Tadej Pogacar e Wout van Aert alla Parigi-Roubaix 2026 ©Dario Belingheri/Getty Images
Tadej Pogacar e Wout van Aert alla Parigi-Roubaix 2026 ©Dario Belingheri/Getty Images

Tadej Pogačar ha già tracciato la rotta per i prossimi due anni. Intervenuto al podcast Tour 202 di RTV SLO, il campione sloveno ha elencato con precisione i traguardi che lo motivano: la Parigi-Roubaix 2027, un nuovo titolo mondiale, un'altra corsa a tappe e le Olimpiadi di Los Angeles 2028.

La Roubaix, l'unica Monumento che manca

La Parigi-Roubaix resta l'obiettivo principale. È l'unica delle cinque Monumento del ciclismo che ancora non figura nel palmarès di Pogačar. "Per il 2027, il grande obiettivo rimane la Parigi-Roubaix. Poi, voglio vincere un altro Mondiale. E anche un'altra corsa a tappe." Lo sloveno ha già sfiorato il successo nell'Inferno del Nord in due occasioni. Nel 2025, al debutto, si era classificato secondo alle spalle di Mathieu van der Poel dopo una caduta nel finale. Nel 2026 è stato battuto allo sprint sul velodromo da Wout van Aert. Vincere significherebbe entrare nel gruppo ristretto dei corridori capaci di imporsi in tutti e cinque i Monumenti: un'impresa riuscita soltanto a Rik Van Looy, Eddy Merckx e Roger De Vlaeminck. Nella primavera del 2026, Pogačar ha conquistato anche la Milano-Sanremo, dopo molta preparazione specifica sul tracciato del finale in Liguria. "La Sanremo di quest'anno penso di non averla ancora veramente realizzata, non ho ancora capito fino in fondo di essere riuscito a vincerla. Probabilmente lo capirò l'anno prossimo, a gennaio o febbraio, quando non dovrò più andare a Sanremo un giorno sì e uno no, attraversando tutti gli ingorghi in bicicletta e rischiando la vita per allenarmi sulla Cipressa e sul Poggio.

Probabilmente a gennaio o febbraio realizzerò di aver finalmente vinto quella gara e di non dover più rischiare così tanto, né allenarmi così tanto da quelle parti, perché non mi piace proprio andarci. È abbastanza vicino a dove vivo, ma non mi piace andarci perché è sulla costa e la strada per arrivarci è spesso piena di automobili, motociclisti e ciclisti. Preferisco pedalare in Francia. Quindi, sì, l'anno prossimo avrò un allenamento specifico in meno e probabilmente sarà allora che realizzerò di aver vinto la Sanremo."

Los Angeles 2028, un obiettivo personale che può creare tensioni con la squadra

Oltre alle classiche e ai Mondiali, Pogačar ha confermato che i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 rientrano tra le sue priorità. “Quello che mi è rimasto da vincere sono ovviamente le Olimpiadi. Ma si disputano ogni quattro anni e bisogna riuscire a costruire un buon programma di gare per tutta la stagione, essere in forma anche quando quella gara magari non rientra perfettamente negli interessi della squadra. È quindi molto difficile combinare tutto, ma queste sono le mie ambizioni e penso che naturalmente la squadra ne terrà conto e si adatterà.E poi, naturalmente, qualche altra gara di una settimana e, ovviamente, la Roubaix rimane uno dei grandi obiettivi che ho."

Wout van Aert accanto a Tadej Pogačar  alla Parigi-Roubaix 2026 © A.S.O. / Billy Ceusters
Wout van Aert accanto a Tadej Pogačar  alla Parigi-Roubaix 2026 © A.S.O. / Billy Ceusters

Matteo Trentin

Lo sloveno ha anche parlato di quando è stato compagno di Matteo Trentin: “Matteo Trentin? Quando è arrivato per la prima volta nella nostra squadra ero un po' scettico nei suoi confronti. Devo ammetterlo, gliel'ho anche detto. Adesso lo dico: non bisogna mai giudicare le persone, non bisogna giudicare un libro dalla copertina. E vale anche nel ciclismo. Spesso vedi qualcuno a una gara e pensi: ‘Questo proprio non mi piace’. Poi lo conosci. È arrivato in squadra e alla fine siamo diventati ottimi amici.

All'inizio pensavo: ‘Ma a cosa mi serve lui?’. Invece grazie a lui ho imparato davvero tantissimo. Era un eccellente capitano in corsa, un corridore di altissimo livello per le classiche. Per fare un paragone comprensibile agli sloveni, in squadra era un po' come Matej Mohorič: esperienza, intelligenza e una sorta di mentore all'interno della squadra."

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