Søren Wærenskjold vince l'undicesima tappa del Tour de France 2026 © Tour de France via X
Professionisti

La lunga estate norvegese: Waerenskjold sorprende tutti al Tour

Il ventiseienne della Uno-X Mobility beffa gli altri velocisti con uno sprint lunghissimo e vincente dopo la caduta che l'aveva fatto arrivare ultimo ieri

15.07.2026 17:50

È Soren Waerenskjold (Uno-X Mobility) il più veloce nella tappa più veloce della storia del Tour de France (50.91km/h di media). Il ventiseienne norvegese si impone sul traguardo di Nevers sfruttando perfettamente lo stallo dei treni degli altri sprinter per lanciare una volata lunghissima che gli vale la prima vittoria di tappa in un grande giro, proprio dopo essere arrivato per ultimo ieri a causa di una caduta. Troppo tardivo il classico allungo ai -200m di Olav Kooij (Decathlon CMA CGM) e Jasper Philipsen (Alpecin Premier Tech), che devono accontentarsi dei altri e meno prestigiosi gradini del podio. Il belga della Alpecin è stato poi relegato per un contatto giudicato irregolare con Pavel Bittner (PicNic PostNL), facendo scalare in terza piazza il connazionale Milan Fretin (Cofidis). Mads Pedersen (Lidl-Trek) continua a guidare la classifica della maglia verde con 45 punti du Biniam Girmay (NSN Cycling Team); tutto tranquillo tra i big della generale.  

Tour de France 2026, la cronaca dell'undicesima tappa

Frazione di 161.3km da Vichy a Nevers, dal percorso mai perfettamente pianeggiante, ma priva di vere asperità. In avvio un po' di saliscendi, con il GPM alla Côte de Billionière (1km al 5.8%). La fase centrale presenta lunghi tratti di pianura, prima di un tratto più vallonato che si incontra dai 68km al traguardo in poi, anche se l'unico GPM di giornata, la Côte de Billy-Chevannes (1.4km al 5%) è l'unica asperità a superare il km di lunghezza. Le ultime lievissime ondulazioni termineranno a 10km dal traguardo. Tra i  6.5km e i 3.5km all'arrivo la planimetria tortuosa e un restringimento di carreggiata sul percorso rallenteranno la corsa dei treni, poi un lungo rettilineo, chiuso da due ampie curve, precederà la flamme rouge. Nel finale, la presenza di una rotonda non dovrebbe ostacolare la marcia dei corridori.

Pronti via, sotto una leggera pioggia che finalmente rinfresca l'aria, scatta Mathieu van der Poel (Alpecin Premier Tech) con a ruota Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché), ma in gruppo le squadre dei velocisti controllano, perché a a meno di 27km dall'avvio di tappa è posto lo sprint intermedio di Saint-Pourçain-sur-Sioule. È soprattutto la XDS Astana a impegnarsi nel ricucire gli attacchi, ma la tortuosa planimetria dei primi km di gara consente altri allunghi: prima Julian Alaphilippe (Tudor), poi ancora Van der Poel con Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), sui quali si riportano Aaron Gate (XDS Astana), Magnus Cort (Uno-X Mobility) e Matis Louvel (NSN Cycling). Tra i cinque però non c'è accordo e il gruppo tirato da Felix Engelhardt (Jayco AlUla) li riacciuffa. Ci vuole tutta l'esperienza di Nelson Oliveira (Movistar) per portare via il tentativo definitivo: il portoghese allunga di passo con Anton Charmig (Uno-X Mobility) a ruota e ai due si riaccodano Alaphilippe e Mathis Le Berre (TotalEnergies). Dal gruppo si sgancia anche Liam Slock (Lotto Intermarché), che da solo tenta di riportarsi sui quattro attaccanti mentre  il loro vantaggio si attesta, in questa prima fase, sul 1'40". Il gap rimane invariato al passaggio sul traguardo volante, dove Le Berre battaglia per il passaggio testa; Slock riesce a passare comunque davanti al gruppo prima di venire ripreso dall'allungo dovuto allo sprint: troppo lungo stavolta Mads Pedersen, che viene preceduto sia da Jasper Philipsen che da Max Kanter (XDS Astana). 

Alaphilippe, Charmig, Le Berre e Oliveira in fuga durante l'undicesima tappa del Tour de France 2026 © Tour de France via X
Alaphilippe, Charmig, Le Berre e Oliveira in fuga durante l'undicesima tappa del Tour de France 2026 © Tour de France via X

Il gruppo non concede troppo ai fuggitivi nei km centrali della tappa, mantenendo il distacco tra il 1'20" e il 1'30" e un'impressionante media sopra i 50km/h, mantenuti in gruppo grazie allo sforzo degli uomini di NSN Cycling Team, XDS Astana e Soudal Quick-Step. Charmig passa in testa sulla Côte de Billionière così come sulla Côte de Billy-Chevannes, vincendo entrambi i GPM, mentre Alaphilippe perde le ruote degli attaccanti sull'ultima asperità categorizzata, allo scollinamento della quale i fuggitivi conservano ancora 1' sul gruppo a 37km dal traguardo. Il vantaggio rimane stabile nei 10km successivi, così anche Decathlon CMA CGM, PicNic PostNL e Alpecin Premier Tech si devono impegnare per ricucire. Ancora 20" per i fuggitivi a 10km dal traguardo, ma Oliveira, Charmig e Le Berre vengono ripresi a 6.3km dal traguardo proprio prima del tratto con restringimento di carreggiata. 

Gruppo a spasso nel finale: ne approfitta Wærenskjold

Nessuno in gruppo vuol prendere l'iniziativa, così il peloton si apre su tutta la sede stradale per un paio di km, per ripartire a razzo ai -2km, quando scattano scattano contemporaneamente gli uomini della NSN e della Decathlon. È però un uomo della Uno-X a entrare nell'ultimo km in testa, rilevato poi da Van der Poel che però si sposta perché non ha Philipsen a ruota: lo stesso deve fare Jasper Stuyven, perché nemmeno Tim Merlier è in posizione. Si avvantaggia quindi di qualche metro un Cees Bol (Decathlon CM CGM): lo vede da lontano e lo punta Søren Wærenskjold, che risale mezzo gruppo infilandosi lungo le transenne sulla destra per piombargli addosso, lanciando la propria volata praticamente ai -500m. Michael Matthews (Jayco AlUla) prova a chiudere, ma deve desistere quasi subito, poi ai -200m partono contemporaneamente Jasper Philipsen e Olav Kooij, che non hanno però lo spazio per riportarsi sul colosso norvegese, che vince agilmente di mezza bicicletta.

Agli altri le briciole: Ayuso "Pogacar è su un altro livello"