Mustafa Tarakci e Ramazan Yilmaz, le stelle della Konya Büyükşehir © Ozan Yavuz/Konya Büyükşehir
Mondo Continental

Konya Büyükşehir, il nuovo punto di riferimento del ciclismo turco

Grazie a due giovani velocisti locali, Mustafa Tarakci e Ramazan Yilmaz, la formazione turca sta oscurando le altre Continental del paese: sono già tre le vittorie internazionali nel 2026

18.03.2026 23:00

Sesto appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Tour of Antalya, Tour of Rhodes, Istrian Spring Tour e la Konya Büyükşehir Belediye Spor, la miglior Continental turca in questo inizio di stagione.

Le corse della settimana

Tour of Antalya

Il podio finale del Tour of Antalya
Il podio finale del Tour of Antalya © Henrique Bravo

In Turchia è andata in scena la sesta edizione del Tour of Antalya, corsa a tappe di quattro giorni, che tornava in calendario (scendendo di categoria) dopo l’assenza dello scorso anno. Al via erano presenti ventitré squadre: diciassette Continental, le selezioni nazionali di Azerbaigian, Kazakistan e Uzbekistan e tre formazioni dilettantistiche.

La gara si è aperta con una tappa quasi completamente pianeggiante, in cui era presente un GPM unicamente per assegnare la prima maglia di miglior scalatore. La prevedibile volata di gruppo ha premiato Aliaksei Shnyrko (Li Ning Star), che ha centrato la seconda vittoria stagionale. Il trentunenne, ovviamente primo leader della corsa, ha battuto Sergey Rostovtsev (Nazionale Uzbekistan) e Ramazan Yilmaz (Konya Büyükşehir).

La seconda frazione era ancora più semplice della precedente: era, infatti, totalmente priva di asperità, e non c'era nemmeno un GPM. Anche in questa occasione non ci sono state sorprese e l’esito è stato il più scontato, la volatona generale. A spuntarla è stato il padrone di casa Ramazan Yilmaz. Il ventunenne, al primo successo internazionale in carriera, si è messo alle spalle Lorenzo Cataldo (China Chermin) e Cameron Scott (Li Ning Star) ed è passato in testa alla classifica generale.

La terza era la tappa regina della corsa, con l’arrivo in quota di Saklikent. Negli ultimi 33 km, la strada saliva a gradoni ed erano presenti ben tre GPM. La Soudal-Quick Step Devo ha dominato con i suoi ragazzi terribili: il diciannovenne Henrique Bravo, già vincente al Tour du Rwanda, ha tagliato il traguardo in solitaria, con 18” di margine sul diciottenne José Said Cisneros, e si è impossessato della maglia di leader. A 24” dal brasiliano, l’esperto argentino Eduardo Sepúlveda (Li Ning Star) ha completato il podio di giornata.

L’ultima frazione era nuovamente favorevole ai velocisti: l’unica asperità di giornata era rappresentata da uno strappo di 1 km, situato ai -50. I grandi protagonisti del prevedibile sprint finale sono stati gli uzbeki della Bardiani CSF 7Saber, in gara con la loro nazionale: Sergey Rostovtsev ha ritrovato la vittoria dopo quasi due anni di digiuno, mentre Nikita Tsvetkov si è piazzato al terzo posto. In mezzo a loro si è inserito il solito Ramazan Yilmaz.

La classifica generale ha ricalcato l’ordine d’arrivo della tappa più impegnativa: Henrique Bravo ha conquistato il successo (e anche il titolo di miglior giovane della corsa), con 22” su José Said Cisneros, che si è preso la maglia dei GPM, e 28” su Eduardo Sepúlveda. La classifica a punti è andata a Ramazan Yilmaz, di gran lunga il velocista più costante, mentre la Soudal-Quick Step Devo si è aggiudicata, senza sorprese, la graduatoria a squadre.

Tour of Rhodes Powered by Rodos Palace

Il podio finale del Tour of Rhodes
Il podio finale del Tour of Rhodes © Nassos Triantafyllou/cyclingphotos.gr

Con il Tour of Rhodes Powered by Rodos Palace, corsa a tappe di quattro giorni, si è conclusa la sequenza di gare greche che ha caratterizzato gli ultimi tre weekend. Hanno preso il via venticinque squadre: un ProTeam (la Bardiani CSF 7Saber), diciannove Continental, quattro formazioni dilettantistiche e una selezione nazionale ellenica.

