La vittoria di Niels Driesen ©Tour de l'Avenir
La vittoria di Niels Driesen ©Tour de l'Avenir

Il Tour de l'Avenir 2026 è appena iniziato, ma per molti potrebbe essere già finito. Una prima tappa movimentata ma sulla carta non eccessivamente dura diventa già determinate per la classifica generale finale, a causa del meteo avverso e degli attacchi di Lorenzo Mark Finn. Il campione del mondo è emerso di forza da un gruppetto che era riuscito ad avvantaggiarsi su tutti gli altri, quando il forte vento ha spezzato in due in peloton, portandosi dietro solo Niels Driesen e Kasper Haugland. Nello sprint a tre si è imposto il belga della Lotto-Groupe Wanty, che dall'anno prossimo passerà alla Pinarello Q36.5, ma il grande favorito per il successo finale può considerarsi a sua volta vincitore sul traguardo di Argentan.

Lorenzo Finn alla presentazione con i compagni ©Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies
Lorenzo Finn alla presentazione con i compagni ©Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies

Tour de l'Avenir 2026, la cronaca della prima tappa

Si parte con una tappa di 152 chilometri interamente in Normandia, con partenza da Caen e arrivo ad Argentan in un circuito da ripetere tre volte, caratterizzato da tre passaggi sulla Côte de Crennes (900 metri al 7.7%), di cui l'ultimo a 6.5 chilometri dal traguardo. Pochissime le difficoltà altimetriche nei primi cento chilometri, in cui si forma una fuga di quattro: all'attacco Soan Ruesche (Groupama-FDJ United CT), Matthew Dodd (INEOS Grenadiers Racing Academy), Kade Kreikemeier (Stati Uniti) e Dawid Lewandowski (Polonia). 

Alle spalle dei fuggitivi, la corsa si accende e il gruppo si spezza già a 85 chilometri dall'arrivo. Tra i diciotto che riescono ad avvantaggiarsi spicca la maglia iridata di Lorenzo Finn, accompagnato da Michiel Mouris e Davide Donati (Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies). Con loro anche Matteo Scalco e Simone Zanini (XDS Astana Development Team), Viktor Soenens (Soudal Quick-Step Devo Team), Niels Driesen (Lotto-Groupe Wanty), Kasper Haugland, Liam Van Bylen e Théopile Vassal (Decathlon CMA CGM Development), Diego Casagrande (Tudor Pro Cycling Team U23), Victor Loulergue (Groupama-FDJ United CT), Matteo Vanhuffel, Jurgen Zommermand e Thom van der Werff (Development Team Picnic PostNL), Miguel Ángel Marín (EF Education-Aevolo), Nicolas Milesi e Juan Diego Quintero (INEOS Grenadiers Racing Academy). 

Questo gruppo riesce a rientrare sulla fuga ai -39, mentre dietro c'è la nazionale francese a tirare per cercare di ridurre il distacco, salito oltre i cinquanta secondi. La loro azione viene rallentata da una caduta di Arthur Blaise, mentre tutte le altre squadre non riescono ad organizzarsi a sufficienza per proporre qualcosa. Davanti Finn attacca sulla terzultima Côte de Crennes, seguito solo da Haugland, Loulergue, Driesen e Marín. Il campione del mondo deve logicamente incaricarsi della gran parte del lavoro, portandosi tutti dietro fino all'ultimo strappo. Il resto della fuga insegue a 25", mentre la seconda parte del gruppo scivola a 1'30", mentre Henrique Bravo (Soudal Quick-Step) perde ulteriore tempo per una caduta.

Solo Haugland e Driesen riescono a seguire Finn anche sull'ultima salita, e a quel punto anche il belga fiuta il grande salto in classifica e va davanti per un paio di cambi, pur lasciando che sia il grande favorito a fare la maggior parte del lavoro. Haugland può invece approfittare della situazione, rimanere a ruota e aspetta il momento giusto, chiudendo anche sull'ultimo tentativo di Finn ai 500 metri. Il campione norvegese lascia lo sprint ai 200 metri, ma Driesen ha uno spunto migliore dopo una corsa così dura, prendendosi la prima maglia di leader e negando quella che sarebbe stata una clamorosa doppietta al vincitore della prima tappa del Giro Next Gen. 

I tre davanti arrivano con 29" su Marín, riuscito a resistere al rientro del resto della fuga. Donati regola allo sprint il gruppo a 36", mentre ancora più dietro c'è un quintetto con Mauro Cuylits (Lotto-Groupe Wanty), Riccardo Lorello (Italia), Ben Wiggins (Hagens Berman Jayco), Ugo Fabries (UAE Team Emirates Gen Z) e Gustave Blanc (Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies). A 1'56" il grosso del gruppo, compreso Bravo, mentre Aubin Sparfel (Decathlon CMA CGM Development Team) arriva a 2'59". I distacchi già importantissimi, ma probabilmente non cambieranno nella tappa di domani, che probabilmente si deciderà in volata.

Driesen vince la prima tappa, terzo Finn: i risultati

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