Primož Roglič vince l'europeo 22026 a cronometro ©Getty Images / gregacuderman
Primož Roglič vince l'europeo 22026 a cronometro ©Getty Images / gregacuderman

Se a 36 anni, dopo aver vinto un Giro, quattro Vuelta, un oro olimpico e aver sfiorato il traguardo più prestigioso di tutti, qualcuno avesse detto a Primož Roglič che il prossimo grande titolo della sua carriera sarebbe arrivato in una cronometro europea, davanti al pubblico di casa, probabilmente gli avrebbe sorriso. E invece eccoci qui: il vecchio leone sloveno ha trovato un'altra montagna da scalare e l'ha conquistata a modo suo, soffrendo fino all'ultimo metro.. Davanti al pubblico di casa, il fuoriclasse sloveno ha battuto Bruno Armirail di sette secondi, conquistando il titolo continentale contro il tempo.

Il contesto, peraltro, aveva tolto dalla contesa alcuni dei nomi più pesanti. Remco Evenepoel, campione europeo in carica dopo il successo di domenica nella prova in linea nonché vincitore uscente della specialità, aveva scelto di non partecipare in vista del Giro di Lombardia. Assente anche Filippo Ganna, due volte campione del mondo della specialità, la lotta per la maglia stellata sembrava così aperta a un gruppo di inseguitori guidato da Stefan Küng, Armirail, Jakob Söderqvist, Ilan Van Wilder, Iván Romeo e, naturalmente, dal padrone di casa Roglič.

E proprio il padrone di casa ha trasformato una cronometro che sembrava poter premiare diversi pretendenti in una piccola favola slovena. Non è stato però un dominio dall'inizio alla fine: Armirail ha costruito una prova solidissima, ha fatto segnare il miglior tempo all'arrivo e ha costretto Roglič a spremersi fino all'ultimo metro. Il margine, alla fine, è stato di appena sette secondi.

Sul terzo gradino del podio è salito invece Maxime Decomble, 21 anni, sorprendente medaglia di bronzo davanti a Van Wilder e Küng, mentre per i colori azzurri Marco Frigo si è ritagliato un posto in top ten, in settima piazza. Per Roglič è il primo titolo europeo della carriera, conquistato davanti al pubblico di casa e a pochi giorni dal decimo posto nella prova in linea che aveva visto Evenepoel laurearsi campione d'Europa.

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La cronometro si è disputata interamente a Šenčur, su 22,11 chilometri. Il tracciato prevedeva una prima parte molto veloce ma caratterizzata dalla salita di Mozjanca, il punto intermedio principale della prova, e un secondo tratto più favorevole agli specialisti capaci di mantenere alta la velocità fino al traguardo. Proprio la gestione della salita e dei chilometri conclusivi si è rivelata decisiva.

I primi tempi interessanti sono arrivati con Tiago Antunes (Portogallo), che ha fissato un primo riferimento in 29'44". Ma già al passaggio sulla Mozjanca alcuni dei favoriti hanno iniziato a fare la differenza. Ilan Van Wilder (Belgio), terzo al Mondiale dello scorso anno, ha stabilito un tempo molto competitivo, subito migliorato da Bruno Armirail (Francia), più veloce di tre secondi.

Nel frattempo erano partiti anche Sjoerd Bax (Paesi Bassi), Felix Großschartner (Austria) e altri dei corridori attesi alla vigilia. Bax ha però perso parecchio terreno proprio sulla salita, compromettendo già lì le proprie ambizioni.

Roglič mette le ali sulla Mozjanca

Quando è passato Roglič, la cronometro ha improvvisamente cambiato padrone. Lo sloveno ha fatto segnare un tempo intermedio impressionante: tredici secondi meglio di Armirail sulla sommità della Mozjanca. Un margine enorme considerando che Stefan Küng (Svizzera) era già a trenta secondi e Jakob Söderqvist (Svezia) a trentacinque.

Primož Roglič vince l'europeo 22026 a cronometro ©Getty Images / gregacuderman
Primož Roglič vince l'europeo 22026 a cronometro ©Getty Images / gregacuderman

La partita sembrava dunque indirizzata verso il titolo del padrone di casa, ma Armirail aveva ancora qualcosa da dire. Il francese ha gestito alla perfezione la seconda parte della prova, senza perdere terreno e anzi raggiungendo e superando Mauro Schmid (Svizzera) lungo il percorso.

Armirail è arrivato al traguardo con il tempo di 28'23", abbassando nettamente il precedente riferimento di Maxime Decomble (Francia), che aveva chiuso 22 secondi più lentamente. Il giovane francese, primo anno tra i professionisti, si era così inserito sorprendentemente nella lotta per il podio.

Roglič, invece, al secondo rilevamento aveva visto il proprio vantaggio ridursi a nove secondi. L'impresa era tutt'altro che completata: dopo una prima metà di gara straordinaria, lo sloveno doveva ancora difendersi dalla rimonta di Armirail.

Roglič resiste fino all'ultimo metro

Negli ultimi chilometri il padrone di casa ha però trovato le energie per tenere duro. Armirail aveva costruito una cronometro praticamente perfetta, ma Roglič non ha ceduto. Ha continuato a spingere fino alla linea d'arrivo, arrivando a Šenčur con sette secondi di vantaggio sul francese.

Il tempo di 28'16" gli è bastato per conquistare il titolo europeo, facendo esplodere il pubblico sloveno. Armirail si è dovuto accontentare dell'argento, mentre la sorpresa più grande è arrivata da Decomble, che ha difeso il terzo posto con 29 secondi di ritardo.

Ilan Van Wilder ha chiuso quarto a 33 secondi, davanti a Küng, quinto a 35". Sesto Kasper Asgreen (Danimarca), mentre Marco Frigo (Italia) ha disputato una buona prova chiudendo settimo a 55 secondi dal vincitore. Ottavo Söderqvist, nono Callum Thornley (Gran Bretagna) e decimo Iván Romeo (Spagna).

A 36 anni, dopo una carriera iniziata nel triathlon e proseguita attraverso vittorie al Giro, alla Vuelta e al Tour, Roglič ha aggiunto così un altro capitolo alla propria storia: quello del campione europeo a cronometro, davanti alla sua gente.

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