Juan Ayuso dopo la decima tappa del Tour de France 2026 © Lidl-Trek via X
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Agli altri le briciole: Ayuso "Pogacar è su un altro livello"

Le parole del protagonisti della decima tappa del Tour de France 2026: la caduta di Pidcock, la crono di Vingegaard e l'attesa per il prossimo weekend

14.07.2026 18:42

Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) riscatta la sconfitta di due anni fa a Le Lioran con un assolo che gli vale la sua ventiquattresima vittoria di tappa al Tour de France. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA) fa secondo, riuscendo a riprendersi dopo un momento di difficoltà, mentre arriva il primo podio nella Grande Boucle per Paul Seixas (Decathlon CMA CGM). 

Tadej Pogačar: “I vostri fischi ci danno più forza”

Oggi è stato speciale arrivare da solo. La squadra ha fatto un gran lavoro: puntavamo a questa tappa da molto tempo. Jonas mi batté alla grande qui due anni fa allo sprint: oggi avevo le stesse sensazioni alle gambe, completamente distrutte! Però mi sono divertito, nel finale non sapevo che avrei vinto fino all’ultimo chilometro, poi mi sono ricordato che è il giorno della Presa della Bastiglia e ho voluto onorare la maglia gialla. Grazie a tutti i tifosi lungo le strade, grande atmosfera. A tutti quelli che ci fischiano: sappiate che i vostri fischi ci danno più forza! 

Oggi abbiamo provato nuove radioline, e quando c’era tanto pubblico non sentivo assolutamente niente, è stato un delirio. Per tutti gli ultimi 10km non sapevo quale fosse il mio vantaggio, chi ci fosse al mio inseguimento: tutto quello che avevo in mente era spingere e dare tutto fino alla cima ed è andata benissimo. Ieri abbiamo anche fatto la ricognizione della tappa, però avevo ancora dubbi per quello che successe due anni fa: Jonas mi raggiunse, e non alla fine non avevo più le gambe per lo sprint. Ci ho pensato fino alla fine. 

Finora il Tour è stato perfetto per me, e si è adattato anche benissimo alle mie caratteristiche: salite perfette per ognuno dei corridori nella squadra, quindi ognuno ha potuto fare il proprio lavoro e io ho potuto ripagarli. Anche Isaac ha fatto benissimo, ha provato a seguire gli altri, e ora si trova a lottare per un posto sul podio. Mi diverto come un bambino, ma non sai mai per quanto tempo durerà, perciò dobbiamo essere grati di poter correre nella corsa più importante del mondo. Siamo in Francia, poco lontani dalla mia patria: ho visto tante bandiere slovene lungo la strada, dobbiamo godercela”.

Tadej Pogačar vince a Le Lioran ©Tour de France
Tadej Pogačar vince a Le Lioran ©Tour de France

Tom Pidcock: “Senza contare Pogačar ho perso solo dal gruppetto di testa”

Non mi aspettavo minimamente di cadere. Non so cos’abbiano messo sulla strada per pulirla, c’era questa m***a bianca ovunque, che è scivolosissima [si riferisce alla polvere bianca sparsa sulla strada per contenere lo scioglimento dell’asfalto, ndr]. Mi è rimasta anche sul polpaccio. Sono caduto nel mezzo della curva e ho dovuto rincorrere, però alla fine penso che non abbia avuto troppe conseguenze sulla mia corsa. Ora mi sento bene, ma vedremo dopo (ride), potrebbe darmi un po’ di fastidio. Penso che sia la prima volta che cado durante un grande giro, sarà una nuova esperienza cercare di dormire mentre recupero i tagli che mi sono fatti, però dai, non sembra troppo male. La tappa è andata molto bene, ho solo perso il gruppo di testa – insomma, senza tenere conto Pogačar, possiamo? (ride) – ma mi sento più forte di prima. Non ho potuto tenere la ruota di Isaac Del Toro, alla fine, però mi sono sentito bene. Giornata veloce, ho tenuto bene fino a poco prima del finale: ce la si può godere un po’ di più quando non sei tra quelli che soffrono tutto il giorno”.

Jonas Vingegaard: “Sarebbe potuta andare molto peggio”

Quando Tadej è partito mi sono reso conto di dover andare del mio ritmo: da lì in poi mi sono reso conto che sarebbe dovuta essere una cronometro fino al traguardo. Fortunatamente sono riuscito a trovare un po' di supporto sull'ultima salita. Penso sia una giornata ok per noi, sarebbe potuta andare molto peggio. Le mie gambe stanno meglio di giorno in giorno e non vedo l'ora che arrivino le salite più lunghe. Spero di avere una buona settimana allora”.

Remco Evenepoel: “Ho recuperato tempo, ora bisogna sopravvivere fino al weekend”

È stata dura: ho avuto un momento difficile prima degli ultimi 3km del colle di terza categoria, ma sono comunque riuscito a fare un buon risultato. Avevo fiducia nelle mie doti in discesa, quindi sono sceso bene ma senza esagerare. Dovevo comunque tornare sotto per avere la chance di arrivare secondo, oggi. È una gran cosa riuscire a recuperare tempo [su Jonas Vingegaard, ndr], specialmente con quello che ci aspetta nel weekend. Sarà importante rimanere calmi nei prossimi giorni, sopravvivere e da venerdì in poi, ma specialmente sabato e domenica sarà battaglia per la classifica generale. Vedremo come andrà, ma sento di migliorare ogni giorno quindi bene così!”.

