
Philipsen: "Mathieu non è egoista, ama aiutare i compagni a vincere". Van der Poel: "Un sogno"
Le dichiarazioni dei protagonisti della ultima tappa del Tour de France 2026: Philipsen esalta Van der Poel, per Evenepoel la prima volta sul podio a Parigi. Pogačar: "Ora nuovi obiettivi"
Mathieu van der Poel firma uno dei capolavori della sua carriera vincendo l'ultima tappa del Tour de France 2026, a un anno di distanza dalla vittoria di Wout Van Aert nel 2025. L'ex campione del mondo attacca due volte in salita a Montmartre insieme a Tadej Pogačar, resiste in coppia con la maglia gialla al rientro del gruppo, poi nell'ultimo chilometro trova la forza per staccare lo sloveno e resistere tenendosi tutti dietro sulla linea di arrivo. Secondo posto per il compagno Jasper Philipsen, che chiude la volata in extremis per una doppietta Alpecin-Premier Tech, mentre la maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek) completa il podio. Max Kanter (XDS Astana) quarto, Olav Kooij (Decathlon CMG CMA) quinto.
Pogačar conquista quindi il Tour de France 2026, ma non riesce a vincere l'ultima tappa, replicando quanto già accaduto l'anno precedente. Isaac Del Toro, suo compagno nella UAE, chiude terzo in classifica generale e conserva la maglia bianca nonostante una foratura su Montmartre che lo aveva fatto staccare dal gruppo: a quel punto la corsa era infati neutralizzata. Tra i protagonisti della giornata anche Remco Evenepoel e Jasper Stuyven, che avevano raggiunto il quartetto di testa dopo il secondo passaggio sulla Butte de Montmartre, circuito sulle strade lastricate introdotto lo scorso anno dopo il successo olimpico del 2024 e confermato anche in questa edizione. Nessun italiano in evidenza nella top ten, con Matteo Jorgenson nel gruppo inseguitore e Biniam Girmay solo undicesimo allo sprint.

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della ultima tappa del Tour de France 2026
Jasper Philipsen: "Mathieu è un amico vero, un personaggio straordinario"
“Gli ultimi metri sono andati velocissimi, ma tutto si è messo dalla nostra parte. È stato davvero incredibile” -ha dichiarato Philipsen ai microfoni dopo il traguardo- “Questo è qualcosa che abbiamo fatto per la squadra e resterà un momento straordinario per molto tempo.” Philipsen sembrava trattenersi sul finale, perché non voleva superare Van der Poel prima del traguardo. “Mathieu in passato ha già fatto così tanto per me. Oltre a essere un grande campione, è un compagno di squadra fantastico. È davvero un amico e tutt'altro che egoista. Non solo con me, ma con tutta la squadra è straordinariamente forte. Ama aiutare gli altri compagni a vincere, e questo fa di lui una persona meravigliosa.””
Mathieu van der Poel: "Il modo in cui è andata è un sogno"
“Stavo già pensando di vincere qui quando ero malato l'anno scorso e ho dovuto guardare questa tappa in televisione. Il modo in cui è andata è un sogno. È stato durissimo stare lì con il miglior corridore del mondo. Tutto il mio rispetto per Tadej [Pogacar]. Pensavo che ci avrebbero ripresi. Poi ho pensato a questo momento, ho abbassato la testa negli ultimi 500 metri. Ho spinto al massimo. Aspettavo solo che una ruota mi affiancasse e mi superasse, ma non è successo. Alla fine vedo uno pneumatico Pirelli accanto a me ed è quello di Jasper. A dimostrazione che non abbiamo mai mollato. Forse il nostro inizio di Tour non è stato buono. Ma primo e secondo sugli Champs-Élysées, penso che non sia male. Sono felicissimo. Ci sono alcune corse che voglio ancora vincere nella mia carriera, e questa era una di quelle. In neerlandese abbiamo un modo di dire: deve venire dalle dita dei piedi. Non so da dove sia venuta questa vittoria, ma sicuramente non dalle dita dei piedi!”
