
Al TARA ogni giorno una fuga finché vince pure Quinn Simmons
Tour Auvergne - Rhône-Alpes, lo statunitense s'impone su Finn Fisher-Black. Gruppo anticipato di un soffio, Alex Baudin resta in giallo
Dopo che per giorni abbiamo su queste colonne ironizzato e questionato sul ribattesimo del fu Delfinato, al quarto giorno ci sovvennero i 250 pixel di larghezza dello spazio di primo piano nella prima versione di Cicloweb, una gabbia fissa entro cui dovevamo far entrare titoli di due righi per i nostri articoli. Non facile impresa! Per cui prendemmo l'abitudine di rifugiarci nell'acronimo: ecco quindi venir fuori i vari JRO (Joaquín Rodríguez Oliver), SSG (Samuel Sánchez González), EBH (Edvald Boasson Hagen) e via andare in tutte le occasioni possibili.
Da quell'imprinting non ci siamo in realtà mai ripresi, per cui oggi - tra un MVDP e una ELB - ufficialmente possiamo ribattezzare il Tour Auvergne - Rhône-Alpes semplicemente TARA. Del resto se ci sono il TOTA (Tour of the Alps) e la CEGORR (Cadel Evans Great Ocean Road Race)…
Espletato questo fondamentale preambolo, possiamo passare a fare la tara al TARA, ovvero: quattro tappe, tre fughe, un percorso che ammicca agli attaccanti al punto che pure nella cronosquadre, da regolamento specifico, è stato sdegnato l'arrivo di gruppetto (se non altro i quattro di una stessa squadra che un tempo erano obbligati a tagliare il traguardo insieme), a favore della sparata del capitano. Ma la cronosquadre s'è disputata ieri e ne abbiamo diffusamente parlato. Di Quinn Simmons, invece, benché sia il vincitore odierno, non avevamo fin qui manco fatto il nome.
Tour Auvergne - Rhône-Alpes 2026, la cronaca della quarta tappa
167.4 km tra Le Puy-en-Velay e Montrond-les-Bains per la quarta frazione del Tour Auvergne - Rhône-Alpes 2026, terreno più che mai accidentato, finale in piano, insomma equilibrio quasi perfetto per le chance dei fuggitivi e dei velocisti. L'esito delle prime due tappe (vittorie degli attaccanti Alex Baudin e Anton Charmig) dava una cabala pro fuga, per cui un po' tutti hanno cercato di dar vita a un'azione potenzialmente buona. Ciò ha tenuto alto il ritmo della corsa e ha fatto sì che si dovessero aspettare 60 km per veder partire il drappello buono. C'è da dire che il vento contrario ha contribuito abbastanza a frenare più di un'azione.
I primi ad attivare tale azione sono stati Quinn Simmons (Lidl-Trek), Andreas Kron (Uno-X Mobility) e Jordan Jégat (TotalEnergies) sulla Côte du Temple. Sulla successiva Côte de Chougoirand, al km 77, sui battistrada sono rientrati altri nove uomini, ovvero Finn Fisher-Black (Red Bull-BORA-Hansgrohe), Pablo Castrillo e Raúl García Pierna (Movistar), Mattèo Vercher (TotalEnergies), Jan Castellon (Caja Rural), George Bennett e Marco Frigo (NSN), Lars Craps (Lotto Intermarché) e Samuel Watson (Nertcompany INEOS).
Il drappello non ha avuto grande agio (anche perché una volta che i dodici si son compattati mancavano 90 km alla fine, e il gruppo - tirato in particolare dalla EF Education-EasyPost della maglia gialla Alex Baudin - non poteva certo stare a guardare. Gli attaccanti hanno avuto al massimo un paio di minuti di margine, prima del Col des Limites al km 90 circa.

Quinn Simmons, vittoria all'ultima trenata
Quando anche Cofidis e Visma-Lease a Bike sono andate a dar man forte alla EF, il ritardo del gruppo è stato più che dimezzato, poi i primi hanno pure cominciato a perdere pezzi, Sam Watson caduto ai -39, Bennett staccato ai -35, entrambi nella discesa della Côte de Roche-en-Forez. Gli altri, giustamente, non aspettavano nessuno, anche perché il plotone incombeva. A 10 dalla fine sarebbero stati addirittura solo 15 i secondi di margine della fuga.
Tutto finito? Macché. I battistrada hanno spinto come pazzi, aiutati anche dal vento che nel finale girava a favore, con un accordo invidiabile, mentre dietro ci si affidava a lunghe trenate di singoli gregari che giocoforza davano meno ritmo all'inseguimento.
In questo modo, col gruppo che da un certo momento in avanti ha costantemente tenuto nel mirino i fuggitivi, pur senza riuscire ad avvinghiarli a sé, si è arrivati alla volata ristretta sul rettilineo di Montrond-les-Bains, e qui Quinn Simmons non ha lasciato scampo ai colleghi. Ottava vittoria da pro' per il 25enne nato a Durango.
Alle spalle del poco folkloristico statunitense si sono piazzati Fisher-Black e Vercher, con Frigo al quarto posto. Il gruppo ha chiuso ad appena 4" dai primi, aperto da Wout van Aert (Visma) piazzatopsi 11esimo. Nei 20 Alessandro Covi (Jayco AlUla) e Matteo Trentin (Tudor). La classifica vede sempre Alex Baudin in testa con 12" su Kévin Vauquelin e Oscar Onley (coppia Netcompany), 15" su Matteo Jorgenson (Visma) e 47" sui Lidl-Trek Juan Ayuso e Mattias Skjelmose.
Domani la quinta tappa del Tour Auvergne - Rhône-Alpes 2026 porterà la carovana da Saint-Chamond a Villars-les-Dombes, presso il Parc des Oiseaux. Il profilo altimetrico ricalca quello di oggi, ma più dolce e con più pianura, per cui stavolta i velocisti presenti dovrebbero riuscire a disputarsi almeno un'unica volata in questo Delfinato (ops: TARA!) che nelle ultime tre frazioni celebrerà gli scalatori con tre arrivi in salita di fila.
