Giulio Pellizzari vince il Giro di Toscana 2026 ©gettysport
Giulio Pellizzari vince il Giro di Toscana 2026 ©gettysport

Giulio Pellizzari cresce ogni giorno che passa: a mettere un altra tacca in una stagione che, al netto del passaggio a vuoto del Giro d'Italia, lo ha visto crescere giorno dopo giorno, lo scalatore di Camerino ha vinto la sua prima classica della carriera, in un percorso con 2400 metri di dislivello, ancora meno duro del Mondiale di Montréal, dove sarà tra le vedette della spedizione azzurra. Il 22enne marchigiano ha conquistato oggi il 98° Giro della Toscana – Memorial Alfredo Martini, imponendosi a Pontedera con un'azione da finisseur nel finale. Dopo la selezione sulla seconda ascesa al Monte Serra, Pellizzari è rimasto nel gruppetto dei migliori e, quando sembrava ormai inevitabile una volata ristretta, ha anticipato tutti con un attacco a meno di un chilometro dal traguardo. Nessuno è riuscito a chiudere e il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe ha potuto festeggiare in solitaria la sua sesta vittoria stagionale, la settima della carriera. Alle sue spalle Jordan Jegat ha regolato il gruppo per il secondo posto, mentre Christian Scaroni ha completato il podio. Quinto Alessandro Fancellu, ottavo Antonio Tiberi.

Giulio Pellizzari vince il Giro di Toscana 2026 ©Massimo Fulgenzi (Sprint Cycling Agency)
Giulio Pellizzari vince il Giro di Toscana 2026 ©Massimo Fulgenzi (Sprint Cycling Agency)

Giro della Toscana 2026, la cronaca della corsa

La corsa, 189 chilometri con partenza e arrivo a Pontedera, aveva nel Monte Serra il proprio giudice naturale. La salita, lunga 8,4 chilometri con una pendenza media del 7,1% e circa 800 metri di dislivello, doveva essere affrontata due volte nel circuito finale, la prima intorno ai -80 km e l'ultima intorno ai -30 km dall'arrivo, trasformando il Giro della Toscana in una sfida particolarmente adatta agli scalatori e agli uomini capaci di resistere dopo la salita.

La fuga iniziale aveva visto protagonisti Oliver Bleddyn (Jayco AlUla), Hugo De La Calle (Burgos Burpellet BH), Joan Bou (Caja Rural - Seguros RGA), Davide Bais (Polti VisitMalta) e Matteo Spreafico (MG.K Vis Colors for Peace), ma il loro vantaggio era stato solo per poco superiore i tre minuti dopo i primi venti chilometri. Il gruppo aveva poi tenuto la corsa sotto controllo e il primo passaggio sul Monte Serra aveva cominciato a sgretolare il tentativo, fino al ricongiungimento dei superstiti con il plotone. A circa 70 chilometri dall'arrivo anche gli ultimi attaccanti erano stati ripresi.

La corsa si era così preparata alla seconda e decisiva scalata del Serra. Il ritmo era aumentato progressivamente e, dopo circa due chilometri di salita, Lenny Martinez (Bahrain Victorious) aveva acceso la miccia. Il francese aveva provato a fare la differenza, seguito inizialmente da Mikkel Frølich Honoré (EF Education-EasyPost) e Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Telecom Fort). La selezione si era poi allargata, con Christian Scaroni (XDS Astana), Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) e Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe)tra gli uomini capaci di riportarsi davanti.

In vetta era stato Honoré a transitare per primo al GPM, ma la situazione si era ulteriormente mescolata nella discesa. Il danese aveva provato ad allungare da solo, mentre alle sue spalle si era formato il drappello destinato a giocarsi la vittoria.

Pellizzari aspetta e poi piazza il colpo

A circa 25 chilometri dall'arrivo, Honoré aveva ancora qualche secondo di vantaggio, mentre nove inseguitori lo stavano raggiungendo: oltre a Pellizzari, c'erano Martinez, Scaroni, Tiberi, Fancellu, Jordan Jegat (TotalEnergies), Jan Castellon, Jorge Gutiérrez e Michael Storer (Tudor). Il ricongiungimento aveva portato a dieci il numero degli uomini al comando.

Il gruppo dei migliori aveva guadagnato circa 15-20 secondi sul resto del plotone e, nonostante il margine fosse tutt'altro che rassicurante, la collaborazione davanti aveva permesso ai dieci di mantenere la testa della corsa. Anche il tentativo di rimonta del gruppo principale non era riuscito a cancellare il vantaggio prima del finale.

Negli ultimi chilometri erano cominciate le schermaglie. Con il gruppo ormai vicino al traguardo, tutti sapevano che una volata avrebbe premiato soprattutto gli uomini più veloci e che attaccare troppo presto avrebbe significato esporsi al contrattacco degli altri. Pellizzari ha invece scelto il momento perfetto.

A circa 800 metri dall'arrivo, il marchigiano ha accelerato con una lunga e potente progressione. Un vero colpo da finisseur: abbastanza vicino al traguardo da impedire agli altri di organizzare un inseguimento efficace, ma ancora abbastanza lontano da costringerlo a resistere fino alla linea. Antonio Tiberi ha provato a reagire, mentre dietro gli altri si sono guardati per qualche istante di troppo.

Pellizzari ha guadagnato una cinquantina di metri e, nonostante il tentativo di rimonta, ha mantenuto il margine fino a Pontedera. Jegat ha lanciato la volata degli inseguitori a circa 400 metri dalla linea, ma ormai per il francese era possibile giocarsi soltanto il secondo posto e Pellizzari aveva già fatto la differenza.

Il marchigiano ha così tagliato il traguardo a braccia alzate con un secondo di vantaggio su Jegat e Scaroni, firmando una vittoria che vale molto anche in prospettiva iridata. Il successo arriva infatti a poco più di due settimane dal Mondiale di Montréal, per il quale Pellizzari è stato inserito dal commissario tecnico Roberto Amadio tra gli otto titolari azzurri.

Alle spalle del vincitore, Scaroni ha completato il podio davanti a Martinez, con Fancellu quinto e Tiberi ottavo

Giro della Toscana 2026, l'ordine di arrivo

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