Il colpo di reni che ha permesso a Mark Cavendish di vincere ad Angers © Bettiniphoto
Il colpo di reni che ha permesso a Mark Cavendish di vincere ad Angers © Bettiniphoto

André, don’t look back in Angers!

Greipel beffato dal colpo di reni di Mark Cavendish, al secondo successo in tre giorni. Terzo Coquard, domani altro sprint

Pareva un corridore sul viale del tramonto, quasi scaricato dalla Etixx-Quick Step che gli ha preferito il più giovane Marcel Kittel. Poche formazioni si erano interessate a lui, vuoi per il costo comunque elevato del suo onorario e del “pacchetto” di supporto, vuoi per il carattere fumantino del nostro.

Mark Cavendish ha scelto la scommessa della Dimension Data, formazione Professional che con lui ha fatto il grande salto nel World Tour: e l’ha preso per mano, cambiando mentalità (e anche contribuendo a modificare la mission iniziale – quella dello sviluppo dei ciclisti africani) e contribuendo a dare quella fame per il successo ancora assente nel team diretto da Douglas Ryder. Con il successo di oggi ad Angers il mannese sale a quota due nel Tour 2016 e a quota ventotto in assoluto: eguagliato un Monumento assoluto come Bernard Hinault, che si è complimentato durante le premiazioni. Ora a Cannonball resta solo il Cannibale da superare: Eddy Merckx, a quota 34, è avvisato.

Fonseca porta via la fuga, ma nessuno lo segue
Dopo una frazione domenicale con un finale complicato, la Granville-Angers di 223.5 km non presenta, nonostante un ultimo km leggermente all’insù, grosse difficoltà: nelle previsioni era un appuntamento per velocisti, e così effettivamente è stato. Via pochissimi minuti prima delle 12 e, come nelle due tappe precedenti, il primo tentativo è quello buono. Solo che stavolta non sono cinque come sabato o quattro come domenica gli uomini a tentare l’avanscoperta. Uno è il coraggioso di lunedì 4 luglio, e il suo nome è Armindo Fonseca.

Il corridore della Fortuneo-Vital Concept è scattato nei primissimi metri e nessuno ha deciso di inseguirlo. Tantomeno il gruppo, che immediatamente ha lasciato fare: dopo 8 km aveva 3’30”, dopo 25.5 km (in cima all’unico gpm di giornata, la Côte de Villedieu-les-Poêles) è salito a 9’40” per raggiungere il picco di 11’05” al km 40. Al ché il buon Fonseca, enfant du pays visto che si passa vicino alla sua Rennes, ha deciso di rallentare la propria andatura andando quasi a fermarsi, visto che al km 65 il gruppo aveva dimezzato il ritardo.

Andamento lento, e le tabelle di marcia saltano completamente
A sua volta il gruppo ha alzato il piede dall’acceleratore, facendo riguadagnare al battistrada un paio di minuti al km 80. Torna a diminuire il distacco fra Fonseca e il plotone perché il bretone decide di diminuire il passo: basti pensare che nella seconda ora i km da lui percorsi sono stati solamente 30, in una giornata senza insidie altimetriche o meteorologiche. La giornata scorre via (o meglio, non scorre…) fra chiacchiere di mezzo gruppo, risate a crepapelle e sbadigli dei corridori, per una frazione che non rimarrà negli annali del ciclismo.

E pensare che l’anno prossimo alla Grande Boucle ci sarà la diretta integrale di tutte le ventuno tappe: se per le frazioni alpine e pirenaiche (molte delle quali già godono di tale privilegio) e per le cronometro queste innovazioni saranno unanimemente ben valutate, verosimilmente non si potrà dire altrettanto per tappe come questa: sarebbe una novità utile ad aumentare la platea dei telespettatori globali? O si rivelerebbe un boomerang, scoraggiando gli appassionati “soft” e tenendo alla larga i neofiti? Ai pubblicitari, fra un anno, l’ardua sentenza.

Voeckler fa il Voeckler e attacca all’improvviso
La noia viene interrotta, all’improvviso, attorno ai meno 90 km dal termine. Sorprendentemente c’è un volenteroso che decide di attaccare: meno illogico è il nome del protagonista, visto che si tratta di Thomas Voeckler (Direct Énergie). Fonseca, subito informato dall’ammiraglia, rallenta ancor più la velocità per attendere il connazionale. E la coppia si forma a partire dai meno 82 km dal traguardo, iniziando senza indugio a collaborare. Il gruppo, nelle persone degli Etixx-Quick Step, dei Lotto Soudal e dei Tinkoff, si spaventa e reagisce, portandosi ai meno 80 km a soli 3’30” dai due al comando.

