Ramazan Yilmaz, un pistard che sa vincere anche su strada
Dopo le medaglie ai Campionati Europei under 23 su pista, il turco ha trasformato i secondi posti del 2025 in vittorie. Al Tour of Samsun ha fatto en plein, conquistando tutte e quattro le tappe

Venticinquesimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Tour of Samsun, Clásica Azuero, Ronde van de Achterhoek, GP Stad Halle, GP de Plouay, GP d’Ongola, Tour de Bulgaria e Ramazan Yilmaz, dominatore del recente Tour of Samsun.
Le corse della settimana
Tour of Samsun

In Turchia si è disputato il Tour of Samsun, una corsa a tappe di quattro giorni, che lo scorso anno si chiamava Tour of Route Salvation. Al via erano presenti diciassette squadre: tredici Continental, tre formazioni dilettantistiche e una selezione nazionale dell’Arabia Saudita.
La prima tappa presentava un profilo prevalentemente pianeggiante, senza alcun GPM, nonostante la presenza di qualche strappetto. Come prevedibile, non c’è stata selezione e il gruppo è arrivato compatto alle fasi finali. La volata ha visto esultare uno dei corridori di casa, Ramazan Yilmaz (Konya Büyükşehir), che ha avuto la meglio sull’ex professionista Pierre Barbier (Terengganu) e sul compagno di squadra Mustafa Tarakci.
La seconda frazione era più impegnativa, con diversi strappi con pendenze da non sottovalutare e una salita lunga, ma più pedalabile. Quattordici uomini si sono avvantaggiati e sono riusciti a raggiungere il traguardo con circa 1’ di margine sul gruppo principale. Ramazan Yilmaz è rimasto del gruppo di testa e, nonostante, fosse privo di compagni di squadra, è rimasto freddo e ha vinto di nuovo. Il ventunenne, che ovviamente ha mantenuto la maglia di leader, ha battuto il campione nazionale canadese Jérôme Gauthier (Project Echelon) e il fratello d’arte Mewael Girmay (Istanbul).
La terza tappa aveva un profilo simile alla prima, con i pochi strappetti presenti sul percorso erano lontanissimi dal traguardo. Tutto è andato secondo pronostico: non c’è stata selezione e la volata di gruppo ha premiato il capoclassifica Ramazan Yilmaz. La Konya Büyükşehir ha festeggiato la doppietta con Mustafa Tarakci, mentre il podio di giornata è stato completato dal sudafricano Gustav Basson (Tshenolo).
Anche l’ultima frazione sorrideva ai velocisti. Era sì presente un GPM, ma si trattava di uno strappetto di poco conto, posizionato, tra l’altro, a più di 100 km dal traguardo. Ramazan Yilmaz si è confermato il mattatore della corsa e ha completato l’en plein. La Konya Büyükşehir ha centrato un’altra doppietta con Mustafa Tarakci, mentre al terzo posto si è piazzato lo statunitense Luke Elphingstone (Project Echelon).
Ramazan Yilmaz ha, ovviamente, conquistato il successo finale, la classifica a punti e quella riservata ai giovani. Sul podio della generale è stato accompagnato da Jérôme Gauthier e Mewael Girmay, staccati rispettivamente di 41” e 42”. Daniil Pronskiy (Vino-North Qazaqstan) è stato il re degli scalatori, mentre la graduatoria a squadre ha premiato la Muğla Büyükşehir.
Clásica Azuero

