Lorenzo Finn domina la cronoscalata e sale in cima al Tour de l'Avenir
L'italiano della Red Bull-BORA batte di 34" Ugo Fabries e di 58" l'ex leader Driesen e va in maglia gialla. Bravo e Ramírez a oltre un minuto

La prima tappa aveva già scosso la classifica e lo aveva messo in una posizione privilegiata, il primo test in salita conferma tutte le aspettative. Lorenzo Finn vince, anzi stravince, la cronoscalata al Col de Pierre Carrée ed è il nuovo leader del Tour de l'Avenir, con un grande margine su tutti gli avversari alla vigilia delle due tappe di montagna conclusive. Dopo tre giorni in cui Niels Driesen e Kasper Haugland si sono passati e restiuiti il simbolo del primato, il campione del mondo U23 si lascia tutti alle spalle con una prestazione notevolissima anche dal punto di vista numerico, non solo rapportata ai suoi avversari in corsa. A questo livello c'è sempre un po' più di spazio per i colpi di scena, ma i valori parlano chiaro: c'è un abisso tra l'italiano della Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies e la concorrenza.
Tour de l'Avenir 2026, Lorenzo Finn vince la cronoscalata
L'unica cronometro di questa edizione è anche la prima tappa disegnata per gli uomini di classifica. Si parte da Les Carroz d'Araches, stazione turistica dell'Alta Savoia, e si sale subito verso il Col de Pierre Carrée, per un totale di 11.5 chilometri al 6.4% di pendenza media, tutta piuttosto regolare.
Partito per terzultimo in base all'ordine di classifica, Finn fa la differenza fin da subito e dopo 5.5 fa già registrare un intermedio migliore di 18" rispetto a quello di Henrique Bravo (Soudal Quick-Step Development Team), che in quel momento aveva il miglior tempo provvisorio. Il brasiliano fa 7" meglio di Mateo Ramírez (UAE Team Emirates Gen Z), che era stato il suo rivale per il secondo posto al Giro Next Gen, e si tiene dietro anche Elliot Rowe e Matisse Van Kerckhove (Team Visma Lease a Bike Development). Il suo crono viene migliorato di oltre un minuto dal 25'47" di Finn, che vince nettamente la sua prima tappa in carriera all'Avenir.
Gli unici a pagare meno di un minuto rispetto all'italiano sono Ugo Fabries (UAE Team Emirates Gen Z), secondo a 34", e l'ex maglia gialla Niels Driesen (Lotto-Groupe Wanty), terzo a 58". Davanti a Bravo c'è anche Matteo Vanhuffel (Development Team Picnic PostNL), quarto a 1'06". Completano la top ten di tappa Jan Huber (Tudor Pro Cycling U23) e Rémi Arsac (Groupama-FDJ United CT), mentre Kasper Haugland (Decathlon CMA CGM Development Team) è tredicesimo a 1'36" e resta sul podio della generale.

La nuova classifica
I distacchi di oggi sono gli stessi che Driesen e Haugland accusano ora nei confronti di Finn, arrivato insieme a loro nella prima tappa, non essendoci secondi di abbuono al traguardo nelle tappe in linea. Il belga è dunque l'unico corridore che arriva con meno di un minuto di ritardo dal grande favorito alla vigilia delle due tappe di montagna. Vanhuffel è quarto a 1'42", davanti a Juan Diego Quintero (Netcompany INEOS Racing Academy), Fabries e Matteo Scalco (XDS Astana Development Team), settimo a 2'19". A 2'38" c'è Jurgen Zommermand, compagno di squadra di Vanhuffel, mentre sia Bravo che Ramírez sono fuori dai primi dieci e a oltre tre minuti dalla maglia gialla.
Domani si riparte da Châtillon-sur-Cluses per la tappa più dura: da Sallanches si sale subito verso Megève e poi al Col de Saises (13.4 km al 5.2%), la prima di tre salite categorizzate. La Cormet de Roseland (19.8 km al 6%) è solo l'antipasto per l'ascesa finale al Col de l'Iseran, con il traguardo posizionato a quota 2759 metri per concludere una frazione da quasi 5000 metri di dislivello in 149 chilometri e senza un metro di pianura.