Peter Sagan si veste di giallo a Cherbourg © Bettiniphoto
Peter Sagan si veste di giallo a Cherbourg © Bettiniphoto

Sagan scrive la prima pagina di un romanzo giallo

Lo slovacco della Tinkoff vince a Cherbourg e conquista il primato. Battuti Alaphilippe e Valverde, staccati Nibali e Contador

Ha dichiarato ai microfoni di non aver esultato immediatamente dopo aver varcato il traguardo perché immaginava che un paio dei fuggitivi di giornata fossero riusciti a scampare dalle grinfie del gruppo. Ma non è così, caro Peter Sagan. Erano quasi tre anni che lo slovacco non vinceva al Tour de France, quando la Liquigas tutta si sacrificò nella Montpellier-Albi e permise al campione di Zilina di far suo lo sprint. Da allora quindici tappe sul podio ma nelle due piazze d’onore. La fine di un incubo; e, nel contempo, anche la prima maglia gialla per Tourminator, lui che aveva trascorso 72 giorni di verde vestito.

Quattro in fuga: ancora Voss, il primo azzurro è Cesare Benedetti
Dopo uno lungo trasferimento (ben 9 km) sotto la pioggia dal centro di Saint-Lô la seconda frazione del Tour de France 2016 prende le mosse alle 13 in punto in direzione di Cherbourg-en-Cotentin. Come 24 ore prima la fuga di giornata si forma immediatamente; e, giusto per continuare con gli elementi in comune, il merito dell’azione va ascritto ancora a Paul Voss. Finite le similitudini? Nemmeno per sogno, visto che la Bora-Argon 18 decide di riproporre due uomini in avanscoperta proprio come fatto sabato: il posto al fianco di Voss passa di mano fra Jan Barta e Cesare Benedetti. Con loro due attaccano anche Vegard Breen (Fortuneo-Vital Concept) e Jasper Stuyven (Trek-Segafredo).

Professionista delle fughe, Benedetti è riuscito ad entrarvici già alla sua seconda giornata alla Grande Boucle: sicuramente un’enorme emozione per il trentino, pensando soprattutto al rischio vissuto nei mesi estivi della scorsa stagione quando la sua conferma nel team tedesco, e verosimilmente anche la carriera da professionista, pareva agli sgoccioli. A “salvarlo” furono delle eccellenti prove nelle classiche italiane fra settembre ed ottobre, in particolar modo Il Lombardia: lì il ventottenne terminò al quattordicesimo posto dopo aver trascorso buona parte della Classica delle foglie morte in avanscoperta.

Lotta per i gpm, Voss a mani vuote
Il primo dei quattro gpm di giornata, la Côte de Torigny-les-Villes (km 10), vede la sfida fra Voss, che grazie ai punti conquistati ieri indossa la maglia a pois, e Breen; a sorpresa è proprio lo scandinavo che passa in prima posizione, conquistando l’unico punto in palio. Dopo una ventina scarsa di minuti c’è subito la rivincita: sulla Côte de Montabot (km 23) non sono né Breen né Stuyven a varcare in testa la linea bianca, ma Stuyven, creando così una bella sfida a tre. Il gruppo lascia fare e passa ai 173 metri slm con un ritardo di 5’20”.

39.5 i km percorsi dai battistrada nella prima ora, che momentaneamente perdono un’unità: Paul Voss si attarda proprio poche centinaia di metri prima dell’inizio del terzo gpm di giornata, la Côte de Montpinchon (km 52). Transita per primo Stuyven, che così pareggia i conti con il tedesco nella graduatoria riservata agli scalatori: decisiva dunque la Côte de la Glacerie a 1400 metri dal termine. Il gruppo continua a prendersela comoda, transitando a 5’50” di distanza. Nella mini discesa Voss riesce a rientrare sugli altri tre, complimentandosi cavallerescamente con il rivale Stuyven.