Dopo Gran Prix Panamá e Gran Prix Chitre, il calendario panamense ha proposto la Clásica Azuero, una corsa a tappe di due giorni. Al via della prova erano presenti dodici delle squadre già viste nelle corse precedenti: un ProTeam (la Solution Tech NIPPO Rali), tre Continental colombiane, sette formazioni dilettantistiche e la selezione nazionale del Belize.
La prima tappa era la più difficile: i primi 100 km erano quasi totalmente pianeggiante, ma negli ultimi 5 si saliva in maniera decisa, con gli ultimi 1500 metri che avevano una pendenza media superiore al 9%. Senza sorprese, la scalata finale è stata il giudice di giornata: Wilmar Paredes (Team Medellín-EPM), già vincitore del Gran Prix Chitre, si è avvantaggiato insieme a Santiago Garzón (GW Erco SportFitness) e se lo è tolto di ruota in volata, staccandolo di 2” e prendendosi, così, tappa e maglia. Óscar Fernández (Nu Colombia) ha completato il podio, con 16” di ritardo.
La seconda frazione aveva un profilo quasi completamente pianeggiante, ma presentava qualche strappetto negli ultimi chilometri, oltre a un finale che tendeva leggermente a salire. Nessuno è riuscito a sorprendere il gruppo ed è stata volata: dopo la clamorosa beffa del Gran Prix Panamá, Dušan Rajović (Solution Tech NIPPO Rali) si è preso la sua rivincita su Nicolas Gomez (GW Erco SportFitness), battendolo in maniera netta. Al terzo posto si è piazzato Derrick Chavarria (Nazionale Belize).
La classifica generale ha ricalcato l’ordine d’arrivo della prima tappa, con Wilmar Paredes che ha conquistato il successo finale (e la maglia a punti), con 17” su Santiago Garzón e 30” su Óscar Fernández. Felipe Bravo (GW Erco SportFitness), decimo, si è preso il titolo di miglior giovane.
Ronde van de Achterhoek

Nel weekend, nei Paesi Bassi, si è disputata la Ronde van de Achterhoek, corsa di un giorno entrata nel calendario UCI nel 2021. Al via della prova erano presenti ventuno squadre: dodici Continental e nove formazioni dilettantistiche.
Il percorso di gara era prevalentemente pianeggiante e le difficoltà erano rappresentate da ventitré settori di sterrato, l’ultimo dei quali era situato a poco più di trenta chilometri dall’arrivo. Dopo una prima parte di gara percorsa ad andatura forsennata, che ha selezionato molto il gruppo dei migliori, ai -60 Michiel Coppens (BEAT p/b Saxo) ha messo in atto il primo attacco davvero importante. Sul belga si sono riportati Steyn van der Veen (Metec-SOLARWATT) e Guillaume Visser (EEW-VDK). A 27 km dal traguardo, sette uomini si sono riportati su Coppens e Visser (Van Der Veen aveva dovuto alzare bandiera bianca molto prima, a causa di una caduta) e, poco dopo, sono rientrati altri corridori, che hanno portato a quattordici il numero dei battistrada. Nonostante alcuni tentativi di evitare la volata, il drappello si è ricompattato nel finale.
Pur partendo dalla coda del gruppetto, Roan Konings (Metec-SOLARWATT) ha sfoderato una grande volata, con cui ha rimontato Joshua Huppertz (Lotto-Kern Haus) negli ultimi metri, andando, così, a conquistare il suo secondo successo stagionale. Nonostante una tattica di gara molto dispendiosa, Guillaume Visser è riuscito a prendersi il terzo gradino del podio, lasciando a secco David Dekker (BEAT p/b Saxo), che è rimasto chiuso durante lo sprint, e Kasper Andersen (Swatt Club).
IXINA Classic-Grote Prijs van de Stad Halle

Nel weekend si è corso anche in Belgio, dove si è disputato il GP Stad Halle, che dall’anno scorso ha aggiunto Ixina Classic alla dicitura ufficiale. La corsa è entrata nel calendario internazionale nel 2024 e per la terza edizione vedeva al via ventiquattro squadre: un ProTeam di ciclocross (la Pauwels Sauzen-Altez Industriebouw), dieci Continental, dodici compagini dilettantistiche e una selezione della Vallonia.
Il percorso consisteva in sei giri di un circuito di circa 31 km comprendente diversi strappetti. La salita più impegnativa era il muro di Bruine Put, lungo appena 800 metri, ma che prevedeva punte al 14%. Una fuga di otto uomini ha caratterizzato la prima parte di gara e, dopo il ricongiungimento con il gruppo, ci sono stati altri attacchi. Nel finale si sono avvantaggiati in sette, ma in due hanno perso contatto poco prima dell’ultimo chilometro. Bogdan Zabelinskiy (Aarco) ha attaccato a 900 metri dal traguardo, ma la Van Rysel Roubaix era in superiorità numerica e ha scelto di sacrificare Louis Hardouin, che ha riportato gli altri su di lui ai 400 metri.
La volata per la vittoria ha dato ragione alla Continental francese, che ha conquistato la vittoria con Killian Théot, abile a uscire al momento giusto dalla ruota di Victor van de Putte (Lotto-Groupe Wanty). Niels de Clerck (Urbano-Vulsteke) ha chiuso al terzo posto, mentre ai piedi del podio hanno concluso Zabelinskiy, staccato di 3”, e un esultante Hardouin, cronometrato a 6”.
GP de Plouay

