Isaac Del Toro vince sul Plateau de Solaison © Tour Auvergne-Rhône-Alpes
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Isaac Del Toro che studiava per diventare Isaac Del Tour

Il messicano vince il Tour Auvergne - Rhône-Alpes con un nuovo assolo irresistibile. Ayuso e Tuckwell, podio da leoni. Ritiro Seixas, débâcle Jorgenson

14.06.2026 18:28

Il Delfinato 2026 era destinato - oltre che ad essere ricordato con un altro nome - a vedere in trionfo il più giovane vincitore della sua storia. Quasi tutti - ammettiamolo - pensavano che quel vincitore avrebbe potuto essere Paul Seixas, e invece è stato Isaac Del Toro, a cui bastano quei miserelli 22 anni e mezzo per prendersi questo piccolo record. Seixas invece si è ritirato.

Detta così parrebbe una cosa brutta, e invece non di controprestazione si trattò, per quanto riguarda il 19enne che sta facendo sognare di sé la Francia. Purtroppo il buon Paul è caduto ieri, poi ha portato a termine la tappa perdendo terreno e soffrendo molto, ma comunque salvandosi in qualche modo (era ancora sesto in classifica). Oggi le botte subite hanno presentato un conto ancora più esoso per il ragazzino, per cui a un certo punto, già staccato dai migliori a una vita dal traguardo, ha deciso di fermarsi, predisponendosi a qualche giorno di stop per recuperare e finalizzare poi la preparazione per il Tour de France.

Un Tour a cui Isaac Del Toro parteciperà nelle vesti di alter ego di Tadej Pogacar, panni che andrebbero strettissimi a chiunque ma certo non a un tipetto che solo quest'anno ha vinto Tirreno e Delfinato (lo UAE Tour vale molto meno), dopo che - lo ricordiamo - nel 2025 si tolse lo sfizio di regalare un Giro… Tanto sfrontato quanto sventato, Del Toro pare da sempre fortissimo, ma ora abbiamo anche dei riscontri netti: guardate i distacchi inflitti oggi in nove chilometri di attacco nella tappa conclusiva del Tour Auvergne - Rhône Alpes (il Delfinato di cui sopra). Un attacco che ha fruttato al messicano la seconda vittoria di tappa consecutiva e la conseguente affermazione in classifica. Un doppio colpo da maestro.

E un modo di vincere - sicurezza di sé a livelli sicumera - che avrà innescato qualche pensierino proprio in quel Tadej Pogacar che tra qualche settimana dovrà (o dovrebbe?) avvalersi del supporto del centramericano sulle strade della Boucle. Ma uno così forte e così positivo nel mood può davvero fare il gregario o non gli verrà per caso qualche grillo per la testa?

Sia ieri che oggi alle spalle di Del Toro si è piazzato Juan Ayuso, in entrambi i casi un po' declinante col proseguire dell'azione (ieri è stato superato da Isaac partito dopo, oggi quasi raggiunto da Johannessen che pure aveva staccato in precedenza), ma ad ogni modo competitivo a un livello che ci sembra abbastanza coerente con quello che lo spagnolo ci ha fatto vedere in queste ultime stagioni. Ci sarà, lotterà, stringerà i denti, ma inevitabilmente perderà, e da più di qualcuno: questo il suo Tour, nel quale però almeno una vittoria di tappa e una top five in classifica rappresentano un obiettivo non solo realistico ma pure raggiungibile.

Tour Auvergne - Rhône-Alpes 2026, la cronaca dell'ultima tappa

Ottava e ultima tappa al Tour Auvergne - Rhône-Alpes 2026, la Beaufort-Plateau de Solaison (lunga 120.1 km e con quattro belle salite) era il terzo arrivo in quota di fila. La fuga del giorno è stata innescata sul Col du Pré (prima ascesa di giornata) da Laurens De Plus (Netcompany INEOS), al quale si sono poi accodati il compagno Carlos Rodríguez, Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United), Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), Valentin Paret-Peintre (Soudal QUick-Step), Harold Tejada (XDS Astana), Léo Bisiaux (Decathlon CMA CGM) e per ultimi, sulla discesa del Pré, Geoffrey Bouchard (TotalEnergies) e Kévin Vauquelin (Netcompany).

Il drappello ha guadagnato un paio di minuti sul gruppo, che però ha subito stretto i cordoni, dato che tra UAE Emirates-XRG e Lidl-Trek a far trenate era chiaro l'interesse dei big a tenere chiusa la corsa. Chi attaccava, chi inseguiva, ma pure chi soffriva: Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious) e soprattutto Paul Seixas (Decathlon) sono stati due ritiri che hanno fatto rumore. In particolare il giovanissimo francese, senza dubbio il più atteso in gara, ha pagato le botte patite nella caduta di ieri, e ha preferito salire in ammiraglia dopo essersi staccato sul Col du Pré. Tra meno di un mese c'è il Tour, non ha senso - avran pensato Paul e i suoi - forzare al Delfinato, e - aggiungiamo noi - non c'è fretta di far cose, tantopiù a 19 anni.

