presenta all'ultimo chilometro con tre compagni, e sempre con Mathieu van der Poel a lanciarlo. Sempre un po' prestino, ci direbbe Jasper che oggi s'è dovuto alzare sui pedali a quasi 300 metri dal traguardo, nel momento in cui WonderPoel si è spostato. Esponendosi così al più fresco spunto di Merlier e Kooij, usciti più tardi dalle ruote su cui erano appollaiati.
La vittoria numero 75 in carriera per Merlier, sesta al Tour, decima nei GT, è venuta al termine di una tappa molto più battagliata di quanto ci si sarebbe attesi da una frazione in tutto e per tutto interlocutoria. Lo sprint era prevedibile ma in tanti hanno provato a invertire l'andamento della giornata. Promossi per l'attitudine!
Tour de France 2026, la cronaca della dodicesima tappa
Con partenza dall'autodromo di Magny-Cours e arrivo a Chalon-sur-Saône, 179.1 km per la seconda tappa da volata consecutiva nel cuore della seconda settimana del Tour de France 2026. Oltre 25 chilometri di sanguinari attacchi in avvio di frazione, ma la fuga ha preso il volo solo sulle ruote di Baptiste Veirstroffer (Lotto Intermarché), partito al km 27 e balzato in un lampo a due minuti di vantaggio sul gruppo. Il francese ha conquistato lo sprint intermedio di Decize ai -133 - mentre Mads Pedersen (Lidl-Trek) ha preceduto tutti gli altri - ma mancava ancora troppo al traguardo per lasciare un uomo solo al comando.
Sicché dietro son ripartiti gli scatti, e alla fine ai -125 son venuti fuori Ewen Costiou (Groupama-FDJ United), Mattèo Vercher (TotalEnergies) e Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), quest'ultimo in evidente fase di scaldamento motori in vista delle tappe di montagna in cui matematicamente tenterà di beccare il fugone buono. Veirstroffer ha aspettato i tre nuovi compagni d'avventura, e il quartetto è poi ripartito con impegno ma con la consapevolezza che molto difficilmente si sarebbe tenuto dietro il gruppo pilotato dai vari team dei velocisti.
Veirstroffer s'è preso i gipiemmini di Côte de Lanty e Côte de Cuzy, entrambi di quarta, ma il plotone si è piazzato a meno di un minuto e lì ha lungamente tenuto il quartetto. Sicché a un certo punto (ai -60) Caruso e Vercher si sono stufati dell'andazzo e si son rialzati. Veirstroffer e Costiou hanno proceduto in due per altri dieci chilometri, poi il fuggitivo per eccellenza di questo Tour (parliamo sempre di Veirstroffer) ai -50 ha preso il largo da solo andando a cercarsi un altro numero rosso di combattivo di giornata.
Eppure erano in tanti a non volere la volata
Il soave declinare della tappa verso il suo destinato volatone è stato interrotto bruscamente su una salitella a 35 km dalla fine, andando verso la località di Les Baudots: qui Quinn Simmons (Lidl) ha promosso un contrattacco (poi si è staccato) a cui hanno risposto il suo compagno Mathias Vacek, Filippo Ganna (Netcompany INEOS), Mauro Schmid (Jayco AlUla), Per Strand Hagenes (Visma-Lease a Bike), Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), Daan Hoole (Decathlon CMA CGM), Davide Ballerini (XDS Astana), Robert Stannard (Bahrain), Tim Marsman (Alpecin-Premier Tech), Lewis Askey (NSN), Jenno Berckmoes (Lotto), Alex Kirsch (Cofidis), Fred Wright (Pinarello Q36.5) e Robbe Dhondt (Picnic PostNL).
Il drappello ha raggiunto Veirstroffer ai -33, poi ci ha messo un po' per trovare un accordo e intanto il gruppo non lasciava grande spazio. Venti secondi al massimo, poi l'azione è stata annullata ai -24. Un attimo dopo, sulle prime rampe della Côte de Montagny-lès-Buxy, ecco un nuovo attacco di Derek Gee (Lidl), seguito da Marco Frigo (NSN), e poi ancora un contrattacco di Simmons con Vacek e altri, ma ai -17 il gruppo è tornato compatto scendendo giù dalla côte.
Ma è stato solo un attimo, perché da lì in avanti è stata una sequela mai finita di tentativi di strappate, allunghi, contropiedi. Tra i più attivi Mads Pedersen, ma visti in azione tra gli altri Kasper Asgreen (EF) e Kévin Vauquelin (Netcompany), ma anche uomini di classifica come Mattias Skjelmose (Lidl) o Tobias Johannessen (Uno-X Mobility). Ai -9 la XDS ha preso in mano le redini della corsa mettendo la museruola a tutti e avviando infine la tappa verso la sua naturale conclusione.
In volata festeggia ancora Tim Merlier
L'Astana ha condotto fino ai 2500 metri, quando è passato a tirare Vacek. All'ultimo chilometro è emerso da sinistra in maniera abbastanza fragorosa il treno Alpecin, con tre uomini davanti a Jasper Philipsen. Cambio ai 700, cambio ai 500 con Mathieu van der Poel che doveva però gestire la rimonta di altri minitreni o cavalli sciolti, nel momento in cui la volata entrava nella fase più incandescente, con tanto di caduta (proprio ai 500) innescata da Fernando Gaviria (Caja Rural-Seguros RGA) e che ha coinvolto tra gli altri il vincitore di ieri Søren Wærenskjold (Uno-X),
Ancora una volta il meccanismo Alpecin non ha funzionato a dovere, e Philipsen è stato lanciato da Mathieu a più di 250 metri dalla linea d'arrivo, forse troppi considerando che il rettilineo finale tirava un po' all'insù. Il risultato è che Philipsen si è visto superato negli ultimi 50 metri da Tim Merlier (Soudal Quick-Step) e da Olav Kooij (Decathlon). Terzo deludente posto per Jasper davanti a Biniam Girmay (NSN), Milan Fretin (Cofidis) e Anthony Turgis (TotalEnergies). Nono posto per Pedersen.
La classifica non cambia, 3'36" tra la maglia gialla Tadej Pogacar (UAE Emirates-XRG) e Jonas Vingegaard (Visma); terzo è Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 4'06", quarto Juan Ayuso (Lidl) a 4'22". Domani è invece possibile che qualcosa muti nella generale, dato che la tredicesima tappa del Tour de France 2026, la Dole-Belfort, porterà la carovana sui Vosgi, 205.8 km con scalate nel finale a Col des Croix e Ballon d'Alsace (Gpm a 30 km dalla fine).
