Un selfie sul podio del Tour of Banyuwangi Ijen © Twitter
Un selfie sul podio del Tour of Banyuwangi Ijen © Twitter

Il francese Peter Pouly ed il suo team squalificati al Tour de Banyuwangi Ijen per frode tecnologica: nuovo caso di motorino?

Dopo il caso della belga Femke Van den Driessche agli scorsi Campionati del Mondo di ciclocross, in Indonesia potrebbe essere stato riscontrato un nuovo caso di utilizzo di una bicicletta motorizzata in una gara internazionale: al termine della quarta ed ultima tappa del Tour de Banyuwangi Ijen con un arrivo in salita con pendenze da capogiro, il vincitore Peter Pouly e tutta la sua squadra Singha Infinite Cycling Team sono stati squalificati per frode tecnologica e utilizzo di una bicicletta non conferme la regolamento. L’articolo del regolamento citato nel comunicato ufficiale della giuria è l’1.3.010 che, sotto al titolo “Propulsione”, stabilisce che “la bicicletta deve essere azionata esclusivamente, attraverso una catena, dalle gambe in un movimento circolare senza un’assistenza elettrica o di qualsiasi altro tipo”. La squalifica minima in questi casi è di sei mesi e 20000 franchi svizzeri di multa per il corridore, sei mesi e 100000 franchi per la squadra: tuttavia attraverso i social network arrivano dall’Indonesia notizie che parlano di peso irregolare della bicicletta, che però riguarda un altro punto del regolamento (1.3.019) e non comporterebbe la squalifica dell’intera squadra. Pouly si era imposto con più di due minuti di vantaggio sull’australiano Jai Crawford che quindi è diventato il nuovo vincitore sia dell’ultima tappa che della classifica finale della corsa.

Tra l’altro la Singha Infinite Cycling Team, formazione indonesiana e quindi di casa al Tour de Banyuwangi Ijen, era già finita nell’occhio del ciclone a causa di problemi al momento dell’iscrizione e della verifica licenze alla vigilia della corsa: due corridori su cinque erano risultati avere una registrazione irregolare facendo venire meno il numero minimo per la partenza, ma il giorno successivo nella prima la squadra aveva preso il via ugualmente e nei documenti ufficiali era comparso un nuovo corridore non presente alla corsa e classificato come ritirato nella prima tappa.

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