Perché seguire questa Vuelta a España, sapendo già il nome del vincitore
Pogačar parte con i favori assoluti, ma alle sue spalle c'è una Vuelta tutta da scoprire: tre classe 2005 al debutto in un GT, Roglič a caccia del record, Onley e Rodríguez per un podio e la sfida tra WVA e Pedersen. Percorso, favoriti e startlist

La Vuelta a España 2026 partirà sabato con una cronometro individuale nel principato di Monaco con una certezza quasi ingombrante: Tadej Pogačar è l'uomo da battere e, sulla carta, anche quello con le maggiori possibilità di vincere. Ma proprio per questo l'ultimo Grande Giro della stagione offre una domanda diversa dal solito: cosa succederà dietro di lui?
Perché questa volta, sì, bisogna seguire la Vuelta anche se c'è Pogačar. E, sì, anche se è la Vuelta. Alle spalle dello sloveno c'è infatti un mondo: tre fenomeni della classe 2005 al debutto in un Grande Giro, una sfida tra alcuni dei corridori più combattivi del gruppo per la maglia verde, una Ineos che potrebbe finalmente tornare a guardare concretamente al podio e un Primož Roglič che va a caccia della quinta Vuelta, quella che gli permetterebbe di raggiungere il record assoluto di vittorie.
Vuelta a España 2026: il percorso
Da Monaco a Granada, la Vuelta propone 21 tappe e un percorso decisamente più equilibrato rispetto a molte delle edizioni recenti. Ci sono circa 58.000 metri di dislivello, sette arrivi in salita e due cronometro individuali per complessivi 41,5 chilometri: soprattutto, la seconda cronometro arriva nella terza settimana, prima di due durissime tappe di montagna che possono ancora cambiare la classifica.
La corsa comincerà con la cronometro di Monaco, prima di attraversare Francia e Andorra e dirigersi verso il sud della Spagna. Font-Romeu, Andorra, Aitana, Calar Alto, Sierra de la Pandera e Peñas Blancas saranno alcuni dei passaggi decisivi, fino alla durissima tappa regina con arrivo al Collado del Alguacil. Inedito il finale di Granada, con la salita all'Alhambra da ripetere quattro volte.
Per l'analisi completa del percorso, tappa per tappa, vi rimandiamo all'approfondimento di Francesco Dani: il tracciato è stato definito uno dei migliori degli ultimi anni per equilibrio, possibilità di attaccare da lontano e capacità di mantenere aperta la corsa fino all'ultima settimana.
Vuelta a España 2026: tre debutti da seguire
Jarno Widar (Lotto Intermarché), Pablo Torres (UAE-Emirates-XRG) e Matthew Brennan (Visma | Lease a Bike) sono tutti classe 2005 e tutti affrontano per la prima volta un Grande Giro.
Widar è forse il nome più interessante. A 18 anni ha vinto il Giro Next Gen, poi ha aggiunto due Tour de la Vallée d'Aoste e la Liegi-Bastogne-Liegi Under 23. Alla Vuelta non sarà lì per fare esperienza da gregario: arriva con responsabilità e ambizioni precise. E il suo 2026 ha già dato segnali importanti, con il quarto posto nella durissima tappa finale del Tour de Suisse alle spalle di Pogačar, Lenny Martinez e Bart Lemmen.
Pablo Torres (UAE Emirates-XRG), per certi versi, gli è speculare: ha già una storia da predestinato. Nel 2024 perse il Tour de l'Avenir per appena 12 secondi, ma soprattutto sul Colle delle Finestre abbatté di 3'34" il precedente record di scalata appartenuto a Chris Froome. Questa volta non dovrà inseguire una classifica personale: sarà al servizio di Pogačar, ma al di là sarà interessante capire quanto riuscirà a mostrare sia in appoggio al capitano sia se e quando avrà libertà.
E poi c'è Matthew Brennan (Visma | Lease a Bike), che a soli 21 anni ha già un bottino da veterano. Una stagione e mezza tra i professionisti, 19 vittorie e cinque successi nel WorldTour: ora arriva il primo vero test sulla distanza di tre settimane.
Vuelta a España 2026: gli uomini di classifica e i favoriti per il podio
Davanti a tutti c'è Tadej Pogačar (UAE Emirates-XRG). Lo sloveno non ha mai vinto la Vuelta e proprio per questo ha un ulteriore obiettivo davanti a sé: dopo aver completato il bottino al Giro e al Tour, può chiudere il cerchio dei Grandi Giri. La caratura del campione del mondo e vincitore uscente, nonché la brillantezza con cui è arrivato all'ultima settimana del Tour de France, rende difficile immaginare qualcuno in grado di batterlo sul lungo periodo. Per il campione del mondo l'esordio alla Vuelta c'era già stato nel 2019, quanto ancora ventenne vinse tre tappe, indossò maglia di miglior giovane sul podio finale e si issò sul terzo gradino dello stesso.
