Mikel Landa ©La Vuelta
Mikel Landa ©La Vuelta

Non è cambiato niente nelle prime quattro posizioni della classifica generale, ma la ventesima tappa della Vuelta a España 2026 ha dato molto di cui parlare. Bisogna necessariamente partire dal vincitore sul Collado del Alguacil, perché Mikel Landa ha fatto un'impresa a cui probabilmente nemmeno lui stesso credeva più. Cinque anni dopo l'ultima vittoria (classifica finale della Vuelta a Burgos 2021), otto anni dopo l'ultima tappa vinta a livello World Tour (Tirreno-Adriatico 2018), nove anni dopo l'ultima in un Grand Tour (Giro d'Italia 2017), in fondo a una delle stagioni più difficili della sua carriera, il trentaseienne basco della Soudal Quick-Step torna ad alzare le braccia sul traguardo, ad emozionarsi e a emozionare i suoi tantissimi tifosi. Dal prossimo anno tornerà alla Euskaltel-Euskadi, che non ha ancora la garanzia di poter ricevere inviti per i GT nel 2027. Potrebbe essere stata l'ultima tappa di montagna di un Grande Giro nella sua carriera, ma ne sarebbe valsa la pena.

La Spagna ciclistica festeggia i suoi antieroi, diversi per modo di correre, di porsi e di entrare in sintonia con gli appassionati, accomunati dalla rarità delle loro vittorie e ora anche da una giornata indimenticabile nella corsa di casa. Enric Mas ha vinto La Vuelta, a meno di improbabili colpi di scena nella ventunesima tappa, che potrebbe anche essere neutralizzata. Lo ha fatto con grande merito, riuscendo ad assumere il peso della corsa e della maglia rossa che si è trovato in mano dopo il ritiro Tadej Pogačar, fin dalla vittoria del giorno successivo sull'Alto de Aitana. Lo ha fatto con grande calma e maturità, mentre intorno a lui piovevano gli attacchi da lontano arrivati oggi da Richard Carapaz, ma lo ha fatto soprattutto essendo sempre il più forte in salita, staccato solo di pochi secondi da Felix Gall in due occasioni. Manca solo un giorno, un ultimo passo, poi sarà tutto vero.

Enric Mas taglia il traguardo del Collado del Alguacil ©Movistar Team (Foto SprintCycling)
Enric Mas taglia il traguardo del Collado del Alguacil ©Movistar Team (Foto SprintCycling)

La Vuelta 2026, la cronaca della ventesima tappa

Tocca ancora a Wout Van Aert (Team Visma Lease a Bike) dare il via alle operazioni di formazione della fuga, fin dalla partenza di Calahorra. Inizialmente solo Ivo Oliveira (UAE Team Emirates-XRG) segue la maglia verde, ma alle loro spalle c'è del forte vento laterale in uno dei pochissimi tratti senza salite. In un primo momento resta dietro anche Enric Mas, ma per sua fortuna non c'è nessuno di pericoloso nella fuga portata via di squadra dalla Uno-X Mobility, che se ne va con sei uomini tra cui Andreas Leknessund e Tobias Johannesen

Con loro ci sono anche Finn Fisher-Black e Gianni Vermeersch (Red Bull-BORA-hansgrohe), Oscar Chamberlain (Decathlon CMA CGM), Pau Miquel (Bahrain-Victorious), Louis Rouland e Bryan Coquard (Cofidis), che riescono a raggiungere Van Aert e Oliveira. Essendoci davanti dei compagni sia di Primož Roglič che di Felix Gall, la Movistar decide di riaprire la situazione con Pablo Castrillo, Raúl García Pierna e Iván Romeo, i primi a rilanciare l'azione di un gruppo inseguitore che diventa di oltre sessanta corridori. Oltre al solito Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious) e al vincitore di ieri Eddie Dunbar (Pinarello Q36.5), davanti ci sono altri due Red Bull (Luke Tuckwell, Callum Thornley), Sander De Pestel per la Decathlon, quattro corridori della Visma (Matthew Brennan, Bruno Armirail, Steven Kruijswijk e Jørgen Nordhagen) e quattro della EF Education-EasyPost (Vincenzo Albanese, Alastair Mackellar, James Shaw, Juan Felipe Rodriguez Contreras), il cui ruolo sarà molto rilevante fin dal primo passaggio sull'Alto del Purche

A quasi cento chilometri dall'arrivo arriva l'attacco di Sepp Kuss, che nonostante la fuga sia a undici minuti prova l'impresa da lontanissimo per la tappa e per risalire la classifica. La Movistar prende in mano la situazione con i pochi gregari rimasti con Mas, che però si staccano qualche chilometro più tardi quando attacca anche Richard Carapaz. L'ecuadoriano era il più atteso di tutti e prova a far saltare il banco, ma dietro di lui Gall ha ancora Léo Bisiaux e Callum Scotson a tirare per andarlo a riprendere e difendere la terza posizione. Matthew Riccitello si era invece ritirato in precedenza, coinvolto in una caduta insieme a Chris Hamilton (Team Picnic PostNL).

