Ayuso e Rodriguez alla Vuelta 2022 © Marca/Lorenzo Fizza
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Ayuso e Rodriguez, giù la maschera

Il ciclismo spagnolo riparte da due giovani talenti dopo il ritiro di Valverde che ha segnato un’epoca. I margini di crescita di entrambi sono ancora sconosciuti ma i risultati già raccolti nelle primissime stagioni da pro fanno ben sperare

08.12.2022 10:04

Il ritiro di Alejandro Valverde al termine della stagione 2022 pone dubbi più che leciti sul rendimento futuro del ciclismo spagnolo. L’Embatido da venti anni a questa parte – la sua prima vittoria da professionista risale alla terza tappa del Giro dei Paesi Baschi 2003 in maglia Kelme Costa Blanca quando in volata ebbe la meglio su Davide Rebellin – ha fatto da traino al movimento iberico che ha potuto beneficiare in questo arco di tempo delle prestazioni di indiscussi campioni come Roberto Heras, Alberto Contador, Carlos Sastre, Joaquim Rodriguez ed Oscar Freire. L’ultima vittoria di Valverde risale al 26 Febbraio di quest’anno, quando si è aggiudicato la terza tappa del Gran Camiño, che preludeva tra l’altro alla vittoria della classifica generale della breve corsa galiziana. Il murciano a 42 anni suonati concludeva anche Giro d’Italia e Vuelta a España terminando rispettivamente in undicesima ed in tredicesima posizione. A coronamento dell’impegno e dell’abnegazione che ci ha sempre messo nel ciclismo, Valverde metteva la parola fine alla sua carriera agonistica proprio in Italia, dove otteneva quattro top ten in altrettanto corse di un giorno – Coppa Agostoni, Giro dell’Emilia, Tre Valli Varesine e Giro di Lombardia.

E adesso? Quali sono i ciclisti che possono dare al ciclismo spagnolo nuova linfa? Si potrebbe ripartire da Enric Mas che ha all’attivo tre secondi posti alla Vuelta (2018, 2021 e 2022) e proprio quest’anno ha concluso in bellezza la stagione, vincendo il Giro dell’Emilia ed ottenendo la piazza d’onore al Giro di Lombardia, preceduto solamente da quel fenomeno di Tadej Pogacar. Il prossimo 7 gennaio Mas compirà 28 anni ed entrerà nella maturità agonistica. Saprà ritagliarsi il ruolo di capitano unico alla Movistar, adesso che non deve più fare i conti con l’ingombrante presenza di Valverde? Il ‘vedremo’ di Bugno non poteva capitare così a fagiolo.

Ma nel ciclismo di oggi dove i giovani sono già grandi si apre un altro scenario che vede protagonisti Juan Ayuso e Carlos Rodriguez. Il primo, con i suoi 20 anni compiuti lo scorso 16 Settembre, è il ciclista più giovane ad essere salito sul podio di un Grande Giro ed i confronti con Evenepoel e Pogacar già si sprecano. L’UAE Emirates del resto crede fermamente nel giovanotto di Barcellona, visto che lo scorso agosto gli ha prolungato il contratto fino al 2028 quasi a prevedere il suo exploit alla Vuelta. In una recente intervista a El Pais Ayuso, che già lo scorso anno da dilettante aveva dato bei segnali con la vittoria del Giro d’Italia Under 23 e con la medaglia di bronzo nella prova in linea dei Campionati Europei di Trento, ha dichiarato che nel 2023 vuole tornare sulle strade di casa per provare a migliorare il risultato di questa stagione ed è già focalizzato sulle prime sedute di allenamento, nelle quali ‘sacrifici e sogni’ andranno di pari passo. Oltre alla Vuelta, Ayuso dovrà anche decidere se competere al Giro o al Tour, programmando anche l’eventuale ruolo che gli sarà assegnato dall’UAE Emirates che ha già un certo Pogacar da schierare…Quest’anno al Tour nella Jumbo Visma Vingegaard era partito come gregario di Roglic e poi sappiamo tutti com’è andata a finire…

Carlos Rodriguez, classe 2001, è esploso alla terza stagione in maglia INEOS. Quest’anno infatti ha subito iniziato con il piede giusto ottenendo due top five ravvicinate a febbraio, sia alla Volta a la Comunitat Valenciana che alla Vuelta a Andalucia, per poi fare bene anche al Trofeo Laigueglia con un buon quinto posto. Dopo la vittoria nella quinta tappa del Giro dei Paesi Baschi, Rodriguez trionfava poi ai Campionati Spagnoli su strada, indossando così la maglia di campione nazionale. E concludeva in settima posizione la sua prima Vuelta. Un risultato bugiardo visto che una caduta nella diciottesima tappa, quando era quarto in classifica generale, gli faceva perdere la top five finale. Rodriguez arrivava a Madrid incerottato e dolorante ma consapevole del suo valore. Ed il quinto posto al Giro di Lombardia, disputato un mese esatto dopo quella caduta, ne è una chiara evidenza. Per Rodriguez si aprono nuove prospettive all’INEOS, ora che lo squadrone inglese si è privato di affermati uomini di classifica come Richard Carapaz e Adam Yates, in attesa di capire se Egan Bernal riuscirà a tornare subito in forma dopo un 2022 passato a recuperare dal grave infortunio di gennaio. Il giovane spagnolo, a differenza di Ayuso, deve ancora stabilire con la sua squadra gli obbiettivi del 2023 ma senza dubbio lo vedremo competere e combattere su più fronti, tra corse di un giorno e corse a tappe.

TOTA gioia, TOTA bellezza
Buitrago nel pagliaio