Tadej Pogačar batte Enric Mas in volata ©La Vuelta
Tadej Pogačar batte Enric Mas in volata ©La Vuelta

Il vincitore della sesta tappa della Vuelta a España è quello che chiunque avrebbe potuto prevedere, ma non si può dire altrettanto per lo svolgimento. Per la prima volta quest'anno, Tadej Pogačar attacca in salita, stacca tutti ma non arriva da solo al traguardo, perché sulla cima del Puerto El Bartolo e del suo durissimo tratto di sterrato è riapparso un incredibile Enric Mas. Il capitano della Movistar è battuto solo in volata sul traguardo di Castellón, guadagnando su tutti i rivali per il secondo posto e ritrovando una versione di se stesso che non si vedeva da molto tempo. 

La mente è tornata all'autunno del 2022, quando dopo il secondo posto nel suo Grand Tour di casa Mas era riuscito a battere Pogačar al Giro dell'Emilia e a giocarsi in volata il Lombardia. Da quel momento i due si erano a malapena sfiorati, perché lo sloveno è diventato imbattibile per tutti e lo spagnolo è stato raramente competitivo fuori dalla Vuelta, limitato anche da qualche problema fisico. Rimarrà un episodio anomalo su una salita molto particolare, ma è lecito porsi una domanda: Tadej ha fatto male i calcoli, attaccando troppo presto o gestendosi troppo una volta rimasto solo, oppure, per una volta, ha avuto un calo di prestazione?

La Vuelta 2026, la cronaca della sesta tappa

Ci sono altri due ritiri nelle fasi iniziali della tappa: si fermano sia Markel Beloki (EF Education-EasyPost) che Josh Tarling. “La coraggiosa Vuelta di Josh Tarling è finita, avendo deciso di fermarsi. Non possiamo essere più orgogliosi”, è il comunicato della Netcompany INEOS. Il gallese aveva chiuso al terzo posto nella cronometro di apertura a Monaco, una settimana dopo la morte del fratello Finlay alla Volta a Portugal.

C'è grande lotta per portare via la fuga fin dalla partenza di Alcossebre, ma nessuno riesce a portare via il gruppo giusto sui primi due gpm di giornata, il Puerto de la Serratella (14.1 km al 4%) e il Coll de la Bandereta (4.6 km al 6.6%). I primi quattro a sganciarsi sono Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious), George Bennett (NSN Cycling Team), Andreas Kron (Uno-X Mobility) e Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), poi raggiunti da altri dodici uomini: Carlos Canal (Movistar), Wout Van Aert (Team Visma Lease a Bike), Tom Gloag (Pinarello Q36.5 Pro Cycling), Pello Bilbao (Bahrain-Victorious), Patrick Konrad (Lidl-Trek), Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Vincenzo Albanese (EF Education-EasyPost), Hannes Wilksch (Tudor Pro Cycling), José Manuel Díaz (Burgos Burpellet BH), Lars Craps (Lotto-Intermarché) e Urko Berrade (Equipo Kern Pharma). 

Alle loro spalle nasce per un attimo un secondo gruppo in cui si infilano anche la maglia bianca di Oscar Onley (Netcompany INEOS) e soprattutto la rossa di Tadej Pogačar, che chiaramente non può prendere vantaggio. A quel punto diventa fin troppo facile per il UAE Team Emirates-XRG prendere la testa del gruppo e il controllo della corsa, senza mai concedere un grande margine ai fuggitivi. Díaz allunga per prendere i punti al gpm dell'Alto del Desierto de las Palmas (7.5 km al 5.1%), ma c'è poca convinzione tra gli uomini davanti.