Richard Carapaz e Sepp Kuss ©Team Visma Lease a Bike
Richard Carapaz e Sepp Kuss ©Team Visma Lease a Bike

Quando i due compagni si staccano, l'austriaco si mette a tirare in prima persona e sgrana il gruppo dei migliori, facendo staccare prima Harold Tejada e Cristián Rodríguez (XDS Astana), poi Jakob Omrzel (Bahrain-Victorious) e Clément Berthet (Groupama-FDJ United) e poco prima della cima anche Oscar Onley (Netcompany INEOS), che non riuscirà più a tornare con i migliori. Carapaz raggiunge Kuss ma viene a sua volta ripreso in prossimità della cima, mentre in discesa vengono riprese le prime teste di ponte, da Brennan e Mackellar a De Pestel. Sul secondo Purche il copione è piuttosto simile: Kuss riparte e non viene seguito, Carapaz ci riprova poco dopo ma non riesce ad andarsene da Mas, Roglič e Gall.

Nel frattempo ci sono stati rimescolamenti importanti anche davanti: la Uno-X usa tutti gli uomini per aiutare Johannesen, Van Aert prende 10 punti ai primi due gpm di prima categoria, da dietro rientrano Mikel Landa (Soudal Quick-Step) e Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), che facevano parte del gruppone inseguitore. Sono proprio loro due ad andarsene con il norvegese sul Puerto de El Duque (7.4 km all'8.2%), dove si fa la selezione definitiva in fuga. Il gruppo maglia rossa è ancora a 7'50", mentre la Red Bull spende Thornley gli ultimi uomini ripresi dalla fuga nel falsopiano e la EF ritrova Rodríguez per fare da leadout per il terzo attacco di Carapaz, che insiste ma questa volta non riesce nemmeno a separarsi dagli altri tre.

A quel punto c'è una fase di surplace in salita, perché nessuno ha intenzione di sprecarsi troppo presto per azioni da così lontano e senza possibilità di successo. Certamente non ne ha bisogno Mas, che lungo la strada ritrova anche Romeo per controllare ancora meglio la situazione. Ne può approfittare Sepp Kuss, che guadagna quasi cinque minuti e viene atteso da Van Aert per guadagnare ancora e puntare addirittura al quarto posto nella generale. Ai piedi del Collado del Alguacil (8.4 km al 9.8%) è rientrato sul gruppo in cui c'è anche Nordhagen, e il suo vantaggio è salito a 5'40".

Con i tre Visma ci sono anche Jan Hirt (NSN Cycling Team), Jarno Widar (Lotto Intermarché), Urko Berrade (Equipo Kern Pharma), Lorenzo Fortunato (XDS Astana) e Walter Calzoni (Pinarello Q36.5), con poco più di tre minuti da recuperare sui tre davanti. A 7 chilometri dalla cima della salita finale attacca Mikel Landa, che stacca subito Debruyne e prova a tenere distante anche Johannesen, che perde 20" e rimane sempre lì. Kuss paga gli sforzi precedenti e scivola a quattro minuti, mentre il gruppo maglia rossa ritrova anche Fisher-Black, ma Roglič non sembra in grado di impensierire Mas. 

Castrillo è l'ultimo gregario a disposizione della maglia rossa, che negli ultimi chilometri viene attaccato da Felix Gall. L'austriaco riesce subito a staccare Roglič, che non potrà nemmeno provare il ribaltone, e nel finale riesce anche a staccare Mas, per la seconda volta in tutta la Vuelta. Non c'è comunque tempo per guadagnare più dei 17" che li separeranno al traguardo, così come non c'è tempo per nessuno per andare a riprendere Mikel Landa. Johannesen arriva a 47" ed è secondo per la sesta volta in questa stagione, mentre il basco torna a vincere in un Grand Tour a nove anni dalla tappa di Piancavallo del Giro d'Italia 2017.

Debruyne difende il terzo posto a 1'27", poi nell'ordine arrivano Miquel, Berrade, Hirt e la coppia Nordhagen-Kuss, a 4'35" dal vincitore. Lo statunitense risale dall'undicesimo al quinto posto in classifica, mentre non ci sono cambi di posizione tra i primi quattro. Mas porta la maglia rossa a Granada, con un vantaggio di 2'15" su Roglič, 2'44" su Gall e 6'54" su Carapaz. Onley arriva a 10'19" dal vincitore e quasi quattro minuti da Gall, scende al sesto posto ma tiene la maglia bianca davanti a Omrzel. Berthet, Rodríguez e Tejada completano una top ten da cui esce Skjelmose, che arriva a oltre 25 minuti. 

Mikel Landa torna a vincere: i risultati

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