Romain Grégoire vince la seconda tappa del Tour de Suisse 2026 © Cyclingnews/Getty Images
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Stoccata dalla fuga: Gregoire vince ancora al Tour de Suisse

I battistrada resistono al rientro di Vacek e Pogačar: il ventitreenne francese della Groupama coglie il suo secondo successo nella corsa elvetica

18.06.2026 18:14

Poteva essere uno dei favoriti di oggi e non ha deluso le aspettative: Romain Grégoire (Groupama-FDJ) vince la seconda tappa del Tour de Suisse 2026 con una lunga volata al termine di una fuga tenuta sempre a tiro dal gruppo, dove la UAE Team Emirates voleva fare la tappa per Jhonatan Narvaez. I bianconeri ci hanno provato sulle due salite finali, dove persino Tadej Pogačar ha tirato per l'ecuadoriano, finendo per staccarlo, di passo, proprio sull'ultima ascesa. Nonostante una folle rincorsa e una gestione non proprio impeccabile da parte dei battistrada, Grégoire è riuscito a esultare sul traguardo dove, tra i superstiti della fuga, sono arrivati anche Pogačar e Mathias Vacek (Lidl-Trek), unico in grado di reggere il ritmo dello sloveno in salita. Sul podio di giornata anche lo spagnolo Marcel Camprubì (Pinarello Q36.5) e Bart Lemmen (Visma-Lease a Bike). Pogačar rimane saldamente in giallo dopo aver anche guadagnato qualche secondo grazie all'azione nel finale.

Tour de Suisse 2026, la cronaca della seconda tappa

Frazione di 157.7km con partenza e arrivo a Locarno: dopo una decina di km in pianura si sale al GPM di Monte Ceneri (5.2km al 6.4%, max 10%) per raggiungere Lugano e tornare indietro con un breve circuito, affrontando la salita di Porza (3.8km al 4.4%, irregolare, max 10%) e di nuovo Monte Ceneri al contrario (10km di falsopiano prima di 1.8km al 5%). Seguono oltre 80km di fondovalle, con i due sprint intermedi di Lodrino, prima delle due brevi salite finali. In rapida successione si sale ai GPM di Fanghi (3.6km al 7%, max 9%) e Orselina da Via Consiglio Mezzano (1.4km all'8.9%, max 12%). Dalla fine della discesa mancheranno poco più di 5km al traguardo.

I primi allunghi arrivano già su Monte Ceneri, dove provano a muoversi sei uomini, ai quali si aggiungono poi anche Lenny Martinez, Mikel Landa ed Enric Mas. Questo tentativo si esaurisce però quando siamo ancora in salita: è infatti Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step) a passare per primo al GPM. Dopo una fase confusa, a 40km dall'inizio della tappa riescono ad avvantaggiarsi 14 uomini: Emiel Verstrynge (Alpecin Premier Tech), Afonso Eulalio (Bahrain-Victorious), Ewen Costiou e Romain Grégoire (Groupama-FDJ), Bauke Mollema (Lidl-Trek), Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Finlay Pickering (Jayco AlUla), Chris Hamilton (PicNic-PostNL), Bart Lemmen (Visma-Lease a Bike), Marco Schrettl (XDS Astana), Milan Vader con Marcel Camprubì e Fred Right (Pinarello Q36.5), Julian Alaphilippe (Tudor). In gruppo controlla la UAE Team Emirates del leader della corsa Tadej Pogačar interessata, però, a fare la tappa per Jhonatan Narvaez: il massimo vantaggio dei battistrada non sarà infatti mai superiore ai 3'.

Gli uomini in fuga non contestano i due sprint intermedi Tissot di Lodrino né quello di Cugnasco, vinto da Grégoire. Ai piedi della salita di Fanghi, a 17km dal traguardo, il vantaggio della fuga è di 1'45": prima Costiou, poi Pickering provano a tenere alta l'andatura della testa della corsa, mentre in gruppo è Richard Carapaz a farsi vedere davanti. Subito, però, gli uomini della UAE prendono in mano la situazione, scandendo un ritmo piuttosto forte con Brandon McNulty. Nei pressi dello scollinamento scattano prima Eulalio, poi Verstrynge, selezionando il gruppetto dei battistrada: rimangono in sette (Verstrynge, Lemmen, Camprubì, Zana, Eulalio, Pickering, Grégoire) e il belga chiede agli altri di girare, ma il gruppo guidato da Tadej Pogačar sta rapidamente richiudendo.

Dopo una discesa molto tecnica, subito si riprende a salire: Lemmen prende di petto l'ascesa in via Consiglio Mezzano, staccando Eulalio; dal gruppo intanto prova a partire proprio Jhonatan Narvaez: sull'ecuadoriano richiude Mathias Vacek con Pogačar a ruota. I tre fanno il vuoto e il campione del mondo si mette in testa, impostando un passo che però stacca proprio il suo compagno di squadra: a questo punto Pogačar ha via libera e inizia, con la collaborazione di Vacek, l'inseguimento ai battistrada a poco meno di 10km dal traguardo. Il gap arriva sui 13" ai meno 2km per i sei di testa, con Vacek, Pogačar ed Eulalio (recuperato dai due per la via) che sembrano poter tornare sotto prima dell'ultima curva a gomito, negli ultimi 300m. La mossa decisiva arriva, però, dalla testa della corsa: subito dopo la svolta parte secco Romain Grégoire, che prende un paio di biciclette di vantaggio su tutti gli altri e può arrivare a braccia alzate sul traguardo. Infruttuosa la rincorsa di Bart Lemmen, che viene superato per la seconda posizione da Marcel Camprubì.

Mathias Vacek sul traguardo della seconda tappa del Tour de Suisse 2026 © Domestique/CorVos
Mathias Vacek sul traguardo della seconda tappa del Tour de Suisse 2026 © Domestique/CorVos

Tour de Suisse, i risultati: seconda vittoria in Svizzera per Gregoire

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