Presentato il percorso de La Vuelta Femenina 2026
Percorso che presenta i difetti classici della corsa maschile: l'assenza di cronometro si accompagna a due tappe chiuse da impennate terribili: tra queste debutta l'Angliru
La Vuelta a España al femminile mantiene lo schema di 7 tappe che saranno però tutte in linea. Il percorso de La Vuelta Femenina 2026 entusiasma meno dei precedenti come costruzione complessiva, nonostante l'attesissima scalata all'Angliru che chiuderà la corsa. Un po' come avviene nelle edizioni più vueltesche della gara maschile, abbondano tappe usuranti ma prive di vere asperità che non si capisce se siano o meno da volata, prima di due frazioni in montagna, destinate a svolgersi interamente su un'unica impennata conclusiva.
Le tappe nel dettaglio
Domenica 3 maggio - 1a tappa: Marin - Salvaterra de Miño (113 km)

La corsa si apre con una frazione molto mossa dove comunque non c'è da attendersi molto movimento. Nella parte centrale si superano numerose asperità tra le quali l'Aldo do Cruceiro (7.8 km al 4.4%) e l'Alto da Portela (3.6 km al 5.8%) ospitano i primi due GPM. Più leggera la seconda metà di gara, motivo per cui la tappa sembra favorevole alle velociste, ma il traguardo è in cima ad una breve salita che complica i pronostici.
Lunedì 4 maggio - 2a tappa: Lobios - San Cibrao das Viñas (109 km)

Tappa ancora più movimentata ma paradossalmente prima di GPM. Per tutto il tracciato si susseguono salite lunghe ma molto pedalabili, in mezzo ad altre più brevi. Il traguardo è posto poco dopo lo scollinamento di una salita abbastanza pedalabile (al momento non è chiaro quale sia perché non è stata pubblicata la planimetria, né alcun dettaglio della salita stessa). Frazione strana dove non ci sono pendenze per fare bagarre, ma senz'altro priva di pianura.
Martedì 5 maggio - 3a tappa: Padrón - A Coruña (121 km)

La terza tappa è più semplice, ancora una volta senza GPM, ma ancora una volta piuttosto movimentata. Il finale sul mare è un continuo susseguirsi di salitelle, ma gli ultimi km pianeggianti e l'assenza di grandi dislivelli sembra favorire le ruote veloci.
Mercoledì 6 maggio - 4a tappa: Monforte de Lemos - Antas de Ulla (115 km)

Ancora una frazione sulla falsariga delle precedenti. Apre un lungo susseguirsi di ondulazioni l'Alto de Oural (4.8 km al 5.1%). Più vicino al traguardo è l'Alto de A Vacariza (circa 5 km al 4.5%), cui segue un tratto saliscendi senza una vera discesa. Dopo Taboada è buono come trampolino un tratto di circa 1 km al 6% quando mancano 12 km al traguardo. Un altra salitella porta a Monterosso (1.2 km al 3.5%, media falsata da una breve discesa) a 5 km dall'arrivo, seguita da meno di 2 km in discesa e dagli ultimi 3 km prevalentemente in salita (si segnala un primo strappo di 600 metri al 6% e l'ultimo km al 3% di media).
Giovedì 7 maggio - 5a tappa: León - Astorga (119 km)

La quinta tappa è l'unica ad essere anche sulla carta per velociste. Le semplici asperità a metà percorso non preoccupano e gli ultimi 35 km pianeggianti (per di più quasi tutti con pendenza a favore) non lasciano molti dubbi sull'interpretazione della corsa.
Venerdì 8 maggio - 6a tappa: Gijón - Les Praeres/Nava (106 km)

Tappa fondamentalmente unipuerto anche se fin dall'inizio ci sono molte ondulazioni che aumentano l'affaticamento. A metà percorso la salita di La Curciada (9 km al 3.3%) conduce nelle fasi finali, dove si compie un ampio circuito prima di imboccare la salita finale. Qui si affrontano in seuquenza lo strappo di Fuensanta (900 metri al 7%), le salitelle di Pruneda (1.5 km al 3.3%) e Camàs (2 km al 5.5%) prima di risalire l'ultimo tratto vero la Curciada (circa 1.5 km al 5%). Dopo aver affrontanto lo strappo di Fuensanta per la seconda volta si esce dal circuito per andare ad imboccare la terribile rampa finale di Les Praeres (3.9 km al 12.9%; max 24%).
Sabato 9 maggio - 7a tappa: La Pola Llaviana - L'Angliru (132 km)

Anche il tappone finale rivolge tutte le sue attenzioni alla salita conclusiva. Nonostante sia la frazione più lunga e con il maggior numero di GPM, nessuna salita sembra in alcun modo offrire spunti tattici rilevanti, cosa complicata a prescindere quando l'arrivo è posto in cima all'Angliru. Nei primi km si supera l'Alto de Santo Emiliano (5.2 km al 5.8%, max 9%), cui seguono 50 km semplici di fondovalle e lievi ondulazioni. A metà corsa si torna a salire verso l'Alto de la Tejera (4 km al 4.7%, max 10%), seguito poi dal Puerto de Perlavia (3.5 km di falsopiano seguiti da una rampa di 1.7 km al 7.8%). Dopo una ripida discesa e un breve tratto di falsopiano si sale di nuovo per raggiungere l'Alto del Tenebredo (3.4 km al 9.4%, divisi da una breve discesa a metà in due rampe in doppia cifra con punte che sfiorano il 20%)la salita misura formalmente 12.4 km, ma di fatto inizia un po' prima; la pendenza media del 9.7% è peraltro falsata dal tratto in discesa che porta al traguardo (circa 500 metri al -4%). La salita inizia con un tratto di circa 5 km al 7.5% che apre le danze e a cui si arriva già inchiodati dalle salite precedenti; dopodiché alcune centinaia di metri quasi pianeggianti portano ai piedi dell'ultima impennata di circa 6.5 km al 13% e punte fino al 23%; il tratto più duro (1 km al 18%) termina a 2 km dal traguardo, poi la strada si ristabilizza su pendenze leggermente più umane (media 13%) per un km abbondante, fino a spianare poco dopo la flamme rouge. Una quindicina di km in fondovalle conduce ai piedi dell'Angliru: la salita misura formalmente 12.4 km, ma di fatto inizia un po' prima; la pendenza media del 9.7% è peraltro falsata dal tratto in discesa che porta al traguardo (circa 500 metri al -4%). La salita inizia con un tratto di circa 5 km al 7.5% che apre le danze e a cui si arriva già inchiodati dalle salite precedenti; dopodiché alcune centinaia di metri quasi pianeggianti portano ai piedi dell'ultima impennata di circa 6.5 km al 13% e punte fino al 23%; il tratto più duro (1 km al 18%) termina a 2 km dal traguardo, poi la strada si ristabilizza su pendenze leggermente più umane (media 13%) per un km abbondante, fino a spianare poco dopo la flamme rouge.
