Implacabile Van Aert a Loenhout; sullo sfondo un deluso Van der Poel © Jumbo-Visma
Ciclocross

Van Aert continua a splendere tra le stelle di fine anno

Un'emozione dietro l'altra anche a Loenhout: gli scatti di Van der Poel si succedono numerosi ma Wout e Pidcock gli rimangono addosso fino alla fine. La volata premia il campione belga, MVDP 2°, Tom 3°

30.12.2022 17:12

Dopo quattro splendidi duelli in quel di Mol, Gavere, Heusden-Zolder e Diegem l'ultima corsa del 2022 è la classica di Loenhout, l'Azencross, da sempre amatissimo dai corridori e dal pubblico, accorso anche quest'anno numeroso per assistere alle gesta dei loro beniamini, in particolare dei magnifici tre (perché Tom Pidcock sta dimostrando con delle prestazioni mostruose il suo inserimento all'interno dei big three, categorizzazione che fino ad oggi, possiamo dirlo, era parecchio generosa nei suoi confronti). La pioggia e il vento non hanno ovviamente fatto desistere le migliaia di persone distribuite lungo il tracciato che hanno potuto godere di una corsa più fangosa del solito (anche se i precedenti qui all'Azencross c'erano eccome, basti pensare all'epica sfida del 2014 tra Wout van Aert e Mathieu van der Poel) e dunque maggiormente selettiva, illuminata come sempre dalle stelle degli - anche - stradisti. 

Oggi in particolare i crossisti puri al via sono veramente pochi e tra quelli di primissimissima fascia, quindi Eli Iserbyt, Laurens Sweeck, Michael Vanthourenhout e Lars van der Haar per capirci, nessuno. Questo perché i corridori in questione hanno già speso moltissimo da inizio anno ad oggi e durante il periodo natalizio iniziano a sentire nelle gambe le scorie delle fatiche dei mesi precedenti e preferiscono di conseguenza selezionare con cura gli obiettivi da puntare per non arrivare a fine stagione completamente scarichi e non più in grado di difendere le posizioni di vertice nelle varie challenge. Chiaramente, facendo l'Azencross parte dell'Exact Cross, circuito senza classifica, la giornata di oggi è stata vista da tutti loro come l'occasione ideale per tirare un po' - ma veramente molto poco - il fiato prima di tornare a capofitto nei prati il primo gennaio a Baal. Senza di loro la differenza tra Pidcock, Van der Poel e Van Aert e tutti gli altri è ancor più voraginosa del solito e l'unico che sembra in grado di rappresentare la via di mezzo è Quinten Hermans, al via per l'ultima volta con la casacca della Tormans/Intermarché. Oltre ai soliti Niels Vandeputte, Daan Soete Gerben Kuypers, Cameron Mason da segnalare la presenza di Zdenek Stybar; per il ceco, tre volte campione del mondo, questo è il passo d'addio alla squadra di Lefevere visto che tra due giorni si trasferirà al Team Jayco-AIUIa.

Date le numerose assenze dei primi del ranking anche WVA oggi parte in prima fila mentre MVDP gli è subito alle spalle in seconda. Se normalmente almeno lo start metteva in luce crossisti diversi dai soliti tre, stavolta il lunghissimo rettilineo di partenza consente all'iridato, al campione belga e al portacolori della Alpecin di portarsi subito in testa e forzare immediatamente l'andatura. In particolare è Van der Poel che senza alcuna titubanza sfrutta la prima metà del tracciato, molto tecnica, soprattutto grazie alla superficie scivolosa in curva data dal fango, per tirare il collo a Van Aert, decisamente più in difficoltà a seguire le linee tracciate dal fenomenale neerlandese. MVDP continua a spingere forte anche con WVA a ruota, soprattutto con l'obiettivo di mettere tossine nelle gambe del belga e per distanziare Pidcock, il quale però è determinatissimo e nonostante la natura del percorso non lo favorisca, a differenza di Gavere e Diegem, in un batter d'occhio supera Soete e chiude sul duo al comando. Già alla fine della prima tornata tra i big three e il resto del plotone, tutto ben spezzettato, c'è una voragine. Molto indietro dopo otto minuti di gara troviamo Hermans e Mason, partiti molto male: per loro un Azencross tutto in salita.

Nel secondo round Wout dà il cambio a Mathieu, mentre Pidcock rimane vigile a ruota dei due, perdendo però sempre tantissimo nei segmenti davanti ai box dove si affonda nel fango. Lì, a causa della minor potenza rispetto ai due fuoriclasse del Benelux, l'inglesino perde sempre tanti metri che, con il passare dei giri, rischiano di affaticargli le gambe più del dovuto. L'iridato comunque rientra senza problemi prima della terza tornata e così il terzetto si ricompatta. La pace non è però cosa definitiva; Van der Poel infatti riattacca nella prima parte del giro cercando di sfruttare la propria abilità tecnica e prende subito a Van Aert e Pidcock circa 5". Il belga spinge forte e sfruttando i rettilinei ma soprattutto il tratto zeppo di fango chiude il gap nei confronti dell'avversario. In questo frangente Tom rimane indietro ma grazie al breve momento di studio tra MVDP e WVA riesce ancora una volta a tornar sotto prontamente. A tre ottavi di gara i tre protagonisti tanto attesi sono ancora insieme. Dietro di loro spiccano Witse Meeussen, uno dei giovani belgi più promettenti in ottica futura, e Thijs Aerts, fratello di Toon (a cui l'UCI ha proposto una squalifica di due anni, nel caso perdesse il ricorso potrà tornare alle gare il 16 febbraio 2024) e specialista dei tracciati fangosi che dal primo gennaio si trasferirà in Intermarché.