Il GP de Plouay, versione dilettantistica della Bretagne Classic-Ouest France, è arrivato alla quarta edizione come corsa UCI di categoria 1.2, dopo l’esordio del 2023. Al via erano presenti ventidue squadre: un ProTeam (la Polti VisitMalta), sette Continental e quattordici formazioni dilettantistiche.
Il percorso consisteva nel finale della Bretagne Classic, con sei giri di un circuito caratterizzato dagli strappi di Lezot e Ty Marrec. Su quest’ultima asperità, inoltre, erano previsti altri sette passaggi, prima di entrare nell’anello finale. A circa 30 km dal traguardo, i sette attaccanti di giornata, divenuti otto pochi chilometri prima, in seguito al rientro di Mavric Beaune (VC Rouen 76), sono stati ripresi dalla prima parte del gruppo, mentre il resto del plotone è rientrato poco più avanti. Lo stesso Beaune ha attaccato ai -18 insieme a Maxime Vezie (CIC Academy) e Nolann Mahoudo (VC Pays de Loudéac), ma l’azione dei tre è stata stoppata a 6 km dalla conclusione.
Nonostante altri attacchi, il gruppo si è presentato compatto sul traguardo e lo spunto migliore è stato quello di Tommaso Bessega (Polti VisitMalta). Il ventiduenne ha, quindi, conquistato il primo successo internazionale in carriera, battendo Nolann Mahoudo, che può recriminare per una condotta di gara troppo dispendiosa, e Hans Rullier (Mayenne-Monbana). Si sono, invece, fermati ai piedi del podio Alexis Pierre (Moyon Percy Manche) e Simon Baran (VC Villefranche Beaujolais).
Tour of Bulgaria

In settimana è andata in scena la settantatreesima edizione del Tour of Bulgaria, l’unica corsa del paese (campionati nazionali a parte) nel calendario UCI. Quest’anno erano al via sei Continental, nove formazioni dilettantistiche, la nazionale serba e una selezione regionale locale, per un totale di diciassette squadre.
La corsa si è aperta con una tappa piuttosto semplice, che, pur non essendo interamente pianeggiante, non presentava alcun GPM. Ventidue corridori hanno messo nel sacco il gruppo, anticipandolo di poco più di 1’ e giocandosi il successo in volata. Il più veloce è stato Mihajlo Stolić (Nazionale Serbia), primo leader della corsa, che ha battuto Giosuè Crescioli (Gallina Ecotek) e Riccardo Biondani (Gragnano).
Anche la seconda frazione non era particolarmente impegnativa, anche se gli ultimi chilometri tendevano costantemente a salire. Non c’è stata minimamente selezione ed è stata volata: il più forte è stato il polacco Ksawier Garnek (Mazowsze Serce Polski), che ha avuto la meglio sul capoclassifica Mihajlo Stolić, che ha conservato la leadership, e su Raffaele Veneri (Gallina Ecotek).
La terza tappa presentava il primo GPM della corsa nella prima metà del percorso, ma si trattava, comunque, di una salita tutt’altro che impossibile. Il gruppo è stato anticipato dal colpo da finisseur di Guillaume Haldimann (Humard VP), che ha preceduto Samuel Quaranta (Gragnano) e Evan Jullian (Martigues Sport). Mihajlo Stolić è rimasto in testa alla classifica.
La quarta frazione prevedeva una salita di ventuno chilometri (dalle pendenze non eccessive), la cui cima era situata a meno di 30 km dal traguardo. C’è stata grande selezione e davanti sono rimasti solo quattro uomini, che si sono giocati il successo allo sprint. Il più rapido è stato l’idolo di casa Martin Papanov (CYTO TRIGON), cha ha superato Antoni Muryj (Mazowsze Serce Polski), che si è consolato con la maglia di leader, e Simone Lucca (Gragnano).
L’ultima tappa presentava sette giri di un circuito di 13 km, caratterizzato da una salita di 3, da cui si usciva negli ultimi 10 km per il tratto in linea finale, privo di asperità. C’è stata una certa selezione, con trentacinque uomini rimasti al comando della corsa. Lo sprint del gruppo di testa ha premiato il belga Rutger Wouters (Hemus Troyan), bravo a mettersi alle spalle Riccardo Biondani e Stefan Verhoeff (Universe).
Antoni Muryj ha conquistato il successo finale (e la maglia di miglior giovane), con 2” su Simone Lucca, vincitore della classifica dei GPM, e 6” su Michele Bonometti (Gallina Ecotek). Jarri Stravers è stato il re degli sprint intermedi, mentre la graduatoria a squadre è andata alla Gallina Ecotek.
Le Continental tra i big