Sulla Montée de Bisanne, seconda salita di giornata, il drappello di testa ha perso Vauquelin, Bisiaux e Bouchard, mentre dal gruppo Pello Bilbao (Bahrain) ha tentato una sortita a circa 80 km dalla fine. Braz Afonso ha fatto il pieno di punti Gpm per assicurarsi la maglia a pois già detenuta, quindi ai -60 - dopo lungo inseguimento - Bisiaux e Vauquelin son riusciti a rientrare davanti. A questo punto il plotone aveva lasciato un po' più di margine, sicché si è arrivati al vantaggio massimo di 2'25".

Isaac Del Toro sul podio del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 tra Luke Tuckwell e Juan Ayuso © Tour Auvergne-Rhône-Alpes
Isaac Del Toro sul podio del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 tra Luke Tuckwell e Juan Ayuso © Tour Auvergne-Rhône-Alpes

Del Toro, un assolo che zittisce tutti gli avversari

Sul Col des Aravis la Lidl si è messa in testa al gruppo in modalità trattore, riducendo via via il drappello a 30 unità, e abbattendo il ritardo dai primi: solo 40" al Gpm ai -47. Un margine rimasto invariato fino ai piedi del Plateau de Solaison, ultima salita della corsa. Qui ai -11 Paret-Peintre ha rotto l'equilibrio tra i primi mentre in gruppo la UAE raccoglieva dalla Visma-Lease a Bike (attiva nei chilometri precedenti) l'incarico di tirare per tutti.

Valentin (che è di queste parti e ci teneva a far bene) è stato raggiunto da Rodríguez ma la fuga era ormai al lumicino. Così come al lumicino era Luke Tuckwell (Red Bull-BORA-Hansgrohe), maglia gialla un po' occasionale che aveva sperato di resistere in cima al TARA ma che a nove chilometri e mezzo dalla fine della corsa ha dovuto far i conti con l'amara realtà: un'amara realtà che gli diceva “non reggi il ritmo che gli UAE fanno per preparare l'attacco di Isaac Del Toro, come pensi di poter fronteggiare l'attacco di Del Toro?”. In nessun modo, infatti: gara sfuggita lì per il giovane australiano.

Il citato - annunciatissimo - attacco di Del Toro è andato in scena ai -9. Nel giro di 300 metri il messicano ha raggiunto Paret-Peintre e Rodríguez, mentre immediatamente alle spalle Matteo Jorgenson (Visma), supportato da Ben Tulett, condivideva coi Lidl Juan Ayuso e Mattias Skjelmose e con Tobias Johannessen (Uno-X Mobility) un destino di rincorse.

Ai -8 Del Toro ha mollato i due che erano con lui e a quel punto vantava già 40" su Tuckwell (il gruppo Ayuso era a 20"), dei 49 che pagava in classifica stamattina (mentre Jorgenson era secondo a 42" dal leader). Ai -6, quando il vantaggio di Isaac aveva superato i 40", ecco che Juan Ayuso ha deciso di partire a propria volta, sperando di indovinare i tempi meglio rispetto al Grand Colombier di ieri, o quantomeno provando a insidiare il secondo posto in classifica (virtuale sin lì) di Jorgenson.

Quanto all'americano, la sua giornata doveva ancora volgere al peggio. Perché mentre Del Toro era sempre più irraggiungibile per tutti, mentre Ayuso col suo contropiede andava a guadagnare decine di secondi sugli altri, ecco che a un certo punto Tuckwell, benissimo supportato dal compagno Maxim van Gils, e con Cian Uijtdebroeks (Movistar) sempre al mozzo, ha smesso di perdere terreno; la cosa per Jorgenson s'è fatta incresciosa quando, a 2 km dalla fine, Skjelmose e Johannessen l'hanno staccato.

Johannessen si è concesso ancora una sparata all'ultimo chilometro che gli ha quasi permesso di riprendere la scia di Ayuso, ma ormai quel che doveva succedere era successo: Del Toro vincitore con 1' su Ayuso, 1'02" su Hohannessen, 1'31" su Skjelmose, arrivato con Cristián Rodríguez (XDS). A 1'43" il gruppetto Tuckwell-Jorgenson.

Il tutto per una classifica con Isaac Del Toro primo con 54" su Tuckwell, 1'17" su Ayuso, 1'36" su Jorgenson che perde due posizioni e il podio in un colpo solo. Più indietro Johannessen, quinto a 1'46", e Skjelmose, sesto a 2'41". Solo tre italiani hanno concluso la corsa, citiamoli: Simone Velasco (XDS), Edoardo Affini (Visma) e Matteo Trentin (Tudor).

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Marco Grassi
Giornalista in prova, ciclista mai sbocciato, musicista mancato, comunista disperato. Per il resto, tutto ok!