Uno-due Uno-X alla Vuelta, vittoria in fuga di Andreas Leknessund
Il norvegese, all'attacco per tutto il giorno con Van Aert (terzo), se ne va sulla salita di Valdelinares e vince davanti al compagno Johannesen. Dietro Pogačar stacca tutti

Il primo vincitore diverso da Tadej Pogačar e Matthew Brennan alla Vuelta 2026 arriva da una fuga, e a lasciare il segno è una delle squadre migliori a muoversi nelle fughe e centrare i primi obiettivi. Dopo i successi al Giro d'Italia e al Tour de France, la Uno-X Mobility completa la trilogia di vittorie nei Grand Tour stagionali con Andreas Leknessund, che arriva in solitaria ad Aramón Valdelinares, primo arrivo in salita di questa edizione. Dopo i tre secondi posti al Giro d'Italia, il classe 1999 si conferma uno specialista di questo tipo di situazione, grazie soprattutto alla sua grande capacità di tenere in vita tutte le fughe in cui riesce a entrare, con generosità ma anche con motore e senso tattico.
Avrebbe potuto vincere anche Tobias Halland Johannesen, rientrato sul compagno di squadra e su Wout Van Aert dal gruppo inseguitore per formare un quintetto mai ripreso dal resto della fuga. Il capitano della squadra norvegese, che non vince dal 2023 e quest'anno ha accumulato una lunghissima serie di piazzamenti, era nettamente lo scalatore migliore tra chi si è giocato la corsa, ma ha lasciato andare via il compagno ed è rimasto a guardare, in un gioco tattico riuscito alla perfezione. Prima o poi, arriverà anche il suo momento.
La Vuelta 2026, la cronaca della settima tappa
Alla partenza da Vall d'Alba tutti sanno che può essere il giorno giusto per la prima fuga di questa edizione, e tutti sanno che il treno buono da seguire è quello di Wout Van Aert (Team Visma Lease a Bike) e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility). I due staccano Milan Vader (Pinarello Q36.5 Pro Cycling) e riescono ad avvantaggiarsi, mentre alle loro spalle si forma un gruppo più numeroso. Sul Puerto El Remolcador (12.4 km al 4.4%) vengono raggiunti da Alexey Lutsenko (NSN Cycling), Eddie Dunbar (Pinarello Q36.5) e Tobias Halland Johannesen, che emergono da un gruppo di oltre venti corridori.

Dietro ci sono Carlos Canal e Raúl García Pierna (Movistar), Bruno Armirail (Team Visma Lease a Bike), Léo Bisiaux (Decathlon CMA CGM), Ben Turner (Netcompany INEOS), Pello Bilbao e Jakob Omrzel (Bahrain-Victorious), Mads Pedersen (Lidl-Trek), Guillaume Martin e Rudy Molard (Groupama-FDJ United), Valentin Paret-Peintre e Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Bryan Coquard e Sergio Samitier (Cofidis), Koen Bouwman e Finlay Pickering (Team Jayco AlUla), Juan Felipe Rodríguez (EF Education-EasyPost), Marco Brenner e Larry Warbasse (Tudor Pro Cycling), Timo De Jong (Team Picnic PostNL), Iván Ramiro Sosa e Mats Wenzel (Equipo Kern Pharma). Il UAE Team Emirates questa volta concede spazio ai fuggitivi, ma per gli inseguitori non è semplice chiudere sui cinque davanti, che mantengono un vantaggio stabile intorno al minuto e mezzo.
Il vantaggio diminuisce un po' sul Puerto de Fuente de Rubielos (5.4 km al 6.3%), ma torna a 1'25" allo sprint intermedio di Mora de Rubielos, dove Van Aert passa per primo. Ai -25 dall'arrivo si comincia a salire verso il Puerto de San Rafael (11.2 km al 4.4%), dove tra gli inseguitori c'è ulteriore selezione sugli allunghi di Bisiaux, Sosa e Zana. Al gpm il distacco è di 1'05", e dopo una breve discesa si torna subito a salire verso Valdelinares, dove iniziano i movimenti per la vittoria di tappa.
La Uno-X si gioca le sue carte nel modo più sensato: attacca prima Leknessund, il meno scalatore dei due, mentre Johannesen attende sulla ruota di Lutsenko, Dunbar si stacca subito e Van Aert prende il suo passo. Dietro si muovono i due colombiani Sosa e Rodríguez, ma non c'è più tempo per rientrare. Ben presto si capisce che ormai è finita per tutti: Leknessund continua a spingere e prende vantaggio, Van Aert riprende Johannesen ma non ha chance di chiudere se non portandosi dietro l'altro norvegese, che rimane sulle ruote e lascia spazio per la vittoria del compagno, muovendosi solo sul tratto duro finale per completare la doppietta Uno-X. Dopo Dversnes al Giro e Wærenskjold al Tour, la squadra scandinava vince una tappa anche nel terzo Grand Tour stagionale, la prima in carriera per Andreas Leknessund.
Alle spalle dei fuggitivi c'è più movimento del previsto, ancora grazie all'azione di squadra della Decathlon CMA CGM. Callum Scotson, Matthew Riccitello e Gregor Mühlberger alzano il ritmo, fanno staccare subito Mattias Skjelmose e lanciano l'attacco di Felix Gall. All'austriaco rispondono solo il Maillot Rojo e il Maillot Lunares, Tadej Pogačar ed Enric Mas, mentre a qualche metro c'è la maglia bianca di Oscar Onley (Netcompany INEOS) con Primož Roglič (Red Bull-BORA-hansgrohe) e Sepp Kuss (Team Visma Lease a Bike), mentre Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) cede nettamente.
Dopo aver lasciato per un po' davanti l'austriaco, Pogačar si mette in testa e accelera in un tratto non particolarmente pendente, ma riesce subito a fare la differenza e rimanere da solo. Mas non ha la stessa reazione di ieri e si stacca anche da Gall, da cui perde 10" al traguardo. Kuss, Roglič e Onley ne perdono altri 13", Skjelmose e Carapaz arrivano rispettivamente a 1'13" e 1'16" da Gall, che rimane il più propositivo nella lotta per il podio. Il capitano della Decathlon ora è quarto a 5'01" da Pogačar e a 11" dal terzo posto di Roglič, che a sua volta è a un minuto esatto da Mas.