Le quattro Continental storiche francesi, la svizzera Elite Fondations, la svedese Lucky Sport e la neerlandese Azerion/Villa Valkenburg hanno preso parte al TPC en Nouvelle-Aquitaine, nuova denominazione del Tour Poitou-Charentes. Victor Papon ha regalato alla Nice Métropole Côte d'Azur una grande soddisfazione, conquistando un’altra maglia di miglior scalatore (quest’anno l’aveva già vinta all’Etoile de Bessèges e alla Quatre Jours de Dunkerque). La Van Rysel Roubaix, invece, ha ottenuto una bella top ten in classifica generale, grazie a Daniel Årnes, nono, e ha centrato anche il miglior risultato parziale, con il quinto posto di Joes Oosterlinck nella seconda frazione.
Le Continental statunitensi (tranne i Devo Teams) e la colombiana Nu Colombia hanno partecipato alla Philadelphia Cycling Classic, che tornava in calendario dopo dieci anni di assenza. In una corsa dominata dalle squadre WorldTour, la L39ION of Los Angeles ha centrato una bella top ten con l’esperto messicano Eder Frayre, che ha chiuso in ottava posizione.
Nell’ultimo periodo ci sono stati diversi movimenti di ciclomercato. In Italia, lo Swatt Club si è rinforzato con l’arrivo di Jack Rootkin-Gray, che nel biennio 2024-2025 aveva corso nel WorldTour, con la EF-Education EasyPost. Il neozelandese Edward Pawson, invece, aveva corso nel nostro paese nel 2024 (con la Rime-Drali): da allora era stato tesserato per formazioni dilettantistiche francesi, ma ora è tornato a livello UCI, con la thailandese Roojai Insurance Winspace.
Diversi arrivi in casa St.George, il più interessante dei quali sembra essere il giovanissimo Thomas Waites, attuale campione d’Oceania a cronometro under 23. Ufficializzato l’arrivo di una promessa anche in casa EF Education-Aevolo: si tratta di Beckam Drake, che ha fatto molto bene al Tour of the Gila di quest'anno. In Cina, la Huansheng-Vonoa si è accordata con Quinten Veling, vincitore del Tour de Serbie 2024. La guatemalteca Hino One La Red ha preso, invece, il colombiano Andrés Mancipe, che ha disputato molte gare in Italia tra il 2022 e il 2024.
Il ritratto della settimana: Ramazan Yilmaz