La gara si è aperta con un cronoprologo di appena 2 km, che tendeva leggermente all’insù. A far segnare il miglior tempo è stato Cameron Rogers, che ha regalato la prima storica vittoria alla INEOS Grenadiers Academy. Ad accompagnare il ventunenne sul podio di giornata sono stati l’italiano Matteo Scalco (XDS Astana Development), staccato di 3”, e il danese Sylvester Vittinghus Stokbro (AIRTOX-Carl Ras), che ha pagato 4”. 

La prima tappa presentava un percorso molto ondulato, con nove giri di un circuito ricco di strappetti e l’arrivo in leggera salita. Nonostante la poca pianura prevista, non c’è stata molta selezione e un gruppo forte di una novantina di corridori si è presentato compatto sul traguardo. La vittoria è andata ad Alexander Konychev (China Anta-Mentech), che si è messo alle spalle Reinardt Janse van Rensburg (Tshenolo) e Marco Manenti (Bardiani CSF 7Saber). Grazie agli abbuoni, l’ex professionista azzurro è passato in testa alla classifica generale.

Anche la seconda frazione proponeva un percorso con diverse asperità e, come nella giornata precedente, l’arrivo era in leggera salita (l’ultimo km aveva una pendenza di poco superiore al 5%). Anche in questo caso il gruppo si è presentato sostanzialmente compatto sulla rampa finale: il pubblico di casa ha potuto festeggiare il successo del campione nazionale Nikiforos Arvanitou (United Shipping), abile a superare Lorenzo Conforti (Bardiani CSF 7Saber) e Cameron Rogers, che, grazie all’abbuono, è tornato in possesso della maglia di leader.

L’ultima tappa era di gran lunga la più impegnativa, con due salite importanti negli ultimi 50 km, la seconda delle quali si concludeva ai -18 ed era seguita da una lunga discesa. Matteo Scalco è riuscito a fare la differenza e ha staccato tutti. Il corridore veneto ha tagliato il traguardo con 59” di margine su Adam Rafferty (Hagens Berman Jayco), Juan Felipe Rodriguez e Joshua Golliker (entrambi della EF Education-Aevolo).

L’ultima frazione è stata decisiva e Matteo Scalco ha conquistato il successo finale (e il titolo di miglior giovane), con 1’05” su Adam Rafferty e 1’14” su Juan Felipe Rodriguez. Fausto Valentin Penna (Lotto-Kern Haus) ha vinto la maglia dei GPM, mentre Maximilian Schmidbauer (Schwingshandl Intralogistics) è stato il re degli sprint intermedi. La EF Education-Aevolo, infine, si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

Istrian Spring Tour

Il podio dell'Istrian Spring Tour
Il podio dell'Istrian Spring Tour © Istrian Spring Trophies

Dopo UMAG Classic e POREČ Classic, si è disputata anche la terza prova del trittico di gare croate, l’Istrian Spring Tour, corsa a tappe di quattro giorni giunta alla quarantanovesima edizione. Al via erano presenti ventinove squadre: due ProTeams (la Solution Tech NIPPO Drali e la Modern Adventure), ventisei Continental e una formazione dilettantistica (la Gallina Ecotek Lucchini).

La gara si è aperta con un cronoprologo completamente pianeggiante di soli 1400 metri, che ha visto la vittoria di un giovanissimo italiano: a far segnare il miglior tempo è stato, infatti, il diciottenne Francesco Baruzzi (Visma|Lease a Bike Development). Il lombardo ha avuto la meglio, per questione di centesimi, su due suoi coetanei della Red Bull-BORA Rookies, Michiel Mouris, campione europeo e mondiale a cronometro fra gli juniores, e Alessio Magagnotti.

