Mark Cavendish guarda Marcel Kittel ma non deve temere: ha vinto lui © Bettiniphoto
Mark Cavendish guarda Marcel Kittel ma non deve temere: ha vinto lui © Bettiniphoto

Cavendish, commissario Montauban

Il britannico mette la terza, battuti Kittel e un sorprendente McLay. Domani le salite, tocca all’Aspin

Uno, a Utah Beach. Due, ad Angers. Tre, a Montauban. Se un’altra famosa britannica scriveva che «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova» possiamo tranquillamente dire che Mark Cavendish è definitivamente tornato. Altra volata di qualità per il capitano della Dimension Data, giunto al ventinovesimo successo in carriera al Tour de France. Tanti saluti a Bernard Hinault, ora definitivamente staccato, mentre Eddy Merckx si fa sempre più vicino. Ora il Cannibale è distante sole cinque unità: conoscendo il caratterino dell’iridato di Copenhagen, questo sarà un obiettivo a cui dedicarsi prima del ritiro.

Arashiro e Barta in fuga, ma il gruppo non lascia tanto spazio
Dopo una giornata, quella di ieri, decisamente mossa, il gruppo è ripartito alle 12.52 da Arpajons-sur-Cère in direzione sud verso Montauban. Frazione agevole, per velocisti, era nelle previsioni; e tutto questo si è prontamente confermato. Dopo un paio di km hanno attaccato due elementi, che hanno ricevuto immediatamente via libera dal gruppo: si tratta del giapponese Yukiya Arashiro (Lampre-Merida) e del ceco Jan Barta (Bora-Argon 18). Già dopo 3 km di avanscoperta sono riusciti ad accumulare 1′ di margine, che è prontamente salito al km 20 a 4’20”.

Dietro, ad inseguirli, i rimanenti 196 elementi: anche oggi hanno preso il via tutti i corridori salpati sabato da Mont Saint-Michel, evento che non avveniva dall’edizione 2000 (ma allora erano 177 i ciclisti in gruppo). Segno che le tre cadute avvenute nelle prima due frazioni non hanno provocato eccessivi problemi agli atleti, i quali sono stati anche bravi ad evitare ulteriori capitomboli (e a restare immuni da influenze e dissenterie varie).

Un gpm a testa, Coquard guadagna terreno al traguardo volante
I gregari dei team dei velocisti, più scaltri dei colleghi delle squadre dei big, non vogliono commettere il medesimo errore altrui: Dimension Data, Direct Énergie, Etixx-Quick Step e Lotto Soudal lasciano come vantaggio massimo ai due al comando i 5’20” toccati al km 70. Nel frattempo si è scalato (per modo di dire) l’agevole Col des Estaques (km 62), dove Barta ha anticipato Arashiro. Al gpm seguente, la Côte d’Aubin (km 71.5), tocca invece al giapponese precedere il ceco, anche stavolta senza lotta fra i due.

Il torpore viene momentaneamente interrotto dal traguardo volante di Montbazens (km 77.5): Barta fa lo sprint per raccogliere i 20 punti in palio, con Arashiro che rimane tranquillo al secondo posto. Ben più viva la lotta tra i pretendenti per la maglia verde: il terzo posto va a Bryan Coquard, che supera Michael Matthews, Peter Sagan e Marcel Kittel. A metà gara diminuisce il distacco fino a 2’30”, diventando di 1’50” a meno 80 km e restando inalterato ai meno 60 km.

Fuga ripresa, spazio allo sprint
Non succede letteralmente nulla di rilevante per un’ora buona: l’unico elemento meritevole di cronaca è il passaggio per primo di Barta sulla Côte de Saint-Antonin-Noble-Val (km 149), con il gruppo, tirato dalla Direct Énergie nella persona di Thomas Voeckler, che paga 55″. Sono 30 i secondi rimanenti ai meno 30 km, che scompaiono totalmente ai meno 21.8 km: quasi 165 dunque i km percorsi in avanscoperta da Arashiro e Barta. Il giapponese della Lampre-Merida viene premiato come combattivo di giornata.