Vincere tutte le tappe di una corsa ciclistica è una grande impresa che non si verifica spesso: l’ultimo a riuscirci è stato Ramazan Yilmaz, che ha dominato il Tour of Samsun, aggiudicandosi le quattro frazioni, la classifica generale, quella a punti e quella riservata ai giovani. Il turco ha vinto le tre volate di gruppo, sfruttando la grande forza della sua squadra, la Konya Büyükşehir nell’esercizio (il suo compagno di squadra Mustafa Tarakci gli ha dato manforte con due secondi e un terzo posto), ma ha mostrato di non essere un semplice velocista, entrando nell’azione a quattordici che ha deciso la giornata più selettiva.
Prima dell’en plein al Tour of Samsun, il ventunenne aveva vinto solamente un’altra corsa internazionale: sempre in questa stagione, si era imposto nella seconda tappa del Tour of Antalya, gara in cui si era aggiudicato anche la classifica a punti, grazie a un secondo e un terzo posto in altre due frazioni. Aveva ottenuto anche due podi parziali al Tour of Mersin e la terza posizione al GP Alaiye. A inizio stagione ha vinto anche tre corse del calendario nazionale. Attualmente Yilmaz è il miglior pistard turco e quest’anno ha conquistato una prestigiosa medaglia di bronzo nell’omnium ai Campionati Europei under 23.
Proveniente da una famiglia di braccianti agricoli, Ramazan Yilmaz usava regolarmente la bici per andare a scuola. Si appassionò al ciclismo agonistico vedendo le squadre locali in allenamento e, a dodici anni, prese la sua prima licenza di gara. Nelle categorie giovanili fece incetta di titoli nazionali tra strada, pista e mountain bike. Nel 2019, a quattordici anni di età, riuscì nella ragguardevole impresa di salire sul podio in tutte le gare nazionali disputate.
Nel 2022 approdò tra gli juniores ed entrò subito nel giro della nazionale, partecipando ai Campionati Europei su strada. Ai campionati nazionali salì sul podio sia nella cronometro, in cui fu terzo, che nella prova in linea, che lo vide terminare al secondo posto. Ottenne le prime top ten in gare internazionali, chiudendo in nona posizione il Manavgat Side Junior, dopo essere stato sesto nella tappa a cronometro.
Nella stagione successiva conquistò il titolo turco a cronometro di categoria, piazzandosi anche terzo nella prova in linea. Si aggiudicò una frazione della Kırıkkale Road Race e due corse in Austria e partecipò per la prima volta ai Campionati del Mondo. Le cose migliori, però, le fece vedere su pista: il turco vinse ben cinque titoli ai Campionati dei Balcani e si portò a casa la medaglia d’argento nello scratch e il bronzo nella corsa a punti ai Campionati Europei.
Nel 2024, per il primo anno da under 23, firmò, un po’ a sorpresa, con la Continental slovena Adria Mobil. Partì benissimo, centrando la top ten alla sua prima corsa UCI, il GP Apollon Temple (in cui fu nono). In seguito, fu terzo al campionato nazionale a cronometro e decimo nella corsa in linea dei Campionati Balcanici. Partecipò alla prova under 23 dei Campionati Europei e al Presidential Tour of Türkiye. Nel calendario nazionale, invece, riuscì a vincere l'International Kleopatra Beach Criterium. Su pista, invece, fu quinto nell’eliminazione ai Campionati Europei di categoria.
Lo scorso anno è tornato in patria, firmando con la Konya Büyükşehir, la stessa società per cui correva da junior. Ha iniziato la stagione internazionale con un secondo posto al GP Antalya, ripetendo lo stesso piazzamento poco più di un mese dopo, al GP Apollon Temple. In seguito è stato secondo anche al campionato nazionale under 23 a cronometro e in una tappa del Tour of Route Salvation. Ha vinto a più riprese nel calendario nazionale, conquistando anche il titolo di campione turco della corsa in linea tra gli under 23.
La crescita di risultati di quest’anno non sorprende più di tanto: Ramazan Yilmaz ha solo ventuno anni e ha sicuramente margini di crescita importanti. Al momento non sembrano esserci voci di mercato sul suo conto, ma non bisogna dimenticare che anche nel 2027 sarà under 23. Il suo obiettivo a lungo termine è la partecipazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles e, viste le anticipazioni sul percorso della gara su strada, è probabile che punterà a esserci su pista. Per ora si è conquistato la qualificazione per i prossimi Campionati del Mondo della disciplina, in programma a metà ottobre. Al momento sta disputando il Tour of Istanbul, in cui potrebbero esserci due occasioni per le ruote veloci.