È online la newlsetter Muri #27: Arrivare al traguardo
Il ct Salvoldi racconta il cammino verso Los Angeles 2028, Ilaria Pieri porta un sorso di Tour de France da Evian-les-Bains
Il venticinquesimo numero di Muri è arrivato stamattina nella vostra casella di posta con due pezzi che, partendo da luoghi e prospettive molto diverse, parlano entrambi di percorsi: quello lungo verso un'Olimpiade, e quello breve di una giornata al Tour de France che finisce troppo presto. Per iscrivervi, basta cliccare qui.
Salvoldi e l'Italia della pista: il cammino verso Los Angeles 2028 inizia ora
Il primo pezzo nasce da un incontro alla Sei Giorni di Fiorenzuola,abbiamo raggiunto Edoardo Salvoldi, commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo su pista. Siamo a metà del quadriennio olimpico, e il ct spiega dove si trova il percorso verso Los Angeles 2028, quali sono i prossimi appuntamenti che conteranno davvero, le scelte (provvidenziali) di Ganna e Milan e come si concilia la costruzione di una squadra con il problema tutto italiano di avere i migliori pistard del mondo impegnati a tempo pieno anche su strada. C'è anche un gruppo giovani che sta crescendo, e Salvoldi dice la sua su chi sta bruciando le tappe e chi ha bisogno di più pazienza. Un'intervista a tutto campo, dalla composizione del quartetto alle scelte olimpiche, passando per l'arrivo di una nuova bici Pinarello attesa per i mondiali di ottobre a Shanghai.
Il mio sorso di Tour
Il secondo pezzo è di Ilaria Pieri, ed è qualcosa di difficile da classificare: non una cronaca, non un'analisi, ma una cartolina da Evian-les-Bains scritta il giorno della cronometro. C'è il lago di Ginevra che spunta tra le fronde, il profumo di caffè dai bus delle squadre, la curva belga che issava il tricolore a ogni connazionale, i danesi rimasti senza Vingegaard a raddoppiare il tifo per Pedersen. E c'è la riflessione di chi guarda la corsa dall'esterno: la cronometro come esercizio di geometria, il passaggio solitario dei corridori che, paradossalmente, li avvicina più di qualsiasi altra situazione. Ilaria era già stata da quelle parti quattro anni fa, e il confronto tra le due versioni di sé stessa è il filo sottile che tiene insieme tutto il pezzo. Il Tour se ne va, e con lui sembra andarsene anche l'estate.

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