Pogačar: "Mas mi ha sorpreso, mi avevano detto che avevo 40 secondi"
Le dichiarazioni dopo la sesta tappa della Vuelta. Lo spagnolo riprende la maglia rossa e perde allo sprint: "L'avevo avvisato di quella curva. Con il caldo vado bene e oggi faceva molto caldo"

Le dichiarazioni dei protagonisti dopo la sesta tappa della Vuelta a España, vinta da Tadej Pogačar. Per la maglia rossa è il terzo successo in questa edizione, ma questa volta al traguardo con lui è arrivato anche Enric Mas, battuto solo in volata. Per la prima volta quest'anno il campione del mondo è stato ripreso dopo aver attaccato in salita, come era successo solo all'Amstel Gold Race 2025 o nella tappa di Le Lioran al Tour de France 2024, ma nel post tappa non gli sono state rivolte domande specifiche sulla sua prestazione.
Tadej Pogačar: “Chapeau a Mas, è stata una bella corsa"
“Per il piano di oggi potevamo lasciare andare la fuga, ma ci sono volute quasi due ore per formarla e alla fine abbiamo dovuto tirare per meno di metà tappa per controllare. João e Kevin hanno fatto un bel lavoro, poi siamo andati per la tappa con il leadout sulla salita di Pavel, Jay e Pablo, mi hanno preparato un attacco perfetto. Mas? Ero molto sorpreso in cima alla salita, mi ha sorpassato come un razzo. Non me lo aspettavo perché in radio avevo sentito che avevo quaranta secondi sugli inseguitori, non c'è stata menzione di Enric, quando mi ha passato era un po' sorpreso. Ero sicuro che conoscesse la discesa e sono stato contento di essere con lui negli ultimi chilometri col vento contro, ero senza acqua ed è stato un bene avere un compagno. Alla fine sapevo di poterlo battere allo sprint, ma ho apprezzato che abbia tirato fino alla fine, così ho fatto lo stesso. Chapeau a lui, è stata una bella corsa.”
Enric Mas: “Con il caldo vado bene, e oggi faceva molto caldo”
“Oggi sono riuscito a prendere il vantaggio che non avevo potuto guadagnare ad Andorra. Avevo già detto che con il caldo vado bene, e oggi faceva molto caldo. Si è visto che in volata potevo fare poco, Pogi è Pogi e noi dobbiamo andare giorno per giorno. Sono secondo in classifica e mi sto sentendo molto bene, ringrazio la squadra. In discesa l'ho avvertito che c'era una curva stretta che avevamo presente, c'è stato un momento in cui ha spinto un po' di più, ma era sporco perché non era in asfalto ma in cemento. Ha un gran controllo della bicicletta, si è salvato e quando sono passato era già a ruota. Dall'ammiraglia mi avevano ricordato che c'erano gli abbuoni in cima, quando l'ho ripreso ho provato a passare per primo, forse l'ho sorpreso e sono riuscito a prendere sei secondi. Sono due anni che non faccio classifica in un Grande Giro, ma è solo la sesta tappa e bisogna andare poco a poco.”

Ramses Debruyne: “Non penso di essere un corridore da classifica”
“Non penso di essere un corridore da classifica, in giornate come questa vado in fuga e cerco di fare il massimo possibile. Hanno tenuto il distacco sempre molto contenuto, e quando c'è una salita così ripida si sa che Pogačar può accelerare e diventa molto dura, ma mi ha ripreso tardi e ne sono stato contento. Sono riuscito a rimanere con Roglič e Gall e a quel punto ho dato tutto per il terzo posto, che era il miglior risultato possibile.”
Jarno Widar: “Non mi interessava il tempo perso, provo a vincere una tappa”
"Sulla salita finale ero molto accaldato ed ero a tutta, sono saltato penso anche per il caldo. C'è stata molta lotta per la fuga, ma sapevo che Pogi sarebbe andato per la tappa. Molti hanno provato comunque, ma quando vuole vincere in qualche modo ci riesce. Penso sia normale, anche io farei lo stesso quando c'è la possibilità di vincere sempre. Penso che il distacco di oggi sia una buona cosa per provare a vincere una tappa, non mi interessava quanto tempo avrei perso. Vedremo giorno per giorno, domani ci proveremo di nuovo e spero di avere gambe migliori e che non faccia così tanto caldo.