
Planckaert: "I giudici non sanno distinguere una vacca da un cavallo". Vingegaard difende Pogy
Le dichiarazioni dei protagonisti della 11a tappa del Tour de France 2026: Philipsen tira un sospiro di sollievo ma Planckaert attacca i commissari di gara, accusandoli di incompetenza. Vingegaard: "Stia a casa chi fischi Pogačar"
Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility) ha vinto ieri la tappa più veloce della storia del Tour de France, con una media di 50.91 km/h, l'undicesima frazione del Tour 2026, di 161.3 km, da Vichy a Nevers. Il ventiseienne norvegese ha lanciato una volata lunghissima dai -500m, sfruttando il caos tra i treni degli altri sprinter e risalendo il gruppo lungo le transenne per superare Cees Bol, chiudendo con ampio vantaggio che aveva preo il neerlandese ai 450 metri. Un successo che vale la sua prima vittoria di tappa in un grande giro, arrivato appena un giorno dopo essere giunto al traguardo ultimo per una caduta. Sul podio Olav Kooij (Decathlon CMA CGM) e Jasper Philipsen (Alpecin-PremierTech), partiti tardi ai -200m per impensierire il norvegese; Philipsen era stato inizialmente retrocesso per contatto irregolare con Pavel Bittner (PicNic PostNL), con Milan Fretin (Cofidis) promosso terzo, ma il belga è stato poi riabilitato dalla giuria.
Nella fuga di giornata si erano distinti Julian Alaphilippe (Tudor), Anton Charmig (Uno-X Mobility), Mathis Le Berre (TotalEnergies) e Nelson Oliveira (Movistar), ripresi a 6.3km dal traguardo. Charmig ha conquistato entrambi i GPM di giornata, la Côte de Billionière e la Côte de Billy-Chevannes. In classifica generale nessun colpo di scena tra i big, con Tadej Pogačar (UAE Emirates-XRG) saldamente in maglia gialla. Mads Pedersen (Lidl-Trek) guida ancora la classifica a punti con 45 lunghezze su Biniam Girmay (NSN).

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della undicesima tappa del Tour de France 2026
Søren Waerenskjold: "Con un colpo a sorpresa puoi battere anche i più forti"
“Pensavo di essere troppo indietro, poi però si è aperto uno spazio sulla destra, cosa che di solito non succede. Ho avuto la stessa sensazione che provai quando vinsi la mia prima grande corsa, l'Omloop Het Nieuwsblad. È un enorme sollievo. È davvero incredibile. Significa tutto per me. Sapevo che ci sono due o tre corridori più veloci di me. Ma in giornate come questa può succedere. A volte ho tanta fiducia in me stesso e credo davvero nelle mie possibilità, ma ci sono anche tante volte in cui le gambe non rispondono. Oggi, invece, la fiducia e la condizione sono andate di pari passo e, cercando di sorprendere gli avversari più forti, ci sono riuscito. È pazzesco che tutto questo sia successo il giorno dopo una brutta caduta. Concludere così, ripagando anche la squadra, è qualcosa che mi rende davvero felicissimo e molto orgoglioso.”
Jasper Philipsen: "Sono contento che abbiano fatto marcia indietro"
“È stata una nuova delusione, dato che non sapevo cosa stesse succedendo -ha raccontato il Philipsen insieme alla squadra una volta revocata la squalifica -. Al Tour si vedono sempre sprint caotici. C'è stato un momento di contatto con un corridore della Picnic PostNL, ma questo è ovviamente dovuto al fatto che la velocità era completamente azzerata negli ultimi 400 metri. Arrivavano corridori da dietro con maggiore velocità. Non ho occhi sulla schiena e non vedevo chi mi stava dietro. È stata una delusione essere declassato, ma alla fine questo significa anche che non ho fatto nulla di intenzionale o di scorretto, visto che hanno annullato la decisione. Di questo sono contento. Non posso dire altro. Non ho parlato con la giuria, l'ha fatto Christoph (Roodhooft, ndr). Non ho idea del perché abbiano fatto marcia indietro. Avevamo una sensazione positiva riguardo al mio sprint, ed era in realtà la prima volta in questo Tour. Ero davvero soddisfatto della mia prestazione, solo lo sprint è stato… È stata semplicemente un finale molto strano. Penso che nessuno se lo aspettasse. Non era mai successo prima in una tappa del Tour che un gruppo si fermasse completamente negli ultimi quattrocento metri e che i corridori si guardassero l'uno con l'altro. Søren Wærenskjold ne ha approfittato al massimo e ha tenuto fino alla linea. È davvero un'occasione mancata e siamo delusi di non aver chiuso. Dall'altra parte, sono molto contento delle mie sensazioni in bicicletta. Nei primi dieci giorni stavo davvero soffrendo e non ero me stesso. Ora sento che la forma migliore sta arrivando. È una buona cosa, ma ovviamente ci sono già molte occasioni alle spalle. Peccato, ma dobbiamo guardare giorno per giorno e vedremo dove arriviamo.”