Juan Ayuso: “Ero al limite anche solo stando a ruota”

Sono molto felice di come è andata la giornata. È stata durissima e il team è stato incredibile: tutti hanno fatto un lavoro eccezionale. Sono contento di aver potuto essere davanti, guadagnare tempo con alcuni avversari e arrivare nel gruppo di testa. Nella valle ero già completamente al limite. Quando Jonas ha accelerato ci stava già portando al limite anche prima della discesa. Sono rimasto sempre a ruota girando tra i 450 e i 460 watt, quindi stavo facendo tutto il possibile anche solo per resistere. Mi sarebbe piaciuto approfittare dell'opportunità per entrare sul podio generale, ma semplicemente non avevo gambe.

Penso che, per ora, Pogačar sia a un altro livello: sta correndo una gara diversa dalla nostra. Il resto di noi siamo quelli che ci giocheremo il podio e siamo tutti molto equilibrati. È bello comunque tornare a indossare questa maglia bianca”.

Paul Seixas: “Riuscire a fare bene qui e sul Tourmalet è un ottimo risultato”

Immagino che non tutti i terzi posti al Tour non abbiano lo stesso sapore, ma questo è sicuramente particolare. La tappa del Tourmalet era davvero per i scalatori. Oggi era una tappa per uomini forti. Sforzi più brevi, più caotici. Riuscire a essere presenti su questi due tipi di terreno è un ottimo risultato. Il Tour è ancora lungo, bisogna sapere di non poter fare tutto. Ovviamente, tutti erano al massimo. Non ho cercato di capire se dovevo prendere la maglia bianca o meno. Volevo solo arrivare al traguardo, cercare di guadagnare più tempo possibile e andare il più veloce possibile fino all'arrivo. Nico Prodhomme, Matthew Riccitello, Tiesj Benoot e Aurélien Paret-Peintre mi hanno ben piazzato lungo tutto il Pas de Peyrol. La discesa era estremamente pericolosa. L'asfalto, secondo me, si stava sciogliendo. Ho sentito la ruota posteriore scivolare senza nemmeno inclinare la bici. Ho completamente perso i miei punti di riferimento, la discesa era come una pista di pattinaggio. Per fortuna eravamo davanti in quel momento. Non abbiamo cercato di fare i pazzi. Sul Col de Pertus molti corridori non hanno pensato a come gestire la salita. Sono partiti a tutta fin dall'inizio. Dopo, abbiamo lasciato tirare Jonas Vingegaard, perché era lui ad avere di più da perdere. Ci ha portati lui fino alla fine”.

La Decathlon CMA CGM © Getty Images
La Decathlon CMA CGM © Getty Images

Nicolas Prodhomme: “Seixas non ha paura di niente”

Sappiamo tutti che giorno è oggi, e sapevamo che sarebbe stata una tappa per la classifica generale: abbiamo quindi fatto la scelta di non mandare nessuno in fuga. Dopo il giorno di riposo c’è sempre incertezza, ma abbiamo parlato con Paul Seixas e ha detto di sentirsi veramente bene, perciò ci siamo sentiti motivati a prendere la discesa davanti. C’è stata la curva con la calce in cui siamo scivolati per un attimo, ma meglio la calce che l’asfalto fuso. Abbiamo poi sentito che Pidcock era caduto, quindi abbiamo deciso di prenderla in maniera più calma. Mi sentivo bene e avrei voluto aiutare Paul sull’ultima salita, ma fortunatamente stava bene, quindi possiamo essere contenti. Ha terminato nel gruppo dei migliori a una quarantina di secondi da Pogačar: è incredibile per un ragazzo della sua età, ma lo sapevamo. Fa veramente piacere lavorare per un leader come lui. Come tutti, anche io ero un po’ preoccupato che il Tour potesse essere troppo per qualcuno di così giovane, ma lui non ha alcuna paura. Se anche Pogacar dice che è impressionato da lui, non può che fare piacere!”.

Andrej Hauptman, ds UAE Team Emirates: “Una vittoria importante per il morale di tutti”

Abbiamo preso la decisione di giocarci la tappa nel momento in cui la formazione della fuga è tardata ad arrivare: Florian Vermeersch, Nils Politt e soprattutto Tim Wellens stavano bene, perciò abbiamo impostato il nostro ritmo. Noi decidiamo se giocarci le tappe in base a come stanno tutti, non solo Tadej: questo è il Tour de France, abbiamo bisogno che stiano tutti bene. Oggi è stato così. Due anni fa perdemmo qui da Jonas: perdere da lui non è una cosa di cui disperarsi, perché è un grande campione. Proprio per questo, però, oggi è una vittoria importante per il morale e per tutti. Avremmo preferito che Isaac rimanesse in maglia bianca, ma è giovane ed è qui in supporto a Tadej. Il Tour è ancora lungo, e verrà il suo giorno”.

Patxi Vila, ds Red Bull: “Avere due capitani è un vantaggio tattico che sfrutteremo il più possibile”

Remco ha avuto un po’ di difficoltà nella valle prima del finale, ma le ha gestite benissimo e ha mostrato il carattere del grande campione che è. Si è riportato sotto e ha vinto lo sprint: è un piacere vedere il suo impegno e la fiducia che ci mette per prendersi le sue opportunità. La maniera in cui è rientrato è molto positiva. Lo sprint è tutto merito suo: dalla macchina possiamo solo dargli informazioni sulla situazione. Sta a lui trovare la forza e lo spirito di lottare, ed è stato fantastico. Perché Lipowitz non ha tirato? E per riprendere chi? (ride) Abbiamo tirato tutti nella valle e quando Remco si è staccato Pogačar era a più di 20", non era raggiungibile. Quando uno dei due leader è in difficoltà, l’altro deve aiutarlo: in questo caso, era meglio stare a ruota di Jonas e tenere aperte entrambe le possibilità. Tenerli insieme a lottare per il podio il più possibile è un nostro vantaggio tattico, cercheremo di farlo il più possibile. Anche per puntare sia al secondo che al terzo posto”.

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