Il trentaquattresimo numero di Muri è appena arrivato nella vostra casella di posta con due pezzi che parlano, ciascuno a modo suo, di cambiamenti di direzione: quello di un'azienda che torna alle origini dopo un secolo, e quello di un continente che aspetta di essere attraversato su due ruote. Per iscrivervi, basta cliccare qui.

Prima del rombo c'era una bicicletta. Cosa resta di Ducati senza il motore?

Il primo pezzo parte da una mostra diffusa per le strade di Bologna, allestita per celebrare il centenario di Ducati: moto, livree storiche, vittorie. E poi, quasi senza preavviso, una bicicletta. Un oggetto che a prima vista sembra fuori posto, e che invece racconta l'inizio di tutto. Prima delle moto, prima di Borgo Panigale, prima del bicilindrico a L, Ducati era un'azienda che cercava soluzioni. E la prima soluzione che trovò per rimettere in moto un'Italia distrutta dalla guerra fu il Cucciolo: un piccolo motore da 48 cc da applicare a una normale bicicletta. Il pezzo ricostruisce quella storia e poi salta in avanti, fino al 2026, quando Ducati ha presentato una gamma di biciclette da strada, gravel ed e-MTB sviluppata in collaborazione con il Gruppo Zecchetto. Una bicicletta però non è una motocicletta a cui si toglie il motore, e il pezzo ragiona su cosa rimanga davvero di Ducati quando il rombo scompare. La risposta è meno scontata di quanto ci si aspetti…

© Ducati UK via X
© Ducati UK via X

Voliamo con le bici in Canada: 30.000 chilometri nella natura selvaggia

Trans Canada Trail ©tctrail.ca
Trans Canada Trail ©tctrail.ca

Il secondo pezzo, di Silvia Cannas Simontacchi, arriva in occasione dei Campionati del Mondo UCI di Montréal, ma si focalizza sulla rassega iridata. Racconta piuttosto di un Canada da attraversare: la Trans Canada Trail, oltre 30.000 chilometri di sentieri che collegano tutte le province e i territori del Paese, dalla Route verte del Québec al Great Lakes Waterfront Trail in Ontario, dalle vecchie ferrovie dismesse della Prince Edward Island ai parchi nazionali dove si pedala in territori frequentati da orsi e lupi. Non una ciclabile continua, ma una rete sconfinata di possibilità, da scegliere in base alla stagione, alla bici e alla propria autonomia. I Mondiali di Montréal, in fondo, possono essere solo una buona scusa per cominciare.

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