La prima tappa prevedeva un percorso di poco meno di 150 km, che presentava qualche strappetto, ma nulla di troppo impegnativo. Alla fine è stata volata e i devo teams hanno fatto ancora una volta la parte del leone: la Tudor U23 ha messo a segno una splendida doppietta, con Bruno Kessler vincitore davanti a Jesper Stiansen, mentre la UAE Team Emirates Gen Z ha completato il podio di giornata con Moritz Mauss. Grazie agli abbuoni, Kessler ha conquistato anche la maglia di leader.

La seconda frazione era la più impegnativa della corsa, con diverse asperità disseminate lungo il tracciato e l’arrivo posto in cima ad una salita di 3,5 km al 7% di pendenza media. La Visma|Lease a Bike Development ha conquistato un’altra vittoria, grazie a Matisse van Kerckhove, che è passato anche in testa alla classifica. Il belga ha tagliato il traguardo in solitaria, con 6” su Santiago Umba (Solution Tech NIPPO Drali) e 8” su Sebastian Putz (Red Bull-BORA Rookies).

L’ultima tappa non presentava grandi difficoltà altimetriche e aveva anche un chilometraggio abbastanza ridotto. Come prevedibile è stata volata e, ancora una volta, un devo team ha trionfato: ha festeggiato, infatti, la Red Bull-BORA Rookies, con Alessio Magagnotti. Il trentino ha preceduto l’esperto statunitense Scott McGill (Modern Adventure) e il giovane belga Matteo Vanden Wijngaert (UAE Team Emirates Gen Z).

Matisse van Kerckhove ha conquistato il successo finale (e la maglia dei GPM), con 16” su Sebastian Putz e 18” su Santiago Umba, e ha trascinato la Visma|Lease a Bike Development alla vittoria nella graduatoria a squadre. Alessio Magagnotti, infine, si è aggiudicato la classifica a punti.

Il ritratto della settimana: Konya Büyükşehir Belediye Spor

La Konya Büyükşehir Belediye Spor al Tour of Antalya
La Konya Büyükşehir Belediye Spor al Tour of Antalya © Ramazan Yilmaz

In Turchia, nel 2026, si sono già disputate cinque gare (per un totale di otto giorni di corsa) e si può già fare un primo bilancio delle Continental locali, che, rispetto agli anni scorsi, stanno trovando una concorrenza internazionale decisamente maggiore, sia numericamente che qualitativamente. Nonostante il livello si sia alzato notevolmente, la Konya Büyükşehir Belediye Spor sta facendo grandi cose e ha messo in ombra le altre compagini del paese. La formazione diretta da Ümi̇t Çökmen e dall’ex campione nazionale Miraç Kal ha già conquistato tre corse internazionali e altrettante nel calendario dilettantistico.

Il dato delle vittorie è una testimonianza importante del salto di qualità effettuato dalla squadra, che, in tre anni nella categoria Continental, aveva conquistato due titoli nazionali in linea e uno a cronometro, senza mai imporsi a livello internazionale. Il passo in avanti nei risultati è coinciso con la crescita dei giovani velocisti Mustafa Tarakci e Ramazan Yilmaz: il primo si è portato a casa il GP Antalya e il GP Apollon Temple e ha chiuso in seconda posizione il GP Alaiye; il secondo, invece, si è aggiudicato una frazione del Tour of Antalya (in cui ha vinto anche la classifica a punti) e tre gare dilettantistiche (Türkiye Kupasi 1 – Criterium, Alaiye GP Kriteryum e GP Pedalia Criterium), a cui ha aggiunto altri due podi di tappa al Tour of Antalya e il terzo posto al GP Alaiye.

In un paese in cui le squadre ciclistiche sono sovvenzionate dalle città, i successi di questa prima parte di stagione sono un motivo di grande orgoglio per l’intera Konya, che, almeno per il momento, ha strappato il titolo a Istanbul ed è tornata a essere il punto di riferimento per il ciclismo turco. Quindici anni fa, quando il paese registrò le prime Continental, proprio a Konya nacque la Torku Şekerspor, formazione che per otto anni ha raccolto tutto il meglio del ciclismo locale, prima di chiudere i battenti alla fine del 2018. Oltre al ritorno di un team UCI nel 2023, la città ha confermato il feeling con le due ruote, grazie alla costruzione del primo velodromo della Turchia (inaugurato nel 2022), che ha ospitato una prova della Coppa delle Nazioni lo scorso anno e i Campionati Europei di ciclismo su pista a febbraio.