Nel quarto giro Pidcock perde nuovamente metri a inizio giro causa fango e veleggia a circa 3-4" dal duo guidato da WVA. Mathieu però non ci sta, vuole ancora attaccare e lo fa verso metà del percorso, in un punto dove generalmente non riesce a scavare una grande differenza nei confronti del belga. Stavolta però Wout accusa un po' il colpo, forse per una piccola foratura, e viene sorpassato anche da Pidcock, il quale è come al solito ben poco arrendevole. Sul rettilineo asfaltato, quando si è esattamente a metà gara, la menata di Pidcock riporta sotto sia l'iridato che Van Aert e così Mathieu deve ricominciare dall'inizio: attacco fallito anche in quest'occasione.

Van Aert intelligentemente si porta davanti prima di tornare sull'erba per evitare di essere messo nuovamente all'angolo da Van der Poel e la sua tattica ha buon gioco. Mathieu in questa tornata, la quinta, prova un timido allungo verso la fine del giro, ma riesce solo nell'intento di staccare Pidcock nel solito tratto fangoso. L'iridato sfrutta per l'ennesima volta il momento di studio tra i due per rifarsi sotto prima del rettilineo, ma i segnali per lui non sono molto incoraggianti. MVDP oggi è incontenibile; come una furia si mangia le gobbe e le curve della prima metà del tracciato ma la risposta di Wout è migliore rispetto al solito: il belga concede al rivale solo pochi metri e non i canonici 4-5". Chi invece affonda in quest'occasione è proprio Pidcock, che commette un errore di guida all'inizio e appare staccato irrimediabilmente. I due Titani, giunti sull'asfalto, non sembrano interessarsi delle sorti del campione del mondo e proseguono quasi a passo d'uomo, dilapidando tutto il vantaggio nei confronti dell'inglese, che infatti rientra sui due avversari dopo qualche curva del settimo giro.

Anche in questo round Mathieu non può esimersi dall'attaccare ma lo fa in modo meno aggressivo rispetto al giro precedente tanto da non distanziare più di tanto nemmeno Pidcock, che prova addirittura a sorprendere i due partendo da dietro prima delle tavole posizionate a due curve dalla conclusione. Entrambi non si fanno ovviamente sorprendere e così i tre si presentano ancora una volta compatti sul rettilineo d'arrivo. Ad un giro dalla fine tutto è ancora da decidersi. Van Aert giustamente prende la testa per scongiurare il tanto temuto attacco ad inizio tornata di Mathieu, il quale con un'entrata pulitissima infila Pidcock dopo il primo ponte e si porta a ruota del belga. Nel fango dei primi box Mathieu sorpassa anche Wout che risponde subito ma trova la porta chiusa. Van der Poel può quindi lanciarsi all'attacco e distanzia in un amen i due compari. Pidcock rimane il più vicino possibile alla ruota di Van Aert, che però accusa abbastanza pesantemente il gap tecnico che lo separa da Mathieu. Arrivati nei pressi del doppio rettilineo fangoso davanti ai secondi box MVDP ha circa 4" su WVA ma li lascia tutti sul piatto perdendo il controllo della bici nella palude. Si riforma così la magica coppia a pochissime curve dal traguardo ma anche Pidcock non è troppo lontano e ritorna sotto grazie all'ovvio momento di tregua tra il neerlandese e il belga.

A decidere l'Azencross di Loenhout sarà dunque una volata a tre; davanti Mathieu, in mezzo Tom e terzo Wout, queste le posizioni all'ingresso del rettilineo. WVA parte lungo e ben lanciato, Van der Poel reagisce ma la superiorità in termini di potenza tra i due è disarmante. Van Aert si regala il terzo trionfo consecutivo con una volata regale, Mathieu è secondo e Tom terzo. La battaglia che tutti e tre hanno regalato ancora una volta è stata non solo di altissimo livello, ma anche estremamente spettacolare, tanto da chiedersi da quanto tempo il ciclocross non vivesse un periodo natalizio divertente quanto questo. La prossima rivincita in ogni caso sarà il tre gennaio in quel di Herentals, casa di WVA, e anche lì possiamo attenderci ciclocross allo stato puro. Per ciò che concerne le posizioni di tutti gli altri, ignorati purtroppo dalle telecamere ma per una giusta causa, Cameron Mason si classifica in quarta piazza a1'08" al termine di una gara tutta in rimonta come solo lui sa fare, dimostrando di aver già raggiunto un livello proibitivo per quasi tutti i suoi colleghi sul fango. Quinto è Kuypers a 1'36" e nel suo caso bisogna chiedersi cosa stiano aspettando le grandi squadre del cross come Pauwels e Baloise ad ingaggiarlo, visti gli strepitosi risultati degli ultimi mesi. Bravo anche Thomas Mein, sesto a 1'48"; non è certo un segreto, d'altronde, che il campione nazionale britannico ami soprattutto i tracciati duri e pieni di fango dove la sola esplosività e la scorrevolezza contano poco. Completano la top ten Aerts, Meeussen, Timo Kielich, rientrato in campo con la giusta verve, e Niels Vandeputte. Buonissimo anche l'undicesimo posto di David van der Poel a 2'39" da WVA. Stybar conclude invece diciassettesimo; Lorenzo Masciarelli e Gioele Bertolini, unici due italiani al via, sono rispettivamente 34esimo e 35esimo.

 

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