Volta Portugal, Pericas si riscatta a Geres e Guerin consolida il primato. Podio blindato?
Una grande tappa di montagna, con una salita inedita e spettacolare, è teatro del riscatto del giovane spagnolo della UAE, che trionfa contro il duo Anicolor. Grandi distacchi al traguardo.

Adriá Pericas porta la UAE ancora una volta al successo in questa stagione e in questa Volta a Portugal, con una dimostrazione di maturità atletica che conferma le aspettative nutrite da alcuni nei suoi confronti. Lo spagnolo si vendica del peccato di inesperienza avuto a Torre, quando lavorò troppo per inseguire Guerin e soffrì nel finale uscendo dai primi dieci. Oggi, il ventunenne è stato l'unico capace di mantenere le ruote dei primi due in classifica, la maglia gialla Alexis Guerin e il già vincitore di due edizioni della Volta, Artem Nych, in una settima tappa che si è dimostrata decisiva, inasprita dal caldo e da una salita inedita, l'Alto do Germil, con durezza superiore alle previsioni. Dietro di loro, quasi il vuoto. Pericas si prende il terzo gradino del podio e la classifica sembra quasi blindata dopo una manifestazione di superiorità dei primi tre, con il solo Pedro Silva (Boavista) dimostratosi realmente competitivo e capace di stare loro vicino.
Molti uomini - tra cui Juaristi, Peña, Gonzalez - dicono addio con oggi a ogni ambizione di classifica. Guerin perde qualche secondo negli abbuoni, ma il superamento della tappa di oggi con una prova solida è un tassello importante per la sua maglia gialla. Grande delusione per Tiago Antunes e la sua Efapel, ieri capaci di insidiare la maglia gialla su un terreno misto, ma respinto quando la strada sale, con un esito ancora più netto di quello avuto nell'arrivo in salita di Torre. Tuttavia, se non altro a causa dell'elevato numero di insoddisfatti e ancora in caccia di successi parziali o di un piazzamento migliore, c'è da aspettarsi nuovi tentativi ed azioni, già a partire dalla tappa di media difficoltà di domani.
La cronaca della settima tappa
153 chilometri di corsa su un terreno che si preannuncia di montagna pur non superando mai i 900 metri di quota, passando per un parco nazionale di particolare ricchezza faunistica e paesaggistica. Una prima salita di prima categoria, il gpm di Mata da Albergaira, da affrontare dopo 60 km, a seguire una lunga discesa alternata da falsopiani fino ad una salita inedita per la Volta: l'Alto de Germil. La salita è di 11 km al 6%, ma la pendenza media inganna, con tratti duri alternati da momenti di respiro, su un lastricato che moltiplica la fatica. Il gpm è collocato a 33 km dall'arrivo, seguito da una lunga discesa, molto tecnica nella prima parte. Negli ultimi 4 chilometri la strada torna a salire, con pendenze modeste, fino al traguardo di Termas do Geres, nota località naturalistica nell'interno portoghese.