Eddy Planckaert: "Non sanno distinguere una vacca da un cavallo"
“Se vieni declassato per questo, sì ragazzi… Allora dovete organizzare solo cronometro o tappe di montagna. Questo non può essere. Se ti trovi in una situazione del genere, a sessanta o settanta chilometri all'ora con lo stress totale per raggiungere il traguardo, e poi vedi un piccolo incidente. -ha dichiarato Eddy Planckaert, compagno di squadra di Philipsen, ospite ieri sera a Vive le Vélo- Siamo di fronte a persone allenate, che sanno cosa significa correre. Se lo fai contro un cicloturista o qualcuno senza esperienza, finiscono per terra. Ma parliamo di chi è allenato, dai su. Potrei dire parole grosse. Se questa è la commissione che deve giudicare, ragazzi… Ho detto una volta a qualcuno al Tour che mi aveva dato punti di penalità, e lo ripeto: non sanno ancora distinguere una vacca da un cavallo. Lì devi mettere persone che capiscono qualcosa. Ci devono essere due velocisti, che abbiano un'idea delle volate. Un velocista non declasserà mai una cosa del genere, non esiste.”
Jonas Vingegaard: "Stop con i fischi, altrimenti restate a casa!"
“Li ho sentiti anch'io durante la corsa" -ha detto il capitano di Visma Lease a Bike davanti alla telecamera di Wielerflits, parlando dei fischi ricevuti da Tadej Pogačar - "Questo nello sport non lo possiamo accettare. Può darsi che tu non sia un suo tifoso. Ma smettila con i fischi. Perché vai a un evento sportivo se vuoi fare il contro-tifoso di qualcuno? Tifa semplicemente per i corridori e sii felice. Altrimenti voglio consigliare a tutti di restare semplicemente a casa. Capisco benissimo che non sia piacevole per Tadej. Quando corri al Tour in maglia gialla, sei il corridore su cui si concentra la maggior parte degli sguardi. Nel 2023 l'ho vissuto anch'io in prima persona. Non è davvero bello. Lo ripeto: chi si comporta in questo modo, per favore resti a casa!"
Cees Bol: "La vittoria era alla portata, ma non ci siamo riusciti"
“All'improvviso non c'era più nessuno nella mia ruota e questo mi ha deluso più di quanto l'aver poi perso -ha detto ai microfoni di Wielerflits-. “Sono andato forse un po' troppo presto e Olav ha preso in una frazione di secondo la decisione di lasciarmi andare. Quando prendi quella decisione, non puoi più tornare indietro. Alla fine ha fatto ancora uno sprint notevole, ma in pullman avevamo la sensazione che si potesse fare qualcosa di più. Non solo io sono deluso, lo siamo tutti. La forma è buona e come squadra abbiamo fatto molto bene nell'intera volata finale. Penso che la vittoria fosse alla portata, ma non ci siamo riusciti. Portiamo con noi soprattutto gli aspetti positivi, in particolare un po' di fiducia. Come squadra abbiamo davvero le gambe. E ancora una piccola messa a punto del timing da cui abbiamo imparato qualcosa in vista di giovedì [oggi]. In sostanza oggi [ieri] abbiamo anche potuto fare quello che volevamo, anche se ovviamente è andata di nuovo diversamente da come pensavamo. Volevamo farlo dalla seconda fila, ma era così bloccata che abbiamo preso subito la posizione in testa."