Nuova caduta di Contador: colpita ancora la spalla destra
Nicorps è un paesino di 400 anime, il cui nome deriva dall’unione dei vocabili latini nido di corvi. Ed è questo l’effetto che pare aver vissuto Alberto Contador al km 60: oggi come ieri il madrileno è caduto, stavolta non per colpa sua, mentre era nella parte finale del gruppo. Stavolta solo un breve assaggio d’asfalto, colpendo tuttavia la spalla destra già pesantemente sbattuta e sbucciata nel pomeriggio di sabato. Assieme a lui coinvolti, tutti fortunatamente senza gravi conseguenze, anche nomi di peso come Romain Bardet, Warren Barguil, Alberto Rui Costa, Marcel Kittel (sbucciatosi il ginocchio sinistro), Tony Martin, Michael Matthews e Joaquim Rodríguez. Tutti ripartono, ultimo Ángel Vicioso, e rientrano sul gruppo che nel frattempo ha diminuito ulteriormente il ritmo.

A causa di ciò aumenta ancor più il vantaggio dei quattro di testa: ai meno 110 km dalla conclusione è di 6’50” il gap. Il gruppo accelera ma non troppo, visto che ai meno 90 km sono sempre 6’10” che separano i primi 4 e i restanti 194 ciclisti in gara. Il traguardo volante di Port-Bail (km 107.5), a differenza dei gpm, non vede lotta fra i battistrada con Benedetti che passa davanti a Voss, Breen e Stuyven. Ben diverso quando accade 5′ dopo: André Greipel conquista gli 11 punti del quinto posto precedendo al fotofinish Marcel Kittel, Alexander Kristoff, Peter Sagan e Mark Cavendish.

Stuyven va come un treno, il gruppo recupera ma non ricuce
Riprende vigore la fuga, passando il cartello dei meno 50 km con 5’40” di vantaggio sul plotone. La Dimension Data continua a tirare e, allo stakanovista Stephen Cummings, subentra in questa fase Daniel Teklehaimanot: l’eritreo fa alla perfezione il suo lavoro, riducendo a 5′ il ritardo ai meno 40 km del gruppo. Del quale non fanno più parte due dei corridori caduti nel finale di ieri e particolarmente malconci: sono l’irlandese Sam Bennett (Bora-Argon 18) e il danese Michael Mørkøv (Team Katusha). Per loro uno sforzo particolarmente probante ma dall’esito positivo: hanno concluso la frazione rispettivamente ultimo (a 16’23”) e penultimo (a 13’39”).

Continua a diminuire, ma non così vertiginosamente, il distacco del gruppo: ai meno 30 km sono 3’40” che separano le due entità della corsa. In questa fase inizia lo spettacolo targato Stuyven: il belga si incarica della maggior parte del lavoro e mantiene una velocità elevatissima. Talmente elevata che, ai meno 25 km, alza bandiera bianca Cesare Benedetti, che viene poi ripreso dal gruppo ai meno 15 km. In tale momento il terzetto di testa può ancora amministrare ben 2’45”, vantaggio tutt’altro che disprezzabile. Si riduce, ma non nettamente, il gap ai meno 10 km: Stuyven, Breen e Voss (questi ultimi due aggrappati alla locomotiva belga) precedono di 2’10” il plotone nel quale è il BMC Racing Team ad occuparsi del tentativo di ricongiungimento.

Il belga si invola mentre Porte fora. Si stacca Cavendish
A Stuyven scappa la gamba e in un piccolo strappetto ai meno 8.5 km si sbarazza di Breen e Voss, con il norvegese che tenta vanamente di seguirlo. Sul medesimo zampellotto perdono le code del gruppo i tedeschi Degenkolb, Greipel, Kittel e Martin così come alcuni gregari preziosi per le montagne come Rafal Majka e Diego Rosa e un Domenico Pozzovivo rimasto colpevolmente in coda alle pendici della mini asperità. Continua Stuyven e ai meno 6 km ha ancora 1’30” sul gruppo sempre tirato dai rossoneri della BMC, stavolta nella persona di Damiano Caruso. Il siciliano si sfila assieme ai suoi compagni dopo qualche decina di metri: il motivo è la foratura di Richie Porte, che deve attendere a lungo il cambioruote. Sfortunatamente per lui non è presente alla Grande Boucle Simon Clarke.

