Davide Piganzoli in maglia di leader al Giro del Lussemburgo 2026 ©Team Visma | Lease a Bike
Davide Piganzoli in maglia di leader al Giro del Lussemburgo 2026 ©Team Visma | Lease a Bike

Davide Piganzoli si presenterà la prossima settimana al via della prova in linea della rassegna iridata canadese con alle spalle una stagione che, tappa dopo tappa, sta assumendo contorni sempre più interessanti. Prima un ottimo Giro d'Italia, poi un Tour de France discreto, nei quali ha confermato di poter essere un fattore quantomeno nel ruolo di comprimario nei GT, e ora questa maglia di leader del Tour de Luxembourg, conquistata al termine della tappa regina. Non è ancora un punto d'arrivo, naturalmente, ma è un altro piccolo segnale di crescita per il valtellinese, che tra poco vestirà la maglia azzurra ai Mondiali di Montréal, convocato da Roberto Amadio.

E se il successo di oggi non porta il suo nome, Piganzoli ha comunque avuto tutto ciò che cercava: è arrivato secondo, a un solo secondo dal vincitore, e soprattutto ha scavato un solco importante nei confronti di molti degli uomini che lo precedevano in classifica. La maglia gialla è sua, mentre davanti a lui ha trovato un Pepijn Reinderink capace di trasformare una giornata da fuga in quella che è stata la prima vittoria della carriera da professionista. Due storie diverse, dunque, dentro la stessa tappa: quella dell'italiano che sta costruendo il proprio finale di stagione e quella del neerlandese che ha finalmente raccolto il risultato che inseguiva.

Pepijn Reinderink vince la terza tappa del Tour de Luxembourg 2026 ©sergewaldbillig
Pepijn Reinderink vince la terza tappa del Tour de Luxembourg 2026 ©sergewaldbillig

Tour du Luxembourg 2026, la cronaca della terza tappa

La terza tappa, la tappa regina del Giro del Lussemburgo, è partita da Wiltz ed è arrivata a Diekirch dopo 179,6 chilometri e oltre 3000 metri di dislivello. Il percorso ha proposto sette salite categorizzate, quattro delle quali concentrate negli ultimi trenta chilometri. Nel finale il gruppo ha affrontato più volte la Montée de Haemerich (1,1 km al 7,1%) e la Montée de Seitert (700 metri all'8,5%), con l'ultima ascesa di Haemerich a soli tre chilometri dalla conclusione.

Gli attacchi si sono susseguiti fin dai primi chilometri e, dopo poco più di trenta chilometri, si è formata una fuga di dieci corridori. Tra i nomi più importanti c'erano Tao Geoghegan Hart (Lidl-Trek), Nils Politt (UAE Emirates-XRG), Jardi van der Lee (EF Education-EasyPost), Pepijn Reinderink (Soudal Quick-Step), Gil Gelders (Soudal Quick-Step) e Leo Hayter (Modern Adventure). Il vantaggio ha raggiunto poco più di due minuti, ma il gruppo non ha mai concesso troppo spazio alla fuga.

A poco più di sessanta chilometri dal traguardo la corsa si è accesa. Qui Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech) ha provato a inserirsi nella battaglia, ma non è riuscito a entrare nel gruppo di otto corridori che ha preso il largo poco dopo. Davanti si sono così ritrovati, tra gli altri, Igor Arrieta (UAE Team Emirates-XRG), Sam Oomen (Lidl-Trek), Tijmen Graat (Visma | Lease a Bike), Timo Kielich (Visma | Lease a Bike) e Mattéo Vercher (TotalEnergies), che hanno raggiunto i superstiti della fuga. Il distacco dal gruppo principale è salito fino a circa due minuti e mezzo.

La EF Education-EasyPost e la Lidl-Trek hanno provato a reagire, ma il gruppo di Van der Poel ha continuato a perdere terreno. Il neerlandese ha blandamente risposto alle accelerazioni per restare nel gruppo inseguitore, ma è rimasto insolitamente passivo, mentre davanti la situazione è diventata sempre più interessante in chiave classifica.

Piganzoli lancia l'attacco, Reinderink trova la giornata della vita

A circa trenta chilometri dall'arrivo è stato Piganzoli a muoversi dal gruppo principale. Il corridore della Visma | Lease a Bike ha prima ricevuto l'aiuto del compagno Pietro Mattio, poi è riuscito a raggiungere il gruppo degli inseguitori insieme ad Aurélien Paret-Peintre (Decathlon CMA CGM), Antoine L'Hôte (Decathlon CMA CGM ), Lukas Nerurkar (EF Education-EasyPost), Oomen, Vercher, Eike Behrens (Lotto Kern-Haus Outlet Montabaur) e Graat. La presenza di Mattio si è rivelata fondamentale per Piganzoli.

Davanti, intanto, Reinderink aveva continuato a muoversi. Il neerlandese ha trovato compagnia in Thomas Gachignard (TotalEnergies) e Arrieta, ma la situazione è rimasta apertissima perché Piganzoli aveva ancora circa dieci secondi da recuperare in salita. Quando è iniziata l'ascesa decisiva, l'italiano ha accelerato con grande violenza e ha ridotto progressivamente il distacco.

Reinderink, però, non ha ceduto. Anzi, ha sfruttato la stessa salita per staccare Arrieta e Gachignard e rimanere solo al comando. Alle sue spalle Piganzoli ha continuato a spingere con Gachignard e Vercher alla ruota, riuscendo a portare il distacco a soli cinque secondi.

Negli ultimi chilometri è sembrato per un momento che Reinderink potesse essere ripreso, ma il neerlandese ha trovato un'ultima accelerazione e ha difeso il margine fino a Diekirch. Reinderink ha così conquistato la prima vittoria della sua carriera professionistica, mentre Piganzoli ha chiuso secondo a un secondo e Gachignard, terzo.

La vera sorpresa è però arrivata alle loro spalle: Van der Poel ha concluso con oltre sette minuti di ritardo, appena davanti a Marijn van den Berg (EF Education-Easy Post), e ha così perso ogni possibilità di difendere la leadership. Piganzoli è il nuovo leader del Giro del Lussemburgo: partirà nella cronometro di sabato, 20,4 chilometri a Ettelbruck, con sei secondi su Gachignard e nove su Vercher.

Reinderink, oltre alla vittoria, ha conquistato anche la maglia della classifica degli scalatori, dopo aver raccolto il massimo dei punti sulla Montée de Haemerich e sulla Montée de Seitert.

Domani la quarta e penultima tappa prevede una cronometro individuale di  20,4 km per 340 metri di dislivello con partenza e arrivo da Ettelbruck.  

Tour du Luxembourg 2026, l'ordine di arrivo della terza tappa

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