Partono da Vieira do Minho 108 atleti, ma nuove defezioni si vedranno lungo la strada, tra difficoltà altimetriche e temperature prossime ai 35 gradi: sei ciclisti non concluderanno la tappa, mentre un gruppetto di altri sei, tra cui Luca Giaimi e il vincitore di due tappe Julius Johansen (UAE-XRG), arriveranno fuori tempo massimo.
Johansen è proprio il primo a cercare la fuga nelle fasi iniziali, insieme a Rúben Rodrigues (Boavista), ma il duo ´è presto ripreso, mentre Rui Oliveira (UAE) accumula punti nel traguardo volante posto al chilometro 25.
Si avvantaggiano in sette: Carlos Garcia Perna (Burgos-BH), il vincitore di ieri Xabier Isasa (Euskaltel), Joaquim Silva (Efapel), Ailetz Lasa (Tavira), Daniel Viegas (Aviludo), Rui Carvalho e Gaspar Gonçalves (GI Group-Simoldes).
La fuga tuttavia non prende vantaggio. Tante seconde linee, vicine in classifica, cercano l'occasione giusta per avvantaggiarsi. In particolare Fabio Costa (Boavista), decimo in classifica a 3' netti da Alexis Guerin, accelera ai piedi del primo GPM di giornata. Guadagna fino a oltre 1', ma la Anicolor controlla e quasi lo riprende allo scollinamento. Il gruppo si è ridotto a circa quindici unità e già in sofferenza Txomin Juaristi (Euskaltel) e altri uomini.
Lungo la discesa che porta alla salita decisiva, Fabio Costa torna a guadagnare, ma dietro il gruppo si ricompone di altre unità, le squadre si rafforzano e la Anicolor lo tiene a bagnomaria entro il minuto e trenta di ritardo.
Tante le possibili soluzioni tattiche, sull'Alto de Germil, ma la maglia gialla Guerin decide che la miglior difesa è l'attacco. Dopo il lavoro del compagno di squadra Ferreira, affronta ad alto ritmo le prime rampe sulla stradina in lastricato che forma il primo segmento di salita e porta con sè solo tre atleti: il compagno di squadra Artem Nych, Adriá Pericas (UAE) e Pedro Silva (Boavista), compagno di Costa nel frattempo ripreso. Restano indietro gli altri, a partire da Tiago Antunes (Efapel), mentre naufragano alcuni uomini vicini alla top ten come Jesús David Peña (Efapel). Tra i due gruppetti José Neves (GI Group-Simoldes).
Guerin fa il passo senza chiedere la collaborazione di Nych, Pericas sembra difendersi bene, Pedro Silva fa l'elastico e perde qualche metro. Dal gruppo dietro, che perde oltre 30", si sgancia il basco Jokin Murguialday (Euskaltel) che ha forze sufficienti per rientrare su Neves, ma il gruppo di testa ha più energie di tutti e continua a guadagnare.
Pedro Silva si stacca definitivamente. Passa per primo sul GPM di prima categoria Artem Nych (Anicolor). I distacchi sono impietosi per i rivali: 25" per Silva, 1'10" per Murguialday e Neves, 1'40" per il gruppetto con gli altri uomini di classifica. La discesa è molto tecnica nella sua prima parte, poi diventa pedalabile, e il duo Anicolor sembra trovare un accordo per collaborare insieme ad Adriá Pericas. I gruppetti alle loro spalle continuano a perdere inesorabilmente, mentre Pedro Silva quasi si ricongiunge con i tre al comando sul finire della discesa. La strada riprende a salire e l'andatura elevata sostenuta dal trio impedisce al portoghese di completare il recupero, sarebbe bastato un altro chilometro di discesa.

Nessun accordo per la vittoria, ma neanche nessun tentativo da parte degli Anicolor di mettere in difficoltà Pericas nell'avvicinamento. Si arriva ai 200 metri dal traguardo ed è volata, Nych cerca di superare lo spagnolo, ma Pericas resta saldamente al comando e può esultare, sia per la vittoria di tappa che per il terzo gradino del podio conquistato e, a tre giornate dalla fine, molto solido.
Silva arriva a 28", il duo Neves-Murguialday a 2'21", Tiago Antunes insieme a Carvalho addirittura a 3'26".
Guerin resta primo con 47" su Nych e 1'57" su Pericas, che a sua volta ipoteca la maglia bianca di miglior giovane. La maglia di miglior scalatore cambia titolare, passando anch'essa ad Alexis Guerin. Oliveira (UAE) consolida invece il suo primato nella classifica a punti.
La tappa di domani
Fino a domenica non ci saranno reali opportunità di tirare il fiato, per i novantasei uomini rimasti. L'ottava tappa partirà da Melgaço e arriverà, dopo 166 chilometri, a Fafe, appuntamento costante per la corsa portoghese. Non una giornata di montagna, ma le salite ci sono e la più insidiosa è collocata a soli 15 chilometri dal traguardo, 6 km al 6,3% medio, non una vera minaccia, ma ugualmente un'occasione per cercare di smuovere le acque e di avvantaggiarsi. Sarà possibile vedere gli uomini di classifica contendersi la vittoria, mentre potrebbe mantenere le ruote del gruppo anche qualche ruota veloce, in particolare Tomas Contte (Aviludo).