Jasper Philipsen vince la Copenaghen Sprint 2026 ©Luc Claessen - Getty
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Copenhagen Sprint a Philipsen, una maxi-caduta elimina Merlier e Groenewegen

Una massiccia caduta a 19 chilometri dal traguardo stravolge il finale e mette fuori dai giochi i due top sprinter. Philipsen domina il rush conclusivo e torna al successo dopo tre mesi

La seconda edizione della Copenhagen Sprint è andata a Jasper Philipsen, che con la vittoria di oggi conquista la terza vittoria stagionale e la sessantesima in carriera, in una corsa che oltre alle caratteristiche di velocista puro richiedeva abilità nel muoversi nel circuito cittadino e, per come si è sviluppata, la destrezza (e la fortuna, perché no) di sfruttare la caduta che è avvenuta a 19 chilometri dall'arrivo e di muoversi in modo aggressivo sulle ruote degli avversari per trovare la posizione migliore, rimasto essenzialmente senza squadra nei chilometri conclusivi.

È l'identikit perfetto del belga di Mol, che da un paio di stagioni detiene il primato di miglior velocista del lotto, trono spartito con Jonathan Milan, Tim Merlier e persino Biniam Girmay, ma che dalla sua parte ha l'abilità di muoversi nel caos molto meglio dei colleghi, benché ecceda spesso nella foga. Questa vittoria potrebbe essere di buon auspicio per il Tour de France, dove punta a riscattarsi dopo l'abbandono precoce della scorsa edizione. Con Milan oggi assente per non meglio precisati problemi (diversamente da quanto scritto ieri) i duelli nelle volate ad alta velocità vedranno protagonisti Philipsen e il connazionale Merlier, che promettono battaglie sul filo dei 70 chilometri all'ora.

Copenhagen Sprint 2026, la cronaca della corsa

La corsa si è svolta su un tracciato completamente pianeggiante di 228,2 chilometri, da Roskilde fino alla capitale danese. I primi 176 chilometri hanno proposto un lungo tratto in linea su strade spesso strette ed esposte al vento. Il finale è stato caratterizzato da cinque giri di un circuito cittadino di 10 chilometri a Copenaghen, con diciassette curve e diversi elementi legato al traffico urbano che hanno reso il conclusivo ancora più nervoso.

La corsa ha avuto inizio con un attacco di cinque corridori nei primi chilometri: Rune Herregodts (UAE Emirates-XRG), insieme ai danesi Anders Foldager (Jayco AlUla), William Blume Levy (Uno-X Mobility), Mads Andersen e Frederik Rodenberg (entrambi della nazionale danese). Il gruppo di testa ha guadagnato rapidamente terreno, toccando un vantaggio massimo di 3'30" dopo 40 km.

Il vantaggio dei fuggitivi si era mantenuto consistente nei primi 100 km, salvo poi attestarsi sempre tra il minuto e i 2' finché, Rodenberg si è rialzato dopo l'ultimo sprint intermedio, a circa 60 km dall'arrivo, lasciando solo quattro fuggitivi davanti. Nel frattempo, le squadre degli sprinter, in particolare Soudal Quick-Step e Red Bull-Bora-hansgrohe, guidavano l'inseguimento dal gruppo in vista della volata riportando il gap sotto il minuto.

All'ingresso nella capitale danese, il margine dei quattro battistrada si era ridotto a circa 20 secondi. A questo punto, a 19 chilometri dal traguardo, è avvenuto il colpo di scena: una massiccia caduta, innescata da un corridore che, arrotatosi con chi lo precedeva, è capitombolato sulle transenne, ha spaccato il gruppo. Il violento schianto ha messo fuori dai giochi diversi corridori di primo piano, fra cui Tim Merlier e Dylan Groenewegen, entrambi tagliati fuori dalla contesa per la vittoria proprio quando sembravano in una posizione ideale.

Mentre il caos regnava nel gruppo principale, gli inseguitori guidati da Groenewegen e Merlier hanno dovuto lottare per ricongiungersi alla testa della corsa. Nel frattempo, Alpecin-Premier Tech e Decathlon CMA CGM hanno intensificato gli sforzi nel gruppo ristretto di circa 30 corridori rimasti in testa. Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM) e Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) erano a questo punto i principali favoriti, supportati dai loro compagni di squadra.

Nella fase conclusiva, sul circuito urbano, i quattro fuggitivi hanno tentato disperatamente di resistere, ma a poco più di un chilometro dal traguardo è stata inevitabile il rientro del primo gruppo inseguitore, che contava ormai una ventina di unità. Anch Sam Welsford, pur senza compagni, è riuscito a prendere la ruota di Philipsen prepararsi allo sprint.

Nel rush conclusivo, la squadra di Andresen, o ciò che ne rimaneva, ha impostato il treno per la volata del suo capitano. Il danese è stato lanciato nella posizione migliore, ma Jasper Philipsen, con uno spunto notevole e la sua solita temerarietà, è riuscito a piazzarsi in ottima posizione alla sua ruota e poi a sorpassarlo negli ultimi cento metri. Il belga ha trovato lo spazio giusto e si è imposto con una progressione decisa, trovando il successo nel suo primo giorno di corsa dopo la Parigi-Roubaix Hauts de France di aprile.

Tobias Lund Andresen ha concluso secondo, mentre Sam Welsford (Netcompany INEOS) ha completato il podio al terzo posto. Tord Gudmestad (Decathlon CMA CGM ) ha chiuso quarto, seguito da Danny van Poppel (Red Bull-Bora-hansgrohe) quinto e Max Walscheid (Lidl-Trek) sesto. Il miglior italiano è stato Matteo Moschetti (Pinarello Q36.5), diciannovesimo.

Il podio della Copenhagen Sprint 2026 con Philipsen, Andresen e  Welsford ©Alpecin PremierTech
Il podio della Copenhagen Sprint 2026 con Philipsen, Andresen e  Welsford ©Alpecin PremierTech

Copenhagen Sprint 2026, l'ordine di arrivo

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Isaac Del Toro che studiava per diventare Isaac Del Tour