Van der Poel fa il colpo di reni, Philipsen esulta per la vittoria del compagno ©Alpecin-Premier Tech
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Van der Poel è l'artista di Montmartre. Doppietta Alpecin per chiudere il Tour de France

Vittoria capolavoro per MVDP, che nell'ultimo chilometro stacca Pogačar e resiste al rientro del gruppo dopo l'attacco a Montmartre. Philipsen secondo per la doppietta Alpecin

Nel 2025 Wout Van Aert, nel 2026 Mathieu van der Poel. L'albo d'oro dei vincitori dell'ultima tappa del Tour de France va quasi azzerato dopo la decisione dello scorso anno di stravolgere il senso dell'arrivo sugli Champs-Élysées, sacrificando la volata più prestigiosa (e sicura) dell'anno sull'altare dello spettacolo e della Basilica del Sacro Cuore di Montmartre, della frenesia fino alla fine e di una classica del nord a chiudere una corsa di tre settimane. 

Per quanto discutibile sotto alcuni aspetti, è difficile dare torto alla scelta degli organizzatori dopo un finale così. Il re delle classiche ha tirato fuori uno dei colpi migliori del suo repertorio per vincere una tappa tiratissima, dopo aver attaccato in salita insieme a Tadej Pogačar e aver resistito in coppia con la maglia gialla al rientro del gruppo fino all'ultimo chilometro, dove è riuscito a staccare lo sloveno e tenersi tutti dietro. Il campione del Tour de France ci ha provato anche questa volta, ma come nel 2025 non è riuscito a vincere anche l'ultima tappa. Ci potrà provare ancora, perché questa formula non verrà di certo abbandonata così presto. Per questa volta festeggiano Van der Poel e la Alpecin-Premier Tech, che chiude un Tour non semplice con tre vittorie di tappa e una doppietta sui titoli di coda, con Jasper Philipsen in seconda posizione.

Tour de France 2026, Van der Poel vince l'ultima tappa

Si parte direttamente all'interno del circuito dei Campi Elisi, per un totale di 88.7 chilometri divisi in sei giri del circuito storico e tre con passaggio sulla Butte de Montmartre, lo strappo in lastricato aggiunto al percorso dallo scorso anno dopo il successo olimpico del 2024. Si scollina per l'ultima volta a 11 chilometri dall'arrivo, ma i tempi per la classifica generale vengono presi al sesto giro, prima di cambiare circuito.

Dopo le consuete foto di rito e celebrazioni per i possessori delle maglie, la gara vera parte con l'attacco di Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché), uno degli idoli delle folle di questo Tour. Ripreso il francese ripartono Thibault Guernalec (TotalEnergies) e Xabier Mikel Azparren (Pinarello Q36.5 Pro Cycling), che arrivano davanti al primo Montmartre. Mentre il basco rimane da solo e incita la folla per tutta la salita, dietro di lui iniziano subito gli attacchi. La Alpecin-Premier Tech alza il ritmo, poi lo scatto di Mads Pedersen (Lidl-Trek) fa la prima selezione. Alla ruota della maglia verde ci sono Vlad Van Mechelen (Bahrain-Victorious), Michael Matthews (Team Jayco AlUla), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) e Maxim Van Gils (Red Bull-BORA-hansgrohe), ma soprattutto Mathieu van der Poel e Tadej Pogačar.

Mentre la maglia gialla è davanti nel vivo della corsa, il suo compagno Isaac Del Toro rimane indietro a causa di una foratura, prova a risalire su Montmartre ma non è in gruppo nemmeno dopo il ricompattamento nei pressi del traguardo. Il suo terzo posto e la maglia bianca non sono comunque in discussione. La UAE ha comunque forze sufficienti per il leadout, con un redivivo Tim Wellens a lanciare l'attacco del suo capitano al secondo passaggio. Van der Poel si incolla alla ruota di Pogačar, poi Pedersen e Remco Evenepoel riescono a raggiungerli dopo la salita per formare un quartetto di campioni del mondo.

Dietro di loro c'è la Decathlon CMA CGM in blocco a tirare per Olav Kooij, riuscendo a riprendere le quattro superstar prima di arrivare sul traguardo per l'inizio dell'ultimo giro. Dopo una lotta furibonda per le posizioni è Fred Wright (Pinarello Q36.5) a imboccare per primo l'ultimo muro, ma alle spalle del campione britannico tutti si giocano le ultime carte. Questa volta la prima mossa è di Van der Poel, con Pogačar che deve dare tutto per non staccarsi e rimanere lì. 

I vincitori degli ultimi cinque Fiandre se ne vanno in coppia, inseguiti da un gruppetto con Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), Ben Healy (EF Education-EasyPost), Matej Mohorič (Bahrain-Victorious), Stuyven, Per Strand Hagenes e Matteo Jorgenson, poi raggiunti dal gruppo tirato ancora dalla Decathlon, con anche Paul Seixas a disposizione. I due davanti prendono circa 15" e ne hanno ancora 7" all'uscita del tunnel, e nel finale arrivano anche NSN, XDS Astana e Cofidis a tirare per i rispettivi velocisti.

All'ingresso nell'ultimo chilometro c'è ancora luce, ma non abbastanza per attendere le ultime centinaia di metri per la volata. Sul rettilineo finale Van der Poel si sposta sul lato opposto della strada per sferrare l'ultimo colpo e anticipare tutti. La sparata è potentissima e toglie di ruota Pogačar, mentre Pedersen lancia una volata lunghissima e ormai quasi disperata. Negli ultimi metri il danese viene sorpassato da Jasper Philipsen, che arriva giusto in tempo per fare secondo dietro al suo compagno, che completa un'azione memorabile e vince la sua seconda tappa in questo Tour.

Gli ultimi verdetti del Tour de France

Dietro ai due Alpecin c'è il terzo posto della maglia verde, che precede Max Kanter (XDS Astana) e Kooij. Completano la top ten altri velocisti, mentre Biniam Girmay solo undicesimo. Si chiude con un trentesimo posto di tappa il Tour de France di Tadej Pogačar, dopo un'altra giornata all'attacco fino alla fine ma senza riuscire a vincere sui Campi Elisi, come già era successo lo scorso. 

Tadej Pogačar taglia il traguardo dell'ultima tappa ©Tour de France
Tadej Pogačar taglia il traguardo dell'ultima tappa ©Tour de France

Lo sloveno raggiunge Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Induráin a quota cinque Tour vinti in carriera, record assoluto. Sul podio con lui anche Evenepoel e Del Toro (maglia bianca), ma anche Pedersen con la maglia verde e con la sua Lidl-Trek per la classifica a squadre, mentre Richard Carapaz è la maglia a pois e il supercombattivo. Premi per pochi, applausi per tutti.

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