Altimetria 7a tappa

Per la 7a tappa si torna in montagna e pure ad alta quota, con un tracciato che però non presenta difficoltà trascendentali che possono effettivamente modificare la classifica della Vuelta a España 2026. Ad ogni modo non sarà un inutile unipuerto, ma una frazione con poca pianura e qualche tratto ripido che può risultare divertente da seguire quantomeno per il successo di tappa. Il tracciato ricalca in parte quello della tappa in cui Kuss nel 2023 andò in maglia roja in una fuga bidone, chissà che non possa avvenire la stessa cosa. I primi 10 km sono già ondulati, poi dopo quasi 10 km pianeggianti si incontra la salita al Coll de Pau (6.8 km al 2.7%, max 10%). Altri saliscendi precedono la lunga salita al Puerto El Remolcador (ben più lunga del dato ufficiale, 14.2 km al 4.5%, con brevi passaggi in doppia cifra). Segue senza respiro l'Alto de Zucaina (5.5 km al 5.1%, max 9%), dopo il quale si resta in altopiano per circa 10 km. Dopo la discesa, a 66.4 km dall'arrivo, comincia una lunga ascesa fino al traguardo divisa per gradoni. Innanzitutto si sale fino alla Diga di Arenoso (3.5 km al 3.8%, max 9%) e si incontra un'altra salitella (1.2 km al 5.5%) costeggiando il lago. Quindi si incontra il Puerto Fuente de Rubielos (6 km al 6.3%; irregolare, con almeno due lunghi tratti in doppia cifra, max 12%), primo momento importante della corsa, dopo il quale non ci sarà discesa ma un tratto in altopiano con ulteriori ondulazioni fino allo scollinamento sull'altura di Maya (5.3 km al 3%, con tratti di discesa; max 9%). Poco dopo inizia la salita al Puerto de San Rafael (11.1 km al 4.3%, divisi tra: un primo troncone di 5 km al 4.6%, max 10%; 4 km di falsopiano; un ultimo tratto di circa 2 km al 7%) separata da soli 3.5 km di discesa dall'imbocco di quella finale alla stazione sciistica di Valdelinares: se si toglie l'ultimo km pianeggiante, la salita vera e propria si misura in 8.8 km al 6.5%; un primo tratto duro di circa 3 km all'8% (max 11%) finisce a 5 km dal traguardo; dopo quasi 2 km agevoli la pendenza aumenta di nuovo per 2.2 km all'8.3% (max 12%) prima dei 900 metri conclusivi facilissimi, prima addirittura in lieve discesa, poi in falsopiano verso l'arrivo (tra il 2 e il 4%).
 

Le salite

Dettaglio salite

 

Gli ultimi km

Dettaglio salita finale

 

Fari puntati su…

Tadej Pogačar (UAE Team Emirates - XRG) continua sicuramente ad avere la corsa in pugno, anche se l'imprevista rimonta di un brillantissimo Enric Mas (Movistar Team) ha gettato improvvisamente molte ombre sullo sloveno, molte più di quante effettivamente se ne dovrebbero mettere in conto. Il fatto che, come si accennava, parte del tracciato coincide con quello della tappa che arrivava al Pico del Buitre nel 2023 - in cui Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike) non solo arrivò primo, ma indossò la prima maglia rossa della Vuelta che poi lo vide vincitore - aiuta a farsi qualche fantasia ottimistica sull'andamento della tappa.

Non necessariamente deve essere di nuovo l'americano ad infilarsi nella fuga del mattino o comunque inventarsi qualcosa. Magari Ramses Debruyne (Alpecin - Premier Tech), che più o meno ha già tentato questa mossa verso Castellò, risalendo molte posizioni, anche se ha già dichiarato di non puntare alla classifica. Viceversa potrebbero farlo uomini che sullo sterrato di el Bartolo hanno accusato maggiormente e ora potrebbero avere voglia di rivalsa, come Mattias Skjelmose (Lidl - Trek) e Jarno Widar (Lotto Intermarché). Oppure qualcuno che non ha mai avuto particolari momenti di crisi ma è naturalmente predisposto all'attacco come Richard Carapaz (EF Education - EasyPost).

Se invece cerchiamo qualcuno di veloce che possa vincere su un traguardo del genere, Primož Roglič (Red Bull - BORA - hansgrohe) rimane un'ottima scelta, sempre ricordandoci che non ha più l'esplosività di qualche anno fa. Ma ovviamente occhi aperti anche su Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) e Oscar Onley (Netcompany INEOS), a tratti molto brillanti in queste prime giornate.

Già guardandosi subito più dietro in classifica è lecito attendersi azioni da lontano, chiaramente non pensando a Pogacar ma ad una posizione di rincalzo. È il caso di Harold Tejada e Cristián Rodríguez (XDS Astana Team), Clément Berthet (Groupama - FDJ United) o Jakob Omrzel (Bahrain - Victorious). Sempre in fuga, ma estranei alle logiche di classifica, possiamo attenderci altri scalatori Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM Team), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Raúl García Pierna e Pablo Castrillo (Movistar Team), Santiago Buitrago e Pello Bilbao (Bahrain - Victorious), Carlos Rodriguez (Netcompany INEOS), Mikel Landa, Valentin Paret-Peintre, Mauri Vansevenant, Filippo Zana e Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Iván Ramiro Sosa (Equipo Kern Pharma) e ovviamente Lorenzo Fortunato (XDS Astana Team) a caccia di nuovi punti per la classifica degli scalatori.

 

Vuelta a España 2026, gli orari della settima tappa

Il via ufficiale verrà dato alle 13:40 mentre l'arrivo è previsto tra le 17:15 e le 17:45. La tappa sarà trasmessa su Eurosport e Discovery+ (dalle 13:30 alle 18:15).

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