Uno scorcio dei primi e gli ultimi chilometri delle cronometro @ Bettiniphoto
Uno scorcio dei primi e gli ultimi chilometri delle cronometro @ Bettiniphoto

Froome-Dumoulin, è giunta l’ora

Mercoledì le due cronometro olimpiche. Tra le donne Armstrong per far filotto, Van der Breggen per la doppietta

Archiviate le due prove su strada che hanno incoronato Greg Van Avermaet e Anna Van der Breggen come nuovi campioni olimpici, adesso è il momento di iniziare a pensare alle cronometro che mercoledì pomeriggio metteranno in palio le ultime medaglie del ciclismo su strada prima di lasciare spazio a pista, bmx e mtb. Si inizierà nella prima mattinata brasiliana con la prova femminile, alle 13.30 italiane, e poi proseguire a partire dalle 15.00 ora italiana con la gara uomini.

Il percorso
Il tracciato di entrambe le gare lo abbiamo già imparato a conoscere durante il weekend. La partenza sarà posizionata sulla Praça do Pontal, poi dopo circa due chilometri e mezzo si entrerà sull’insidioso circuito di Grumari che le donne affronteranno una sola volta, due invece gli uomini: qui i corridori potranno evitare il pavé pedalando una piccola lingua asfalto creata proprio per l’occasione, restano invece le salitelle che spezzeranno sicuramente il ritmo agli specialisti puri delle prove contro il tempo. Terminati giri sul circuito i corridori avranno ancora da pedalare per due chilometri e mezzo per ritornare in Praça do Pontal dove sarà posizionato anche il traguardo: in totale sono 54.5 chilometri per la gara maschile, 29.8 chilometri invece per le donne.

Niente pavé quindi, ma le insidie non sono poche: la salita di Grumari misura 1300 metri con una pendenza media del 9.4% e anche in discesa bisognerà tenere gli occhi molto ben aperti, la salita di Grota Funda invece è lunga 2130 metri ma è molto più pedalabile con una pendenza media del 6.8% e non facciamo l’errore di sottovalutare proprio all’inizio del circuito lo strappo di Guanabara che non è una delle ascese “ufficiali” del percorso ma sarà comunque un tratto di strada in cui i corridori in gara non potranno fare grande velocità. Oltre a saper spingere il lungo rapporto sui rettilinei, per vincere sarà fondamentale riuscire a gestire al meglio i tanti cambi di ritmo.

I favoriti
Per quando riguarda la gara maschile possiamo indicare cinque corridori che partono davanti a tutti come pronostici. Il primo è senza dubbio Chris Froome la cui prestazione opaca della prova in linea non deve trarre in inganno, la cronometro sarà tutt’altra cosa: il britannico ha costruito soprattutto a cronometro il suo terzo successo al Tour de France ed il percorso impegnativo lo potrà senza dubbio favorire rispetto ad altri. Il favorito numero uno in assoluto, però, sarebbe l’olandese Tom Dumoulin che però ha l’incognita del polso infortunato al Tour de France: nella prova su strada l’olandese si è ritirato dopo 10 chilometri per non correre rischi e non abbiamo alcun riferimento su come stia realmente. Una gran paura la fanno anche Fabian Cancellara e Tony Martin, ma forse ancora di più il campione del mondo in carica Vasil Kiryienka che si è nascosto nell’ultimo periodo ma che su un percorso lungo e poco pianeggiante ci potrebbe andare a nozze.

Molto ricca anche la lista degli outsider, perché in una gara di una singola giornata può sempre succedere di tutto: l’Australia dopo aver perso Richie Porte punterà tutto su Rohan Dennis e la sorpresa, ma non tanto visto il Giro d’Italia, potrebbe arrivare dallo sloveno Primoz Roglic. Attenzione anche agli Stati Uniti di Taylor Phinney e alla Spagna di Jonathan Castroviejo e Ion Izagirre, con il primo che ha brillato decisamente di più nella gara di sabato. Altri uomini da tenere d’occhio sono Edvald Boasson Hagen, Nelson Oliveira, Michael Kwiatkowski e, perché no, anche Jakob Fuglsang e Andrey Zeits.

Le favorite
In campo femminile se possibile il pronostico è ancora più aperto visto che a cronometro non c’è nessuna che spicca sopra tutte le altre per attitudini e continuità di rendimento. Ai nastri di partenza di sarà la campionessa olimpica di Pechino 2008 e Londra 2012, Kristin Armstrong: la statunitense compirà 43 anni il giorno dopo la gara e vuole farsi un regalo che avrebbe dell’incredibile, ma nell’ultimo periodo non ha convinto a cronometro tanto che al Campionato Nazionale è finita solo terza dietro a due che non saranno a Rio. Ci sarà invece Evelyn Stevens che una cronometro molto difficile l’ha vinta giusto un mese fa al Giro Rosa: quella di Varazze era una prova ancora più tosta di questa brasiliana che comunque non sarà per nulla facile.

Grandi favorite anche le olandesi che hanno impressionato nella gara su strada: Ellen Van Dijk è una grande specialista e ha vinto la crono dell’ultimo Giro di Turingia, ugualmente pericolosa però è Anna Van der Breggen che cerca una doppietta che tra uomini e donne è riuscita solo alla connazionale Leontien Van Moorsel e che agli ultimi Mondiali si è fermata a soli 3″ dall’oro. Ma nell’analizzare le possibile candidate ad una medaglia non si possono non citare la campionessa del mondo in carica Linda Villumsen, la britannica Emma Pooley che è rientrata alle corse solo per questa gara, la tedesca Lisa Brennauer, l’australiana Katrin Garfoot, la belga Ann-Sophie Duyck, la russa Olga Zabelinskaya o l’ucraina Anna Solovey, pericolosa ma che non sembra più quella di un paio di anni fa.

Gli italiani
L’Italia invece si presenta al via delle due prove a cronometro con aspettative decisamente inferiori rispetto alle prove su strada. Dopo la caduta e l’infortunio di Vincenzo Nibali, il commissario tecnico Davide Cassani ha deciso di non sostituirlo (non sarebbe comunque stato facile logisticamente) e quindi al via ci sarà solo l’altro siciliano Damiano Caruso: il 28enne della BMC è un corridore completo ma i suoi trascorsi nelle prove contro il tempo individuali non lasciano spazio a grandi sogni, soprattutto in una gara lunga 54.5 chilometri.

Qualche chance in più invece può averla Elisa Longo Borghini nella gara femminile: dopo il bronzo della gara su strada, l’ossolana avrà il morale al massimo e sarà libera da ogni tipo di pressione. Elisa non è una specialista ma ha pur sempre vinto due titoli italiani negli ultimi tre anni, ma il risultato che più di tutti lasciata aperta la porta a qualcosa di bello è quello dell’ultimo Giro Rosa: nella cronometro di Varazze la nostra Longo Borghini ha chiuso al terzo posto a soli 4″ dalla Stevens, ma quel giorno non c’era praticamente neanche un tratto banale e si arrivava dopo sette giorni di gara consecutivi. Nonostante il gran numero di avversarie, una top10 potrebbe quindi essere alla portata di Elisa Longo Borghini che comunque in questi Giochi il suo l’ha già fatto.

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