Da lì una lunga lotta prima fra i treni degli uomini di classifica e poi fra quelli dei velocisti fino ad arrivare negli ultimi 2 km, con Lotto Soudal e Tinkoff particolarmente attive. Risale la Etixx-Quick Step, ma è Marco Haller (Team Katusha) ad entrare per primo nell’ultimo km. All’austriaco segue Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) che tira per Theuns fino ai meno 700 metri. Questo è il momento in cui Jacopo Guarnieri si piazza davanti, con a ruota capitan Kristoff: l’azzurro viene però sopravanzato sia da Fabio Sabatini che da Adrien Petit, ciascuno interessato a ripetere il lavoro del piacentino.

Kristoff ci prova ma rimbalza, Greipel ancora innocuo. Cavendish vince ancora, McLay sorpresa
Il primo a lanciarsi ai meno 350 metri è Kristoff, alla cui ruota c’è Kittel, marcato a sua volta da Cavendish. Greipel è sul lato sinistro della carreggiata e viene chiuso dagli “sfiniti” Sabatini e Petit: per il Gorilla altra volata da buttare, con un quindicesimo posto da rialzato. Kristoff continua il suo periodo opaco e viene agevolmente scavalcato sia da Kittel che da Cavendish già prima dei 200 metri: i due duellanti rimangono appaiati per qualche pedalata fin quando il britannico non esce fuori come una palla di cannone. Si perde leggermente nel finale, il mannese, tanto che Kittel lo rimonta e gli arriva vicino.

Ma non abbastanza per togliergli un nuovo successo. Secondo dunque Marcel Kittel (Etixx-Quick Step), alla seconda piazza d’onore in carriera alla Grande Boucle (ed ambedue le volte dietro a Cavendish). Se i primi due nomi erano ampiamente pronosticabili, meno era quello del terzo, che fra i meno 100 metri e la linea bianca è stato nettamente il più rapido: è l’altro britannico Daniel McLay (Fortuneo-Vital Concept) che continua ad impressionare e a dare continuità alle prestazioni di alto livello.

Contador e Purito perdono un secondo, domani finalmente i Pirenei
Il resto della top 10 vede il norvegese Alexander Kristoff (Team Katusha), il francese Christophe Laporte (Cofidis, Solutions Crédits), lo slovacco Peter Sagan (Tinkoff), che perde la maglia verde in favore di Cavendish, l’olandese Dylan Groenewegen (Team LottoNl-Jumbo), il belga Edward Theuns (Trek-Segafredo), il francese Bryan Coquard (Direct Énergie) e il neozelandese Shane Archbold (Bora-Argon 18). Dodicesimo il primo italiano, il friulano Davide Cimolai (Lampre-Merida), giusto dietro a Michael Matthews (Orica GreenEDGE).

Dopo i migliori sedici c’è stato un buco; a 3″ sono stati classificati i pesci pilota Sabatini e Petit, a 4″ gli uomini di classifica e la maglia gialla. Ma non tutti perché un ulteriore buco dopo il 59° (Bertjan Lindeman) rifila 1″ in più ad un paio di pretendenti per la generale, gli spagnoli Joaquim Rodríguez e Alberto Contador, al quale gira storto ogni minimo particolare.

Domani da l’Isle Jourdain alla volta di Lac de Payolle si ripartirà con Greg Van Avermaet (BMC Racing Team) in giallo con 5’11” Julian Alaphilippe (Etixx-Quick Step), 5’13” su Alejandro Valverde (Movistar Team), 5’15” su Joaquim Rodríguez (Team Katusha), 5’17” su Aru, Froome e compagnia e 6’39” su Contador. Giornata dura domani per Van Avermaet, le cui speranze di restare in vetta alla classifica sono minime: c’è l’Aspin da scalare, e sarà il primo terreno di scontro tra chi punta ad indossarla a Parigi.

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