López conduce il passo in salita, Pantano sulla sinistra in terza posizione © Bettiniiphoto
López conduce il passo in salita, Pantano sulla sinistra in terza posizione © Bettiniiphoto

Tra i Grigioni e il Ticino c’è il cantone Andino

Chiusura tutta colombiana al Tour de Suisse: López domina in salita e vince meritatamente, a Pantano l’ultima tappa

Questa ottantesima edizione del Tour de Suisse ci lascerà un retrogusto amaro. A dispetto di un bel percorso, finalmente duro (forse troppo duro?) come un tempo, abbiamo visto protagonisti pavidi, probabilmente inadatti a rischiare, che han preferito aspettare che la crono delineasse al meglio la classifica. Ma tra tutti questi corridori, possiamo dire che il vincitore è l’unico con classe e un futuro assicurato per le corse a tappe: stiamo parlando del 22enne Miguel Angel López detto “Superman”, leader della corsa da ieri, che oggi ha corso per l’appunto da leader, sancendo il suo dominio in salita e una certa bravura tattica che gli ha permesso di non rischiare nemmeno per un’istante la maglia gialla.

Tappa troncata per il maltempo
La tristissima estate europea si riflette anche sulla corsa svizzera, con maltempo e quota neve prevista poco sopra i 2000 metri per la giornata odierna. Con 2 passi da scalare e altrettante discese, gli organizzatori optano per una decisione salomonica onde evitare una Ponte di Legno – Val Martello 2: disputare solo metà della tappa, che era già breve, partendo da La Punt, alla fine della discesa dell’Albulapass, per un totale di 57 km. La lotta per la classifica finale resta comunque apertissima, con 4 corridori che partono con 20″ di distacco tra il primo e l’ultimo, ed un passo di 13 km al 7,4% da superare, il Flüelapass, con scollinamento a poco più di 17 km dal traguardo.

Richeze non lascia neanche gli ultimi TV
14 abbandoni al via, tra i quali Cancellara, Benoot, Matthews, Gilbert e König, tutti interessati a stare alla larga dal maltempo in vista dei prossimi appuntamenti. Il tratto di fondovalle che porta al Flüelapass si risolve in maniera favorevole per la squadra del leader, con una fuga a 3, composta da Maxi Richeze della Etixx (meritatissimo vincitore della classifica a punti), Magnus Cort Nielsen (Orica) e Jesper Stuyven (Trek), con l’argentino che si prende anche i due traguardi volanti previsti sul percorso, così, per stare tranquillo. All’inizio della salita l’azione ovviamente si dissolve (il vantaggio massimo è stato di 35″), col solo Stuyven che prosegue prima di essere ripreso dal primo coraggioso, David López, scevro di compiti di gregariato (Geraint Thomas oggi è naufragato a 11′ dal vincitore).

Spilak lancia “Superman” all’attacco
La squadra abbandona presto “Superman” López, con uno Scarponi ormai stanco che deve presto cedere il passo ad un Atapuma ancora freschissimo, ma troppo marcato per prendere il largo. Ci riesce invece Hubert Dupont (Ag2r) dopo 7 km di salita, che salta David López, seguito poi dal primo nome grosso, il vincitore della passata edizione Simon Spilak (Katusha). A questo attacco la corsa si scalda definitivamente e rispondono Rui Costa (Lampre), Jailson Pantano (IAM), ed infine il leader della classifica, seguito da Tejay Van Garderen (BMC), che decide di prendere in mano la situazione e mettersi in testa a tirare.

López stacca tutti prima dello scollinamento
Troppo forte il ritmo del colombiano, al quale resistono solo Van Garderen e Pantano, con l’americano riluttante a dargli i cambi; dietro si è formato un drappelletto con Anacona che fa il ritmo per Ion Izagirre, e a seguire Andrew Talansky con Joe Dombrowski (Cannondale), Sergey Chernetskiy (Katusha), Victor de La Parte (CCC), Robert Cieslik (VERVA), Rui Costa e per ultimo un Warren Barguil (Giant-Alpecin) affaticassimo; salta invece Spilak. Col vantaggio che non aumenta, López forza l’andatura a 2 km dallo scollinamento e mette su un altro passo; dietro, un’accelerazione di De La Parte spezza il plotoncino e permette oltre al capitano CCC, anche a Chernetskiy e ai due Movistar di rientrare su Van Garderen e Pantano, scalinando a 32″ da Lopez. Pochissimo dietro, a soli 9″, ci sono Talansky e Barguil, ma aspetta tutta la carovana una discesa facile ma bagnata, che cambierà qualche valore in campo.

Primo successo da professionista per Pantano
Troppo pedalabile la discesa perché López riesca a mantenere il margine: rientrano su di lui a metà discesa Izagirre, Pantano, Van Garderen e Chernetskiy, mentre Anacona e De La Parte, non proprio draghi in queste situazioni, si lasciano sfilare. All’inseguimento si lanciano Rui Costa e Barguil, mentre Talansky si pianta e vede sfuggire il podio. Il finale vede Izagirre tirare come un dannato per evitare il rientro di Barguil (ed eventuali abbuoni in volata) che avverrà proprio sulla linea d’arrivo; Jarilnson Pantano approfitta della situazione e parte tardi, ai -150, con Chernetskiy che non riesce a ripetersi nel miracolo che gli riuscì alla Vuelta a Catalunya 2015, dove castigò un Alaphilippe finisseur nei metri finali, ottenendo quella che è tutt’ora la più importante vittoria della sua carriera.
Per Pantano è un successo importantissimo, visto che è IL successo, il primo da professionista, e per di più con la maglia della squadra di casa; il 27enne colombiano scoppia in lacrime al traguardo. Terzo Izagirre, poi López, Van Garderen, Rui Costa e Barguil tutti accreditati dello stesso tempo; bisognerà aspettare 56″ per veder arrivare Talansky, scortato da De La Parte e dal gregario Dombrowski, mentre a 1’17” arriva un gruppetto di 11 unità con Kelderman e Spilak.

Sul podio finale Izagirre e Barguil, giù Talansky
Con 22 anni e 135 giorni, Miguel Angel López è il secondo più giovane vincitore del Tour de Suisse, battuto da Roman Kreuziger di un centinaio di giorni; è però il primo colombiano a vincere quello che un tempo era “il quarto giro“, abbattendo un ulteriore muro; il prossimo, per il ciclismo andino, potrebbe essere quello del Tour de France, chissà. E a tal proposito, Nairo Quintana potrebbe avere in Ion Izagirre un grandissimo alleato; secondo a 12″ di ritardo, il 27enne spagnolo consegue un altro grande risultato in una corsa a tappe, dopo il terzo posto al Romandia ed il quinto alla Parigi-Nizza; non diverrà mai un corridore da GT, ma in squadra è senz’altro un valore aggiunto. Ed è stato bravissimo anche Warren Barguil, terzo a 18″, a reagire in una giornata che sembrava storta per lui; il francese è proiettato verso un Tour che potrebbe vederlo protagonista della lotta per la maglia bianca.

Lodevole anche il quarto posto di Pantano a 42″, mentre Talansky a 1’08” conferma i suoi grossi limiti caratteriali. Sesto posto finale per Tejay Van Garderen a 1’26”, balza al settimo Rui Costa a 2’09”, mentre scivola all’indietro un deludente Kelderman, ottavo a 2’38”. Spilak a 2’48” mantiene la nona piazza, col suo compagno Chernetskiy che si guadagna la top ten, grazie alla debacle di Thomas, con un ritardo però molto più marcato di 5’08”.

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