Quinta vittoria di tappa per Matthew Brennan alla Vuelta 2026 ¨© Visma-Lease a Bike
Quinta vittoria di tappa per Matthew Brennan alla Vuelta 2026 ¨© Visma-Lease a Bike

Ultimo giorno di scampagnate alla Vuelta, poi da domani si tornerà a fare sul serio nella tre giorni decisiva tra una cronometro da specialisti e due consecutive tappe di montagna con arrivo in quota. Intendiamoci, non è che oggi (o ieri, o domenica) non si sia fatto sul serio, perdonate l'inaccurata sintesi giornalistica da schiavi della definizione… Chi è andato in fuga, chi ha inseguito, chi ha sprintato, ha fatto terribilmente sul serio in queste ultime frazioni.

In particolare Matthew Brennan, che oggi ha messo a segno la quinta vittoria di tappa in una corsa dalla quale uscirà come uno dei protagonisti assoluti, oltre che con un carisma moltiplicato dalle ripetute affermazioni nel suo GT d'esordio (ricordiamo che il ragazzo ha ancora 21 anni). Oggi, per fare una cosa diversa, ha sprintato senza nemmeno aver bisogno del lancio di Wout van Aert, ma sfruttando nel migliore dei modi il lavoro della Uno-X Mobility. Dimostrando così - se ce ne fosse bisogno - che gli schemi fissi contano sempre molto meno delle gambe e della prontezza di spirito.

Vuelta a España 2026, la cronaca della diciassettesima tappa

La Dos Hermanas-Sevilla, 185 km, rappresentava sulla carta la quintessenza della frazione di trasferimento, e lo svolgimento di questa 17esima tappa della Vuelta a España 2026 è stato in tutto e per tutto fedele allo schema, nell'attesa che domani torni la classifica a vibrare nella cronometro di Jerez de la Frontera.

La fuga è partita al primo colpo dopo 2 km con Enzo Paleni (Groupama-FDJ United), Sinuhé Fernández (Burgos Burpellet BH) e Fredrik Dversnes (Uno-X Mobility), poi quest'ultimo s'è subito staccato e gli altri due hanno veleggiato in mare aperto fino ad avere un margine di 5'10" a 90 km dalla conclusione.

Ma era chiaro che i team dei velocisti non avrebbero lasciato spazio, e la situazione è stata presto messa sotto controllo con Cofidis e Visma-Lease a Bike impegnate in particolare nell'inseguimento. I rappresentanti delle rispettive compagini, nella fattispecie Bryan Coquard e Wout van Aert, hanno incrociato ruote e sguardi allo sprint intermedio di San José de La Rinconada (a 20 dalla fine), laddove il francese si è tolto lo sfizietto di fregare il puntipotenziario in verde per il terzo posto (Fernández e Paleni erano passati nell'ordine un minuto prima). Wout ha chiesto in effetti lumi a Bryan per quell'inattesa sfida… poi è tornato a concentrarsi sul fare treno per il compagno Matthew Brennan, naturale favorito di giornata dopo le quattro tappe già messe in saccoccia.

Giornata in fuga per Sinuhé Fernández ed Enzo Paleni © Vuelta a España
Giornata in fuga per Sinuhé Fernández ed Enzo Paleni © Vuelta a España

Per Matthew Brennan quarta vittoria in 17 tappe di Vuelta

A 15 km dalla fine Fernández ha mollato e Paleni è rimasto solo a insistere con l'utopia di una vittoria che mai sarebbe potuta arrivare, ma quantomeno con la contromarca del numero rosso di combattivo di giornata. A 3 dal traguardo il francese è stato raggiunto in un momento in cui era la Uno-X a dominare la scena.

La squadra norvegese aveva preso con decisione le redini della corsa per lanciare Magnus Cort, e il treno scandinavo ha in effetti fatto le cose per bene, presentandosi in forze all'ultimo chilometro. Cort, aperta la strada da tre compagni, aveva però alle calcagna la scomoda coppia Visma. La solita: Wout-Matthew.

Stavolta Van Aert ha però ragionato da ragioniere, e ha capito che il treno Uno-X era già abbastanza veloce e in orario, e che quindi lui poteva pure rinunciare alla sua proverbiale trenata di lancio per Brennan: al giovane britannico sarebbe bastato Cort, come pesce pilota involontario. E allora il RollingStone di Herentals si è spostato e ha lasciato Brennan alla ruota del baffuto capitano Uno-X.

Puntualmente il velocista nato a Darlington ha dato le piste a tutti, superando Cort in tromba e andando a centrare il quinto successo in 17 tappe. Alle sue spalle Jordi Meeus (Red Bull-BORA-hansgrohe), autore di una bella ma forse tardiva rimonta, il pluricitato Cort e, al quarto posto, il multipiazzato Alessandro Romele: il 23enne della XDS Astana stavolta era proprio al posto giusto, ovvero sulla ruota di Brennan. Ma come lo superi, quello? Infatti non l'ha superato, anzi ha dovuto anche subire la rimonta di Meeus che l'ha lasciato ai piedi del podio. Per il bresciano sono comunque sei top ten (e quattro volte nei cinque) in questo suo GT d'esordio. Non male come ruolino.

Non cambia niente nelle classifiche della Vuelta 2026

Dietro a Romele hanno chiuso nell'ordine Steffen De Schuyteneer (Lotto Intermarché), Axel Laurance (Netcompany INEOS), Pau Miquel (Bahrain-Victorious), César Macías (Burgos), Hugo Hofstetter (NSN) e Coquard. Subito fuori dai dieci Alberto Dainese (Soudal Quick-Step) e Alessandro Covi (Jayco AlUla).

La classifica resta invariata con Enric Mas (Movistar) al comando con 2'06" su Felix Gall (Decathlon CMA CGM), 2'10" su Primoz Roglic (Red Bull), 4'24" su Richard Carapaz (EF Education-Easypost), 5'44" su Oscar Onley (Netcompany), 6'14" su Jakob Omrzel (Bahrain), 6'49" su Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), 7'01" su Cristián Rodríguez (XDS), 7'19" su Clément Berthet (Groupama), 8'55" su Sepp Kuss (Visma). Primo italiano in classifica Filippo Zana (Soudal), 18esimo a 41'15". [Questo paragrafo è stato copincollato pari pari dall'articolo di ieri, ndr].

Invariate le posizioni in tutte le altre classifiche: Romele è terzo in quella a punti a quota 171 (Van Aert primo a 295, Brennan secondo a 239), Santiago Buitrago (Bahrain) detiene la maglia a pois, Onley quella bianca e la Decathlon è sempre primissima in quella a squadre. Domani la Vuelta a España 2026 vivrà l'atteso snodo della seconda cronometro: El Puerto de Santa Maria-Jerez de la Frontera, 32.1 km, 18esima tappa. L'arrivo evoca velocità da Formula 1 (in zona c'è un circuito su cui un tempo si correva il GP di Spagna) e non c'è da dubitare che anche in bici non si scherzerà: il percorso, coi suoi lunghissimi rettilinei e l'assenza di difficoltà altimetriche, in effetti pare fatto per andar forte.

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