Alex Aranburu ©Getty Images
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Caldo in Vallonia, ghiaccio Aranburu: il basco conquista Durbuy e la maglia di leader

Il basco della Cofidis piega Lewis Askey sulla rampa finale del Mur de Durbuy e conquista la maglia di leader del Baloise Belgium Tour

La Vallonia ha vissuto una delle giornate più calde della settimana, ma sul Mur de Durbuy è stato Alex Aranburu a mantenere il sangue freddo nel momento decisivo e vincere la terza frazione del Baloise Belgium Tour 2026. Il corridore della Cofidis ha gestito alla perfezione una tappa nervosa e selettiva, caratterizzata da continui saliscendi e da un finale esplosivo, scegliendo il momento giusto negli ultimi metri per superare Lewis Askey e conquistare il successo. Per il basco si tratta della seconda vittoria stagionale e della terza da quando veste la maglia della formazione francese, ma soprattutto di un risultato che vale la leadership della classifica generale. Con distacchi ancora molto contenuti e due tappe da disputare, ogni secondo potrebbe rivelarsi determinante nella corsa al successo finale.

Baloise Belgium Tour 2026, il resoconto della terza tappa

Dopo due giorni dedicati ai velocisti, il Baloise Belgium Tour presentava la sua frazione più impegnativa, con un percorso molto esigente e vallonato. La terza tappa si sviluppava con un circuito di poco meno di 44 km attorno a Durbuy, la celebre cittadella medievale belga, da ripetere quattro volte per un totale di 173 km. Ogni passaggio prevedeva sei salite progressivamente più impegnative: Champs des Hêtres (2,3 chilometri al 3,5%), Rue du Bout (1,6 chilometri al 3%), Côte de Hermanne (2 chilometri al 5,6%), Côte Coquaimont (0,7 chilometri al 4,7%), Côte de Petite-Somme (2,1 chilometri al 5,2%) e il Mur de Durbuy (0,7 chilometri al 8,8%), il passaggio più severo prima dell'arrivo, posto su una rampa di 400 metri con pendenze tra l'8 e il 10%.

Sin dalle primissime fasi, cinque corridori hanno deciso di tentare l'avventura in fuga: Michiel Hillen (Baloise Verzekeringen-Het Poetsbureau Lions), Gianni Marchand (Tarteletto-Isorex), Stijn Appel (BEAT CC p/b Saxo), Roy Hoogendoorn (Metec-Solarwatt p/b Mantel) e Victor Hannes (Aarco). Quest'ultimo, 22enne belga vestiva la maglia del corridore più combattivo dopo aver trascorso 185 chilometri all'attacco..

Il gruppetto ha collaborato sin da subito, costruendo un vantaggio che avrebbe sfiorato i 4' dopo il primo giro. Al primo intermedio della Petite Somme, Roy Hoogendoorn è transitato in testa.

Il caldo torrido, con temperature medie di 29,8°C e punte a 34°, le più alte della settimana, ha caratterizzato l'intero svolgimento della gara, costringendo i corridori a gestire con estrema cautela idratazione e alimentazione. Il ritmo nel gruppo non è stato inizialmente devastante, con una media generale di 38,1 chilometri all'ora nelle prime due ore di gara.

A metà frazione (86,5 km), il plotone ha improvvisamente deciso di fare sul serio. La NSN, squadra di Biniam Girmay, e le altre squadre dei favoriti hanno iniziato a forzare, riducendo inesorabilmente il margine dei fuggitivi. Roy Hoogendoorn ha poi subito un problema meccanico a circa 82 chilometri dal traguardo e ha dovuto lasciar andare i compagni, venendo riassorbito dal gruppo.

Parallelamente, Rui Oliveira (UAE Emirates-XRG), il compagno di Florian Vermeersch (uno dei grandi favoriti per la tappa di oggi), ha deciso di tentare l'attacco dal gruppo principale, riuscendo a riportarsi sui tre attaccanti. Con Marchand e Appel, Oliveira ha mantenuto un margine di circa 50 secondi fino ai - 66 chilometri dall'arrivo, mentre il resto dei fuggitivi cedeva progressivamente.
A metà dell'ultimo giro, quando mancavano circa 44 chilometri al traguardo, il gruppo principale ha finalmente riassorbito gli ultimi tre battistrada. 