Al suo fianco ci sarà João Almeida (UAE Emirates-XRG), secondo nella Vuelta dello scorso anno e una pedina di lusso per una squadra che può permettersi di correre con più di una carta. La condizione del portoghese resta però una delle incognite della vigilia: nelle sue corde ci sarebbe un nuovo podio, ma in questa stagione il Bota Lume non si è più acceso dopo l'Algarve a febbraio.
Alle spalle di Pogačar, la sfida per il podio è molto più viva. La Netcompany Ineos può presentarsi con una coppia particolarmente intrigante formata da Oscar Onley e Carlos Rodríguez. Il britannico è uno dei giovani più interessanti del gruppo e il percorso gli si adatta, mentre lo spagnolo conosce bene le montagne di casa, e la sua squadra ha scelto di preservarlo negli altri Grandi Giri per puntare tutto sulla Vuelta. Per la squadra britannica potrebbe essere l'occasione per tornare a lottare concretamente per il podio.
Ci sono poi Felix Gall (Decathlon CMA CGM), Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) e Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), tutti corridori capaci di reggere le tre settimane e di giocarsi almeno un piazzamento importante. Anche Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), dopo un Tour de France dove ha trovato sia la top ten in GC che la Polka Dot e due vittorie di tappa, parte con l'intenzione di curare la classifica generale.
E poi c'è Primož Roglič (Red Bull-BORA-hansgrohe). Quattro Vuelta vinte, una in meno del record di Roberto Heras. A 36 anni, questa potrebbe essere una delle ultime occasioni per raggiungere quota cinque. Decisamente un obiettivo difficile, visto il livello di Pogačar. Ma se c'è un Grande Giro che Roglič conosce come casa sua, è proprio questo.
Vuelta a España 2026: i cacciatori di tappa
Se la classifica generale ha una vedette naturale, la lotta per le vittorie di tappa promette tutt'altro spettacolo.
Il duello più affascinante sarà quello tra Mads Pedersen (Lidl-Trek) e Wout van Aert (Visma | Lease a Bike). Il danese punta apertamente alla maglia verde e ha un percorso che gli offre diverse opportunità, mentre il belga rappresenta probabilmente il rivale più pericoloso nelle frazioni miste e nelle giornate dove una volata di gruppo ristretto può diventare una corsa di resistenza. E attenzione anche a Thibau Nys (Lidl-Trek), altro corridore capace di trasformare una tappa apparentemente destinata alla volata in una battaglia tra uomini esplosivi: la sua stagione su strada è stata finora quasi insistente a causa dì un'operazione prima e della toxoplasmosi poi, ma pare che il giovane belga abbia recuperato.
Per le volate di gruppo c'è il già citato Brennan, uno dei più attesi in Vuelta, che tuttavia sarà come d'abitudine avara di occasioni per gli sprinter. A 21 anni ha già accumulato 19 vittorie da professionista, cinque delle quali nel WorldTour, e in più occasioni ha battuto anche Jonathan Milan. Questa sarà però la sua prima esperienza in un Grande Giro: a supportarlo troverà due apripista d'eccezione, come Wout van Aert e Christophe Laporte.
Tra i velocisti più puri possono inoltre trovare spazio anche Jordi Meeus (Red Bull-BORA-hansgrohe e Alberto Dainese (Soudal Quick-Step), ma l'anno scorso anche Ben Turner (Netcompany INEOS) riuscì a trovare il successo in una tappa da volata non semplice, che anche in questa edizione non mancano: lo stesso Orluis Aular (Movistar) si troverò a suo agio su questo genere di terreni.
Gli azzurri al via
Saranno 13 gli italiani al via della Vuelta. Tra i più esperti ci sono Alberto Dainese (Soudal Quick-Step), alla terza partecipazione, così come il suo compagno di team Gianmarco Garofoli. Poi Lorenzo Fortunato (XDS Astana), Jacopo Mosca (Lidl-Trek) e Filippo Zana (Jayco AlUla). Alla seconda Vuelta saranno invece Gianni Moscon (Red Bull-BORA-hansgrohe) e Lorenzo Rota (Lotto-Intermarché).
Per Vincenzo Albanese (EF Education-EasyPost), Francesco Busatto (Alpecin-Premier Tech), Walter Calzoni (Pinarello-Q36.5), Alessandro Covi (Jayco AlUla), Mattia Gaffuri (Picnic PostNL) e Alessandro Romele (Pinarello Q36.5) sarà invece l'esordio in un Grande Giro.
Vuelta a España 2026, la startlist definitiva (*=under 25)

Vuelta a España 2026: dove vederla
La Vuelta si correrà da sabato 22 agosto a domenica 13 settembre, con partenza da Monaco e arrivo a Granada.
In Italia la Vuelta 2026 sarà trasmessa in diretta su Eurosport 1 e in streaming su Discovery+ e HBO Max, con tutte le 21 tappe disponibili integralmente.