Tadej Pogačar:"Ora devo cercare nuovi traguardi"
“È stata una giornata straordinaria. Sono senza parole. C'era un'atmosfera incredibile. Sono felice che la corsa sia finita e che l'abbiamo vinta per la 5ª volta. Ogni vittoria è davvero speciale. Ho disputato già 7 Tour e sono sempre finito sul podio. Potreste pensare che sia una favola: è incredibile anche per me. Non so come ci riesca. Ci sono molti fattori. Il più importante è godersi quello che si fa ed essere circondati da persone che ci sono vicine, anche nei momenti più difficili, e ti supportano per costruire verso i tuoi obiettivi. Ora devo trovare un nuovo traguardo da inseguire, una volta raggiunto questo. Quale? Non corriamo troppo in avanti e godiamoci questo momento! È un podio magnifico, condiviso con campioni incredibili con cui ho combattuto per tutte queste settimane. Peccato che Jonas [Vingegaard] e molti altri siano stati costretti al ritiro. Spero che possiamo combattere di nuovo tutti insieme l'anno prossimo. Quando si entra al Tour de France, si sa che bisogna soffrire e affrontare tantissimo solo per essere qui. Si incontrano i più grandi rivali, e tutti sono nella migliore forma possibile, dando il massimo. Alla Vuelta tra qualche settimana? Vedremo…”
Remco Evenepoel: "Stare sul podio a Parigi è un momento indimenticabile"
“È la prima volta che finisco il Tour a Parigi e stare qui sul podio è meraviglioso. Sono accanto all'uomo che eguaglia il record e questo lo rende ancora più bello. È un momento indimenticabile.” -ha detto Evenepoel ai microfoni di VRT- “Il mio obiettivo di carriera è chiudere sul podio il maggior numero possibile di grandi giri e cercare di vincerli. Ho già detto che non posso lasciar perdere tutto questo. Su questo punto i risultati mi hanno dato ragione. So che questa primavera certe critiche sulle mie prestazioni in salita erano fondate, ma la primavera era dedicata al Fiandre e alla Liegi. Il resto era in funzione del Tour e di ciò che verrà. Ora ho raggiunto uno dei miei obiettivi principali. Nell'ultima tappa non ero più della partita nell'ultimo giro. Avevo già troppo in testa la Clásica San Sebastián. Non volevo più correre rischi e volevo tagliare il traguardo in sicurezza.”
Olav Kooij: "Volevamo farcela, Mathieu ha tenuto fino all'ultimo"
“Abbiamo fatto tutto quello che potevamo" -ha dichiarato Kooij al termine della tappa, ancora affannato-. "Sappiamo che quando questi ragazzi (Tadej Pogačar e Van der Poel, ndr) attaccano, sono difficili da riprendere. Ma ci eravamo quasi riusciti, solo che Mathieu ha tenuto fino all'ultimo. Sentivamo che si sarebbe deciso davvero all'ultimissimo momento. Oggi ci siamo concentrati sul posizionamento. Ai primi due passaggi su Montmartre mi sono esposto abbastanza, perché avevamo paura che il gruppo si spezzasse. Al terzo passaggio ho deciso di correre in modo più conservativo per avere qualcosa in più allo sprint. Penso che tatticamente abbiamo fatto bene, ma ci è mancato pochissimo. Penso che dobbiamo essere molto orgogliosi di come abbiamo corso, io e Paul (Seixas, ndr), per la prima volta insieme. Abbiamo ottenuto alcuni bei risultati. È stata una grande fatica, ma ne è valsa assolutamente la pena."
Julien Jurdie: "Mentalmente è un mostro, nessun rimpianto per questa scelta"
"Tre settimane fa, alla partenza del Tour, non avremmo mai potuto immaginare una top cinque per Paul [Seixas] al suo primo Grande Giro.“ -ha dichiarato il Team Manager Julien Jurdie ai cronisti al termine della ventesima tappa- “I benefici di aver corso questa corsa si faranno sentire nella seconda metà del 2026, e ben oltre. Mentalmente parlando, è un mostro.”
