Mikel Landa in azione sotto la pioggia nella cronometro del Chianti @ Bettiniphoto
Mikel Landa in azione sotto la pioggia nella cronometro del Chianti @ Bettiniphoto

E Landa all’improvviso cambiò fuso orario

Il basco sorprende. Nibali cauto ma guadagna su tutti i rivali

Era attesissima la cronometro del Chianti di questo 99° Giro d’Italia perché, dopo otto tappe senza grandi indicazioni sullo stato di forma dei favoriti per la vittoria finale, oggi i big avrebbero dovuto necessariamente scoprire le proprie carte: il verdetto espresso da 40.5 chilometri tra Radda in Chianti e Greve in Chianti, però, è quanto di meglio potessero chiede gli appassionati di ciclismo con la prima settimana del Giro che si chiude con un grandissimo equilibrio in classifica generale e con distacchi che, con tutte le vare montagne ancora da scalare, non escludono praticamente nessuno dalla lotta.

A favorire in parte questa situazione di incertezza oggi ci ha pensato anche la pioggia che è caduta copiosa su tutti gli ultimi corridori dell’ordine di partenza di questa cronometro: la tappa se la sono giocata i primi a scendere dalla rampa che hanno beneficiato di un po’ di sole e della strada asciutta, degli altri nessuno infatti ha voluto correre rischi eccessivi soprattutto nei tratti di discesa, le curve più insidiose sono state percorse con grande prudenza e così anche gli uomini meno portati verso questo esercizio o in giornata negativa sono riusciti a limitare le perdite.

Mikel Landa sorprende a crono
Pur non avendo fatto segnare il miglior tempo nel confronto diretto con gli altri uomini di classifica, il vincitore di giornata non può che essere considerato il basco Mikel Landa che ha chiuso la cronometro in ventesima posizione perdendo solo 7″ da Vincenzo Nibali e guadagnando sul resto della truppa. L’anno scorso la cronometro del vino a Valdobbiadene era stata fatale per Landa che aveva perso quattro minuti esatti da Alberto Contador e anche 1’13” dall’allora compagno di squadra Fabio Aru, i due che poi gli arrivarono davanti in classifica a Milano: passato dall’Astana al Team Sky, Landa aveva già fatto notare in Olanda alcuni miglioramenti nelle prove individuali e il risultato odierno fa salita nettamente le sue quotazioni che sembravano in ribasso dopo le impressioni non esaltanti che aveva lasciato sia nella tappa di Praia a Mare che ieri sull’Alpe di Poti.

Un dato interessante sulla prestazione di Mikel Landa è il rilevamento cronometro nel tratto compreso tra il secondo ed il terzo intermedio di giornata, quello caratterizzato dal maggior numero di chilometri in salita: il basco della Sky è stato il più rapido dei big, anche più veloce di 3″ rispetto a Vincenzo Nibali, e forse ora a qualcuno si sarà acceso un piccolo campanello d’allarme e starà ripensando alle due occasioni perse finora che mettere qualche secondo di differenza tra sé e questo grande scalatore che vede avvicinarsi sempre di più il suo terreno preferito.

Nibali guadagna, Valverde è vicino
Alla vigilia del Giro siamo sicuri che Vincenzo Nibali non avrebbe firmato per arrivare a questo punto della corsa con un vantaggio di soli 25″ su Mikel Landa che in montagna sarà un osso durissimo: nonostante il capitano dell’Astana si aspettasse certamente di più da questa giornata, la sua prestazione va comunque valutata in maniera positiva perché ha guadagnato qualcosa su tutti gli avversari. Nella classifica avulsa si tappa Nibali ha guadagnato 7″ su Landa, 10″ su Kruijswijk, 11″ su Valverde, 43″ su Majka, 1’26” su Pozzovivo, 1’35” su Chaves, 1’38” su Zakarin e ben 1’59” su Urán.

Grazie alla cronometro, Nibali entrerà nella seconda settimana del Giro d’Italia in vantaggio anche rispetto ad Alejandro Valverde anche se i due sono divisi dalla miseria di 2″, meno di quanto si può perdere con un piccolo buco in una volata di gruppo come già abbiamo avuto modo di vedere quest’anno. Il murciano della Movistar era partito molto forte oggi ed a metà percorso aveva un tempo migliore anche di quello di Nibali, poi soprattutto tra il secondo e terzo intermedio è un po’ calato ma anche lui non può che essere soddisfatto di come è andato: in carriera alla Vuelta a España qualche ottima prestazione a cronometro l’ha fatta, al Tour de France invece è quasi sempre stato respinto da questo tipo di tappe.