All’imbocco della temuta Côte de Glacerie Stuyven vanta ancora 1′ e la sua azione, ancorché affaticata, pare comunque efficace. Dietro inizia a lavorare la Tinkoff con un super Michael Valgren, che allunga di molto il folto drappello dei migliori; ci prova Tom Jelte Slagter (Cannondale-Drapac), ma come troppo spesso accade l’olandese è evanescente e non va da nessuna parte. La formazione del vulcanico Oleg Tinkov mette in testa anche Roman Kreuziger: il ceco si rivela fondamentale, perché con le sue trenate Stuyven si fa sempre più vicino e scollina con solo una ventina di secondi di margine. Si stacca prevedibilmente la maglia gialla Mark Cavendish (Dimension Data), ma il britannico ha potuto comunque godersi il primo giorno della carriera di giallo vestito.

Ripreso Stuyven, lo sprint è di Sagan. Aru 16°
Ci prova ancora l’indomito fiammingo e spinge il rapporto lungo nel falsopiano che porta dentro all’ultimo km. Viene ripreso Stuyven a soli 450 metri: a lui l’applauso di tutti gli appassionati (e di moltissimi colleghi) e la soddisfazione di vestire domani la maglia a pois e il numero rosso di combattivo. Kreuziger è ancora in testa, con Sagan pronto alla sua ruota, marcato stretto da Van Avermaet, Alaphilippe e Van Avermaet. Il primo a partire è Joaquim Rodríguez, ma è troppo lontano. Sagan si mette in testa ai meno 200 metri e viene sopravanzato da Alaphilippe e affiancato Matthews; il campione del mondo rimane coperto e rinviene alla massima velocità ai meno 60 metri. Il sorpasso su Alaphilippe arriva attorno ai meno 30 metri per una vittoria che sa di liberazione.

Sbatte i pugni sul manubrio Julian Alaphilippe, che deve accontentarsi del secondo posto. Terzo il solito Alejandro Valverde (Movistar Team), davanti a Daniel Martin (Etixx-Qick Step), Wilco Kelderman (Team LottoNl-Jumbo), Tony Gallopin (Lotto Soudal), Greg Van Avermaet (BMC Racing Team), Bauke Mollema (Trek-Segafredo) e Chris Froome (Team Sky). Il miglior italiano è Fabio Aru (Astana Pro Team), comodamente giunto al sedicesimo posto davanti a Nairo Quintana. Il gruppo dei migliori, chiuso da Sergio Luis Henao (Team Sky), è composto da ventisei unità.

Nibali e Pinot a 11″. Contador perde 48″
Tra di loro mancano alcuni big: a 10″ è giunto Mathias Fränk (IAM Cycling), a 11″ Thibaut Pinot FDJ) e Louis Meintjes (Lampre-Merida), a 24″ Geraint Thomas (Team Sky), a 41″ Ilnur Zakarin (Team Katusha), a 1’45” Richie Porte (BMC Racing Team) e Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale). Staccato anche Vincenzo Nibali (Astana Pro Team), che paga 11″: una defaillance momentanea del siciliano o il primo segnale di una Grande Boucle da gregario di lusso?

Ancor più pesante il ritardo di “calimero” Alberto Contador: il madrileno paga 48″ ed è apparso parecchio dolorante. Per il bene suo e del Tour intero sarebbe un bene che possa rimettersi in fretta dalle botte subite. In casa Tinkoff non sono solo facce tetre: Peter Sagan ripartirà in maglia gialla con 8″ di margine su Alaphilippe (nuova maglia bianca) e 10″ su Valverde. Domani frazione per velocisti, da Granville ad Angers: 223.5 km facili dal punto di vista altimetrico e senza insidie provenienti dal freddo e dal vento. Almeno così sperano i ciclisti, Contador in testa.
per velocisti.

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