Il vero frazionamento è arrivato all'ultimo passaggio sulla Côte de Petite-Somme, a circa 36 chilometri dal traguardo. Jenno Berckmoes (Lotto-Intermarché) e Quinten Hermans (Pinarello Q36.5) si sono mossi simultaneamente, guadagnando rapidamente 15" di margine. Il duo belga ha mantenuto l'iniziativa lungo il Golden KM, dividendosi i bonus: Berckmoes tre secondi al primo intermedio, Hermans tre al secondo, e ancora Berckmoes tre al terzo sprint bonus.

Tuttavia, la loro fuga non era destinata a durare a lungo. Aimé De Gendt (Pinarello Q36.5), compagno di squadra di Hermans, e Héctor Alvarez (Lidl-Trek) hanno reagito prontamente, colmando il divario e trasformando la corsa in un duello di squadre ben organizzate. Nel frattempo, Biniam Girmay (NSN) ha perso contatto con il gruppo principale proprio nel momento cruciale.

Sulla Côte de Hermanne, a 20 chilometri dal traguardo, il gruppo principale ha iniziato a frammentarsi definitivamente. Florian Vermeersch (UAE Emirates-XRG) e Tibor Del Grosso (Alpecin-Premier Tech), i grandi favoriti, si mantenevano in testa ma non riuscivano a fare la differenza. A quel punto si è mosso Dylan van Baarle (Soudal Quick-Step), scatenando una reazione a catena. Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) è saltato immediatamente sulla sua ruota, seguito da Berckmoes, Hermans, Mike Teunissen (XDS Astana), Girmay (nel frattempo rientrato), Sergio Meris (Unibet Rose Rockets) e Rick Pluimers (Tudor). Questo gruppo di otto corridori ha preso un vantaggio di circa 20 secondi, dando l'impressione di potersi giocare la vittoria.

A cinque chilometri dal traguardo, Rick Pluimers ha deciso che era il momento di tentare il colpo definitivo. Il neerlandese ha attaccato guadagnando un margine di quasi 10" mentre il resto del gruppetto sembrava attendere l'arrivo sul Mur de Durbuy. Mike Teunissen ha provato a inseguirlo, ma il distacco era troppo ampio perché potesse essere colmato prima della salita finale, dove però lo stesso Pluimers ha ceduto. Il gruppo principale, che sembrava assolutamente tagliato fuori dalla lotta, ha improvvisamente accelerato negli ultimi 1200 metri, riassorbendo completamente la fuga a circa 400 metri dal traguardo.

La volata sulla rampa finale è stata tiratissima e caotica: Toon Aerts (Lotto-Intermarché) ha provato per primo a iniziare la sua progressione, ma ha ceduto negli ultimi 100 metri. Lewis Askey (NSN)  a quel punto è passato in testa a sua volta, ma negli ultimi 200 metri Alex Aranburu (Cofidis), il basco di 30 anni che conosce perfettamente il Mur de Durbuy per averlo domato proprio due anni fa, lo ha affiancato e ha sfruttato appieno la pendenza finale, accelerando negli ultimi 100 metri con una potenza che Askey non è riuscito a contrastare. 

Alex Aranburu festeggia la vittoria nella 3a tappa del Baloise Belgium Tour 2026 davanti a Lewis Askey a Durbuy ©Getty Images
Alex Aranburu festeggia la vittoria nella 3a tappa del Baloise Belgium Tour 2026 davanti a Lewis Askey a Durbuy ©Getty Images


La vittoria è andata allo spagnolo con l'undicesima vittoria della sua carriera, che lo proietta immediatamente al comando della classifica generale. Carlos Canal (Movistar Team) ha completato il podio al terzo posto, seguito da Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) al quarto.

Il leader della generale di questa mattina, Tim Merlier (Soudal Quick-Step), che ieri aveva vinto la volata di Knokke-Heist, ha perso oltre 6 minuti. Aranburu assume dunque il comando con 4" su Askey, 6" su Canal e 8" su Jasper Philipsen, sesto oggi. Héctor Álvarez (Lidl-Trek) è il nuovo leader della classifica giovani, mentre Merlier mantiene il primato nella classifica a punti.

Baloise Belgium Tour 2026, l'ordine di arrivo della terza tappa

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