Si fa sempre più incessante l’andatura dietro, merito soprattutto dei soliti Thomas De Gendt e Julien Vermote: ai meno 60 km sono solo 2’15” che separano le due parti della corsa. E ancor meno, ossia 1′ tondo, al traguardo volante di Bouillé-Ménard ai meno 52 km, dove davanti Voeckler lascia (giustamente) passare per primo Fonseca mentre dietro, tra i cacciatori della maglia verde, si apre la sfida. A prevalere è Marcel Kittel che supera i rivali Alexander Kristoff, Peter Sagan, Mark Cavendish e André Greipel.

Misteri  del Tour: 215 km in fuga per Fonseca, ma per la giuria non è il combattivo
Non abbassano il ritmo De Gendt e Vermote che tirano forte portando il gruppo a 40″ di ritardo dai due di testa; questo nonostante la strenua lotta dei beniamini di casa che non mollano e, anzi, riescono a tornare a sfiorare il minuto di margine ai meno 25 km, quando dietro si preferisce attendere la finalizzazione del ricongiungimento. Che avviene ai meno 8 km; per Fonseca ben 215 km di fuga, 140 dei quali in solitaria. Ma non la strameritata consolazione di salire sul podio di giornata come combattivo: la giuria ha infatti inaspettatamente scelto al suo posto Voeckler. Per carità, bravissimo T-Blanc, ma se non viene omaggiato quest’oggi il povero Fonseca, che senso ha allora il numero rosso?

I treni dei velocisti entrano in azione e sgomitano tra loro per portare nella miglior posizione possibile i rispettivi velocisti; medesimo discorso che fanno anche le formazioni degli uomini di classifica, creando così l’ormai consueto imbottigliamento in testa nella fase che va dai meno 5 km ai meno 3 km. Tony Martin inizia a lavorare ma la Etixx-Quick Step è decisamente risicata: oltre al tedesco, quando mancano 3000 metri alla conclusione, a disposizione di Kittel vi sono solo Richeze e Sabatini (e Marcel non farà a meno di notare questo elemento nel dopotappa).

Colpo di reni perfetto, per è Caven-bis
Come accaduto sabato, non vi è ancora una formazione capace di impostare il km finale in maniera totalizzante, permettendo così la molteplicità di coppiette multicolori ad rendere più complicato il tutto. Ad imboccare, ai meno 300 metri, l’ultima curva in prima posizione è Greg Henderson con a ruota Mark Renshaw. I due oceanici al servizio rispettivamente di Cavendish (l’australiano) e di Greipel (il neozelandese) fanno alla perfezione il loro lavoro, a differenza dei rivali delle altre formazioni.

Greipel parte per primo, attorno ai 150 metri: alla sua ruota Cavendish, alla sua sinistra Sagan. Il Gorilla ha un’ottima pedalata e resta in testa, il solo Cavendish riesce ad affiancarlo: i due ex compagni di squadra alla HTC-HighRoad danno vita ad una sorta di balletto sincronizzato, sfidandosi in parallelo per cento metri fino sulla linea bianca. Dove passa per primo, grazie ad un miglior (e ottimo in senso assoluto) colpo di reni, Cavendish giusto per una questione di pochi centimetri, come confermato dal fotofinish.

Battuti Greipel e Coquard. Domani nuova rivincita
Il tedesco della Lotto Soudal pensa di aver vinto ed esulta; ma, purtroppo per lui, è costretto al secondo posto. Terzo è il francesino Bryan Coquard (Direct Énergie), quarto il campione del mondo nonché maglia gialla Peter Sagan (Tinkoff), al “peggior” risultato nella tre giorni. A seguire il belga Edward Theuns (Trek-Segafredo), il norvegese Sondre Holst Enger (IAM Cycling), mentre il blasonato connazionale Alexander Kristoff è solo undicesimo, il delusissimo tedesco Marcel Kittel (Etixx-Quick Step), il francese Christophe Laporte (Cofidis, Solutions Crédits) che sta dimostrando di cavarsela bene anche in proprio, il britannico Daniel McLay (Fortuneo-Vital Concept) e l’olandese Dylan Groenewegen (Team LottoNl-Jumbo).
Miglior italiano Davide Cimolai (Lampre-Merida), quattordicesimo, dietro ad altri due big come Michael Matthews (Orica-BixeExchange) e John Degenkolb (Team Giant-Alpecin). Situazione immutata nella generale con Peter Sagan che mantiene 8″ sulla maglia bianca Julian Alaphilippe (Etixx-Quick Step), 10″ su Alejandro Valverde (Movistar Team) e 14″ sui vari Chris Froome, Nairo Quintana, Fabio Aru e compagnia. Domani la tappa più lunga del Tour, da Saumur a Limoges: 237.5 km con uno scenario verosimilmente identico a quello odierno e con un arrivo allo sprint pressoché scontato. Ci si augura solamente maggior vivacità nel resto della frazione.

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