Il distacco cala gradualmente sul ritmo dei compagni della maglia rossa, partendo da João Almeida, Pavel Sivakov e Kevin Vermaerke per arrivare a Jay Vine sulle prime pendenze dure del Puerto El Bartolo. Davanti ci provano Kron e Craps e rimangono con loro Buitrago, Debruyne, Garofoli, Díaz e Berrade, ma il distacco è già sceso sotto il minuto prima di arrviare allo sterrato. Ci arriva da solo Tadej Pogačar, che dopo il lavoro di Pablo Torres accelera e si porta dietro inizialmente Onley, Primož Roglič (Red Bull-BORA-hansgrohe), Enric Mas (Movistar) e Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), poi solo la maglia bianca e infine stacca anche lo scozzese e va a caccia di Debruyne, l'unico fuggitivo rimasto davanti.

Mentre la maglia rossa prende vantaggio e si invola verso un'altra vittoria, Mas si avvantaggia sugli altri, Gall rientra di passo su Roglič mentre Onley subisce il fuorigiri e si stacca insieme a Carapaz. Nell'ultimssima parte dello sterrato, avviene quello che nessuno avrebbe mai pensato di vedere: Pogačar inizia a perdere secondi e viene ripreso da Enric Mas, che fa un recupero clamoroso e riesce addirittura a passare davanti al gpm, dove ci sono anche 6" di abbuono.

Il momento in cui Mas raggiunge Pogačar in salita ©UAE Team Emirates-XRG
Il momento in cui Mas raggiunge Pogačar in salita ©UAE Team Emirates-XRG

Il capitano della Movistar conosce evidentemente molto bene le strade, si mette davanti a fa segno a Pogačar di non forzare in discesa. Lo sloveno decide comunque di sorpassarlo all'interno, ma sbaglia una curva e rischia di cadere, riuscendo comunque a salvarsi. A quel punto i due procedono insieme, una scena impensabile dopo il Lombardia 2022, l'ultima corsa di un giorno con più di 3500 metri di dislivello che il campione del mondo ha visto solo in volata.

Dietro Gall e Roglič riprendono un notevolissimo Debruyne, si avvicinano fino a 15" ma non riescono mai a rientrare, venendo anzi raggiunti da Carapaz e Harold Tejada (XDS Astana). Onley invece è un minuto più dietro, ripreso da Sepp Kuss (Team Visma Lease a Bike), Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), Cristián Rodríguez (XDS Astana Team) e Clément Berthet (Groupama-FDJ United). La collaborazione tra gli inseguitori non è ottimale come nel duo di testa, perché Mas ha tutto l'interesse a tirare in pianura per fare gap sui rivali per il podio, pur essendo nettamente battuto per la vittoria di tappa.

Lo spagnolo si mette a ruota solo all'ultimo chilometro, in attesa del momento giusto per provare a sorprendere Pogačar, che però rimane sempre in controllo, lancia lo sprint appena l'avversario si alza sui pedali e vince nettamente. È la sua terza vittoria di tappa in questa Vuelta, la seconda in maglia rossa, ma la prima in una volata ristretta. Mas ora è secondo con margine su tutti gli altri: Debruyne vince la volata del secondo gruppetto a 46", togliendo gli abbuoni a Carapaz, Roglič e Gall (che ne aveva presi 2" in cima alla salita). Arriva a 1'38" il grupetto con Skjelmose, Kuss e Onley.

Pogačar guida la classifica generale con 3'34" su Mas, 4'21" su Roglič, 4'50" su Carapaz e 4'55" su Gall, mentre Onley conserva la maglia bianca solamente per tre secondi nei confronti di Debruyne, che guadagna quattro posizioni e rientra tra i primi dieci, così come Tejada. Ne esce invece Jarno Widar (Lotto Intermarché), che era andato in difficoltà già a inizio salita e arriva nel gruppetto a 3'48" in cui ci sono diversi reduci dalla fuga e anche Mattia Gaffuri (Team Picnic PostNL), ventesimo. Domani potrebbe esserci più spazio per gli attaccanti sull'arrivo in salita di Valdelinares.

Pogačar batte Mas in volata: i risultati

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