Occhio alla minaccia Kruijswijk
Escludendo Brambilla, Jungels e Amador, i primi tre dell’attuale classifica che verosimilmente perderanno posizioni quando si arriverà sulle grandi salite, al secondo giorno di riposo il Giro d’Italia si trova con l’olandese Steven Kruijswijk della Lotto NL-Jumbo come primo tra gli uomini più pericolosi: attenzione a lui perché l’anno scorso proprio sulle strade della corsa rosa perse parecchi minuti nella prima settimana uscendo fuori dai giochi, ma il quasi 29enne di Nuenen seppe riprendersi e nei tapponi decisivi era stato uno dei più forti in salita come dimostrano il secondo posto nella tappa del Mortirolo ed i quinti posti in quelle del Colle delle Finestre, di Cervinia e di Madonna di Campiglio.

Quest’anno Kruijswijk ha fatto un preparazione mirata al Giro d’Italia tanto che fin qui aveva conquistato solo un quinto posto (un altro!) al Tour de Yorkshire, proprio la settimana prima di andare in Olanda: rispetto all’anno scorso, adesso il corridore della Lotto NL-Jumbo non avrà certo la libertà di cercare delle fughe da lontano, ma se sulle grandi montagne si confererà allo stesso livello del 2015, allora potrà diventare un serio aspirante ad un gradino del podio finale a Torino. In classifica Kruijswijk si trova al quarto posto con 2″ di vantaggio su Nibali, 4″ su Valverde e 27″ su Landa: è niente rispetto a quello che potrebbe accadere nelle prossime due settimane, ma il quasi 29ennne Nuenen ha già dimostrato di essere un corridore molto solido e regolare, non sarà facile scrollarselo di dosso in salita.

Crono da dimenticare per Zakarin
Scendendo un po’ in classifica troviamo una prestazione più che discreta anche da parte di Rafal Majka che sul tracciato toscana ha perso da Vincenzo Nibali 43″ e ora in classifica è nono a 1’45” dalla maglia rosa Gianluca Brambilla che significa 54″ di ritardo rispetto a Kruijswijk. Il polacco della Tinkoff ha perso tanto nei primi due settori della cronometro, poi si è ripreso e sfruttando bene i tratti in pendenza ha perso solo 5″ da Nibali nella seconda metà di gara: Majka è un corridore da aspettare nelle tappe di montagne e non certo in queste, dall’analisi dei vari parziali si può trarre una buona indicazione sul suo stato di forma.

Tutti superiori al minuto invece i distacchi accusati da Domenico Pozzovivo, Esteban Chaves, Ilnur Zakarin e Rigoberto Urán rispetto a Vincenzo Nibali, e adesso tutti e quattro questi potenziali uomini di alta classifica si trovano fuori dalla top10 della classifica generale provvisoria e quindi con l’obbligo di provare a fare qualcosa per recuperare. Al momento quello meglio posizionato è Zakarin, 11° a 1’16” da Nibali, il cui risultato però non rispecchia affatto il potenziale di cui dispone: nei 40.5 chilometri del Chianti il russo della Katusha è caduto per ben due volte ed in un’altra occasione è stato costretto a fermarsi per un cambio di bicicletta per un problema meccanico, probabilmente legato alla prima scivolata. Prima delle varie sfortune Zakarin stava andando molto forte e oltre ad essere davanti a tutti gli altri big era stato anche maglia rosa virtuale visto il distacco che stava rifilando a Brambilla. La tenuta in montagna di Zakarin è tutta da valutare ma se non fosse caduto il suo Giro avrebbe avuto prospettive decisamente diverse: per sua fortuna domani c’è un giorno di riposo in cui potrà cercare di recuperare un po’ dai colpi subiti sul fianco sinistro del corpo.

Urán non è quello di due anni fa
Al dodicesimo e tredicesimo posto della generale troviamo invece due scalatori puri come Domenico Pozzovivo ed Esteban Chaves, le cui prestazioni odierne sono state molto diverse una dall’altra sebbene al traguardo siano stati divisi da soli 9″: il lucalo dell’AG2R La Mondiale è stato abbastanza regolare su tutto il tracciato soffrendo un po’ nel secondo settore, il colombiano della Orica GreenEDGE invece aveva sorpreso con una buona partenza che poi ha pagato alla distanza perdendo parecchi secondi nella seconda metà della cronometro.

Lo sconfitto di giornata invece è Rigoberto Urán che, complice anche una scivolata, ha perso 1’59” da Vincenzo Nibali a cui ora deve recuperare 2’03” in classifica. Il colombiano della Cannondale due anni fa aveva vinto la cronometro Barbaresco-Barolo vestendosi di rosa e qualche mese dopo sfiorò un altro clamoroso successo in una prova contro il tempo alla Vuelta: due exploit che sono rimasti abbastanza isolati nella carriera di Urán che per adesso non può permettersi altri passi falsi in questo Giro d’Italia. Rigoberto è lontano in classifica dai migliori ma sulla carta non lo si può ancora considerare tagliato fuori: per lui sarà dura e dovrà provare ad attaccare e dare spettacolo in salita, chissà che non riesca a farci divertire.

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