La Konya Büyükşehir Belediye Spor conta quest’anno su un roster di dieci corridori, tutti turchi. La stella della squadra è Ramazan Yilmaz, che ha colto il primo successo internazionale in carriera al recente Tour of Antalya, dopo tre secondi posti centrati nel 2025. Il ventunenne è molto attivo anche su pista: campione nazionale della corsa a punti, ha vinto diversi titoli ai Campionati Balcanici ed è stato medagliato ai Campionati Europei juniores. È uno dei pochi turchi ad aver corso a livello internazionale con una squadra straniera: nel 2024, infatti, ha difeso i colori della slovena Adria Mobil.

L’altro corridore ad aver centrato il bersaglio grosso è Mustafa Tarakci, che ha vinto sia il GP Antalya che il GP Apollon Temple. Il ventenne ha fatto un grande salto in avanti in questa stagione, dato che fino al 2025, a livello internazionale, non era andato oltre un terzo posto in una tappa del Tour of Samsun 2025 e un quarto al GP Apollon Temple 2024. Come Yilmaz, è attivo anche su pista: plurimedagliato ai Campionati Balcanici, è il campione nazionale dell’omnium. 

Prima dell’esplosione dei due giovani velocisti, Burak Abay poteva essere considerato l’uomo più rappresentativo del team. Nel 2023 regalò il primo storico successo UCI al team, laureandosi campione nazionale in linea, e nella stessa stagione ottenne anche sei secondi posti. Ha trovato la via del successo anche lo scorso anno, quando ha vinto il titolo nazionale a cronometro. È stato il rappresentante della Turchia nella gara su strada ai Giochi Olimpici di Parigi.

Sebbene sia ancora abbastanza giovane, gli anni migliori di Batuhan Özgür sembrano ormai alle spalle. Il ventottenne ha conquistato ben sette successi internazionali tra il 2018 e il 2019, tra cui la classifica finale del Tour of Mevlana, ma dopo lo scoppio della pandemia non è più stato lo stesso. Anche lui, come Yilmaz, fa parte del ristretto gruppo di turchi ad aver corso per squadre straniere: alla fine del 2019 fu ingaggiato dai malesi della Sapura, mentre nel 2023 iniziò la stagione con la Sofer Savini Due di Stefano Giuliani.

I ventitreenni Ahmet Can Akpınar e Ali Egin hanno preso parte a tutte le gare internazionali disputate dal team nella prima parte di stagione, svolgendo principalmente compiti di gregariato. Il primo è comunque riuscito ad arrivare ottavo al GP Antalya, centrando, così, la terza top ten UCI in carriera, dopo il quarto posto al GP Altınkale 2024 e il sesto al campionato nazionale dello scorso anno. Il secondo, invece, è salito sul podio, in terza posizione, nella cronometro del campionato nazionale 2025, dopo i due titoli conquistati nella specialità tra gli under 23.

Muhammed Erkan ha raccolto diverse top ten UCI in carriera: in questa stagione, il ventiquattrenne si è piazzato al nono posto al GP Antalya, mentre lo scorso anno è stato terzo nella prova in linea dei campionati nazionali, in cui la Konya Büyükşehir mise a segno una clamorosa tripletta. Anche Mehmet Çiçek ha fatto molto bene al GP Antalya di quest’anno: il ventenne, quinto sul traguardo, ha centrato, così, la prima top ten internazionale della sua giovane carriera.

La rosa del team è completata da due uomini inattivi da diverso tempo, che non hanno ancora esordito in questa stagione: il ventitreenne Mesut Ipek ha gareggiato per l’ultima volta al Tour of Istanbul 2024, mentre l’ultima corsa internazionale del trentaquattrenne Mevlüt Erkan risale addirittura al 2011, quando difendeva i colori della Manisaspor.

Dopo un inizio di stagione brillante, la Konya Büyükşehir Belediye Spor proverà a continuare la sua striscia positiva nelle altre corse del calendario turco, anche se il prossimo appuntamento, il GP Syedra Ancient City, in programma il 28 marzo, è piuttosto impegnativo e poco adatto a velocisti come Yilmaz e Tarakci.

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